Laura Benedetti: intervista sul “Paese di carta”

La copertina dell'e-book
La copertina dell’e-book

Del romanzo parlai sul blog qualche mese fa. Dopo aver letto il libro ho voluto anche riparlarne con l’autrice.
Laura Benedetti è aquilana e insegna letteratura Italiana alla Georgetown University, a Washington. È autrice di diversi saggi: “Un paese di carta” è la sua prima opera di narrativa.

Massimo Giuliani: Laura, scegli tu come riassumere in poche parole la storia, in modo da farci capire di che si tratta ma anche di non svelare troppo a chi la leggerà.

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Quanto c’entra Dylan con la letteratura (da uno a due)?

Al giudice saggio furono portati i due litiganti. Il primo disse “Dylan non è proprio letteratura, dargli il Nobel è inopportuno!”. Egli ascoltò molto attentamente e commentò: “Tu hai ragione”.
Poi ascoltò il secondo: “Dylan è il più letterario dei cantanti rock, il suo Nobel è dovuto”, e di nuovo commentò: “Tu hai ragione.”
A questo punto un osservatore esclamò: “Eccellenza, non possono avere ragione entrambi!”. Il giudice saggio ci pensò sopra un attimo e poi, serafico: “Hai ragione anche tu”.
(Citazione a memoria, forse non era proprio così)

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Roth, Zuckerman e gli altri. Un libro di Luca Casadio

casadio_rothSu Macchiatoinchiostro.it – per la rubrica “I giovedì della Rive Gauche” – esce questo mio post sull’ultimo libro di Luca Casadio Biografie e molteplicità dei sé (Guaraldi). Il libro riproduce l’intervento di Luca al Festival della Complessità 2013, organizzato dall’AIEMS e da Sergio Boria.
Leggete il post, ma di più leggete il libro.

Vedete voi se considerarla una recensione. Conosco da un bel po’ Luca Casadio, psicologo di Roma e autore dalla bibliografia ragguardevole e dalla scrittura complessa ma, come dire?, accogliente; conosco il suo percorso culturale e condivido molti dei suoi intenti, al punto che in qualche occasione abbiamo condiviso il calamaio per progetti comuni. Stabilite voi, dunque, se ciò mi rende inabile a render conto con oggettività e pacatezza di questo suo volumetto uscito per Guaraldi nella collana “I quaderni della complessità”.
Chiarito questo, ecco come la penso: di libri così ce ne vorrebbe uno alla settimana. [continua a leggere su macchiatoinchiostro.it]

Da Bresciaoggi: narratori in rete / 1

Approfitto di una temporanea difficoltà a tenere aggiornato il blog per pubblicare gli arretrati della mia rubrica quindicinale sul quotidiano Bresciaoggi “Linguaggi della rete”, che come saprete ripubblico qui dopo l’uscita in edicola ma che da tempo ho lasciato indietro.
Ecco quella del 16 aprile scorso. Continua a leggere “Da Bresciaoggi: narratori in rete / 1”

In ogni storia c’è un milione di storie / 3

iwcRiguardo al Festival italo-irlandese – organizzato dall’associazione ònoma insieme all’Irish Writers’ Centre – e al seminario “In ogni storia c’è un milione di storie” che sarà ospitato nel suo programma il 4 maggio a Nogarole Rocca (VR), trovate qui un video in cui dico un po’ di cose.
Qui di seguito Fabio Bussotti, Teresa Arcelloni e Federica Sgaggio dicono la loro.
“In ogni storia c’è un milione di storie” è un laboratorio in cui una storia, attraverso le domande di un giornalista, una scrittrice, una operatrice letteraria, due psicoterapeuti, e infine l’intervento di un attore, diventa tante altre storie. E alla fine Continua a leggere “In ogni storia c’è un milione di storie / 3”

In ogni storia c’è un milione di storie / 2

Perché, nel video che segue, il tenutario di questo blog parla del proprio rapporto con le storie all’obiettivo della telecamera digitale di Barbara Gozzi?
Perché insieme a Federica Sgaggio, Fabio Bussotti, Teresa ArcelloniLuigi Grimaldi e alla stessa Barbara Gozzi che lo inquadra sta preparando un seminario che si chiama “In ogni storia c’è un milione di storie”. Accadrà venerdì 4 maggio durante il Festival letterario italo-irlandese a Nogarole Rocca.
Un attore, un giornalista, una scrittrice, due psicoterapeuti di scuola sistemica, una “operatrice editoriale” e un attore Continua a leggere “In ogni storia c’è un milione di storie / 2”

In ogni storia c’è un milione di storie / 1

Allora, c’è un posto splendido dalle parti di Verona che si chiama Nogarole Rocca. E c’è un convegno, anzi un festival. E poi c’è l’Irlanda. E c’è Catherine Dunne. E c’è John Lynch. E però non posso dirvi tutto io. Per sapere tutto sul Festival letterario italo-irlandese andate qui ma anche qui. Continua a leggere “In ogni storia c’è un milione di storie / 1”

Nastri di Moebius / 2

[Clicca per i post della serie “Nastri di Moebius”]

Il romanzo comincia in una stazione ferroviaria, sbuffa una locomotiva, uno sfiatare di stantuffo copre l’apertura del capitolo, una nuvola di fumo nasconde parte del primo capoverso. Nell’odore di stazione passa una ventata d’odore di buffet della stazione. C’è qualcuno che sta guardando attraverso i vetri appannati, apre la porta a vetri del bar, tutto è nebbioso, anche dentro, come visto da occhi di miope, Continua a leggere “Nastri di Moebius / 2”

Mattoni di parole [4]: Patrizia Tocci

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Riprendo la serie di post in cui incontro gli autori di libri usciti dopo il terremoto dell’Aquila, che raccontano la città in prosa o in poesia…

M.G.: Patrizia Tocci, autrice di La città che voleva volare: dicci qualcosa di te…

Patrizia Tocci: Sono una prof di lettere, innamorata del suo lavoro. Adoro leggere, scrivo da sempre. La scrittura e la lettura sono state le mie compagne di vita. Non ho mai smesso di leggere o scrivere. Mi affascinano molti territori e discipline diverse: ma soprattutto mi interessa l’anima, le sue emozioni, le percezioni, i silenzi. Continua a leggere “Mattoni di parole [4]: Patrizia Tocci”