In ogni storia c’è un milione di storie / 3

iwcRiguardo al Festival italo-irlandese – organizzato dall’associazione ònoma insieme all’Irish Writers’ Centre – e al seminario “In ogni storia c’è un milione di storie” che sarà ospitato nel suo programma il 4 maggio a Nogarole Rocca (VR), trovate qui un video in cui dico un po’ di cose.
Qui di seguito Fabio Bussotti, Teresa Arcelloni e Federica Sgaggio dicono la loro.
“In ogni storia c’è un milione di storie” è un laboratorio in cui una storia, attraverso le domande di un giornalista, una scrittrice, una operatrice letteraria, due psicoterapeuti, e infine l’intervento di un attore, diventa tante altre storie. E alla fine Continua a leggere “In ogni storia c’è un milione di storie / 3”

In ogni storia c’è un milione di storie / 2

Perché, nel video che segue, il tenutario di questo blog parla del proprio rapporto con le storie all’obiettivo della telecamera digitale di Barbara Gozzi?
Perché insieme a Federica Sgaggio, Fabio Bussotti, Teresa ArcelloniLuigi Grimaldi e alla stessa Barbara Gozzi che lo inquadra sta preparando un seminario che si chiama “In ogni storia c’è un milione di storie”. Accadrà venerdì 4 maggio durante il Festival letterario italo-irlandese a Nogarole Rocca.
Un attore, un giornalista, una scrittrice, due psicoterapeuti di scuola sistemica, una “operatrice editoriale” e un attore Continua a leggere “In ogni storia c’è un milione di storie / 2”

In ogni storia c’è un milione di storie / 1

Allora, c’è un posto splendido dalle parti di Verona che si chiama Nogarole Rocca. E c’è un convegno, anzi un festival. E poi c’è l’Irlanda. E c’è Catherine Dunne. E c’è John Lynch. E però non posso dirvi tutto io. Per sapere tutto sul Festival letterario italo-irlandese andate qui ma anche qui. Continua a leggere “In ogni storia c’è un milione di storie / 1”

Parlando di virtuale e psicologia a Bergamo

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Clicca sull’immagine in basso per vedere il video del mio intervento “Le metafore del virtuale in psicologia” al BiDiEffe, il seminario permanente “Bateson, Deleuze, Foucault” a cura di Pietro Barbetta (era la sera di giovedì 26 gennaio).
Poco più giù trovi il Powerpoint.
Grazie agli amici e colleghi del BDF.
(L’immagine in apertura viene da qui)
Continua a leggere “Parlando di virtuale e psicologia a Bergamo”

“Avvicinarsi alla complessità”. Intervista a Federica Sgaggio su buoni e cattivi

Del libro “Il paese dei buoni e dei cattivi” di Federica Sgaggio – giornalista, scrittrice, blogger di Verona – si è parlato in rete abbastanza da permettere di farsi un’idea del contenuto.
Il libro è bello e ve lo consiglio. Se vi capita di provare quel senso di asfissia davanti alle categorie binarie del bipolarismo nostrano, le pagine di Federica sono utili a farsi qualche idea su come quell’idea spaccata del mondo sia diventata per gran parte del pubblico il modo più ovvio e a portata di mano di percepire e descrivere la realtà; e su come ciò ha avuto conseguenze sulla nostra convivenza e su quel delicato e prezioso strumento di manutenzione della democrazia che è il giornalismo.
Non ripeto cose già dette e piuttosto vi segnalo articoli utili ad approfondire: su Valigia Blu ne parla Matteo Pascoletti; su Scrittori Precari Jacopo Nacci; su Carmilla Roberto Sturm.
Io avevo qualche domanda da rivolgere a Federica Sgaggio e le ho chiesto di fare una chiacchierata: ne è venuto fuori quello che potete leggere qui di seguito… Continua a leggere ““Avvicinarsi alla complessità”. Intervista a Federica Sgaggio su buoni e cattivi”

La pelle delle donne

senonoraSegnalo due post (belli, secondo me, di quelli che ti fanno fare domande) pressoché sincroni che si occupano di questioni contigue: Zauberei riflette sulla faccenda del manifesto del PD con la gonna che svolazza (perché “cambia il vento”, no?) e Federica Sgaggio ci mette a parte di alcune considerazioni sorte dopo una visione del documentario “Il corpo delle donne” (trovate il trailer in fondo a questo articolo). Come vedrete, non guardano esattamente dalla stessa prospettiva… Continua a leggere “La pelle delle donne”

Il dibattito su Mondadori visto da un lettore


1. Di cosa si parla

mondadoriDa consumatore, da lettore, da spettatore di cinema e di televisione, come tanti altri (tanti altri che si sentono distanti dalle attuali forze di governo, intendo) mi pongo da tempo il problema se e quanto, sottovalutando l’espansione di Berlusconi nel mercato dei libri e delle immagini, si partecipi ai meccanismi che hanno permesso la penetrazione sua e dei suoi valori nella vita quotidiana degli italiani e di lì nei luoghi del potere politico. Con questa domanda in testa ho cercato di seguire il confronto fra scrittori e intellettuali seguito alla lettera del teologo Vito Mancuso su Repubblica dello scorso 21 agosto.
La questione nasce il 19, quando il vice direttore del quotidiano, Massimo Giannini, accusa Berlusconi dell’ennesima legge su misura, fatta per alleggerire la sua Mondadori da un vecchio gravoso debito col fisco. Continua a leggere “Il dibattito su Mondadori visto da un lettore”

Il dittatore e gli ingrati: la rivoluzione discreta delle parole

Dunque a Parigi Berlusconi, nella conferenza stampa dell’OCSE, ha buttato lì un frase su Benito Mussolini per farci sapere, detto in breve, che chi ha il potere in realtà non ce l’ha (chi non sapesse di cosa parlo può vedersi proprio qui su il video dell’intervento). Ieri sera, intorno alle 22,00, ho pubblicato su Facebook uno “status” con un breve commento, al quale hanno risposto un po’ di amici, facendo seguire un piccolo dibattito. Così ho pensato di farci un articolo per il blog, sull’uso del linguaggio in politica, con particolare riferimento alla lingua del Presidente. Poi ho trovato (stamattina presto) l’articolo di Federica Sgaggio, “La legittimazione omeopatica della dittatura”: Continua a leggere “Il dittatore e gli ingrati: la rivoluzione discreta delle parole”