Quanto c’entra Dylan con la letteratura (da uno a due)?

Al giudice saggio furono portati i due litiganti. Il primo disse “Dylan non è proprio letteratura, dargli il Nobel è inopportuno!”. Egli ascoltò molto attentamente e commentò: “Tu hai ragione”.
Poi ascoltò il secondo: “Dylan è il più letterario dei cantanti rock, il suo Nobel è dovuto”, e di nuovo commentò: “Tu hai ragione.”
A questo punto un osservatore esclamò: “Eccellenza, non possono avere ragione entrambi!”. Il giudice saggio ci pensò sopra un attimo e poi, serafico: “Hai ragione anche tu”.
(Citazione a memoria, forse non era proprio così)

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Lo zen e l’arte dello swing (e del bluegrass, e del folk, e dello scrivere canzoni in milanese)

Ilzendelswing di Claudio Sanfilippo è un album che viene da lontano, e lo fa passando per tante strade diverse. Tutte, suppergiù, attraversano Milano.
homesanfiPer cominciare, bisogna dire che Sanfilippo – chitarrista a proprio agio con la canzone americana e con la musica brasiliana – scrive canzoni e incide da tanto tempo e ha avuto modo di farsi rispettare anche sul palco del Premio Tenco. Una sua canzone sul calcio, che diventò inno delle dirette dei mondiali del Brasile con la voce di Mina, gli fruttò un momento di popolarità un po’ più ampia e, si suppone, quel po’ di respiro che ti permette di pensare alla tua musica e all’abum successivo senza grandi preoccupazioni per l’affitto. Perché si diceva di Milano, appunto, e fra i numi che ispirano la sua penna c’è Gianni Brera di San Zenone Po, cantore dell’epica del fùtbol e ideologo del catenaccio. Continue reading “Lo zen e l’arte dello swing (e del bluegrass, e del folk, e dello scrivere canzoni in milanese)”

Todo cambia / 13: “Bella ciao”

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“Bella ciao” è il canto popolare che più di ogni altro rimanda alla Resistenza e alla lotta di liberazione dal nazifascismo.

Si porta dietro una storia affascinante e qualche equivoco: per esempio, che discenda dal canto delle mondine dallo stesso titolo. Ma la “Bella ciao” delle mondine è certamente di epoca post bellica (trovo su Wikipedia che fu composta dal mondino Vasco Scansani di Gualtieri). Eccone una versione recente: Continue reading “Todo cambia / 13: “Bella ciao””

Todo cambia / 12: “Donna lombarda”

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(Edit 4 aprile 2016: integro il post di due giorni fa con delle informazioni che devo a Giampaolo Bartalozzi e che evidenzierò di volta in volta) 

Grazie a Giampaolo Bartalozzi apprendo su Facebook che oggi sarebbe stato il settantatreesimo compleanno di Caterina Bueno. La ricorda col video di una delle canzoni più belle che conosciamo grazie al suo lavoro di ricerca (Caterina Bueno è stata etnomusicologa oltre che cantante). Continue reading “Todo cambia / 12: “Donna lombarda””

I Fireplaces: concerto e cd

Prologo: una storia che non ci credeva nemmeno lui.

Devo prenderla un po’ alla lontana, e chiedo scusa a chi conosce già la storia. La notte fra il 31 maggio e l’1 giugno del 2013 tornavo da Padova dopo il concerto di Bruce Springsteen. Era stata una serata fortunata, perché delle date del tour avevo scelto quella per ragioni di lavoro e di scuola (al concerto ci andai con la famiglia) senza immaginare che mi sarei portato a casa il ricordo della notte in cui la E Street Band ha suonato tutto “Born to Run”.
Non solo: fu la sera di quel tipo che si sbracciava sotto il palco perché voleva suonare il washboard con Bruce e che vinse la scommessa. Fecero Pay Me My Money Down, sullo stesso palco, senza aver mai provato insieme, Bruce e il tipo col washboard. Ma il primo è noto per il suo fiuto soprannaturale nello scegliere le persone di cui fidarsi; e il secondo si capì dai primi colpi di cucchiaio sulla tavola che è un musicista di razza. La canzone fu un trionfo di cui si parla ancora.

Andrea Scarso e Bruce Springsteen
L’assolo strepitoso di Caterino

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Todo cambia / 10: “Romance in Durango”

Bob Dylan con Scarlet Rivera
Bob Dylan con Scarlet Rivera

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“Desire” è, per quanto mi riguarda, nella terna dei dischi più belli e necessari di Bob Dylan.
“Romance in Durango” è la settima traccia: una storia di sole, di peperoncini, di fuga e di morte, con un ritornello disperato cantato in spagnolo.
In Italia la riprese Fabrizio De Andrè per l’album “Rimini”. Continue reading “Todo cambia / 10: “Romance in Durango””

Dischi per quando fuori ci sono quarantacinque centimetri di neve: l’ultimo Bob Dylan

Erano previsti pressoché per gli stessi giorni il nuovo album di Bob Dylan e “Big Snow”.
Del primo si diceva che sarebbe stato un disco di cover di Frank Sinatra — e dunque giù con le scommesse su come la voce aspra di Dylan, sebbene fattasi più profonda e cavernosa negli anni, avrebbe retto il confronto col papà di tutti i crooner. Il secondo era stato annunciato come la nevicata definitiva, quella che avrebbe spazzato via il mondo come lo avevamo conosciuto.
Così non sapevamo quale dei due attendere con maggiore apprensione. Continue reading “Dischi per quando fuori ci sono quarantacinque centimetri di neve: l’ultimo Bob Dylan”

A proposito di Dave (di Roberto Salvatore)

“A proposito di Davis” è il recente film dei fratelli Coen. Il suo protagonista è un musicista spiantato, un perdente. Ispirato a Dave Van Ronk, gli assomiglia al di là della preoccupazione degli autori per la verosimiglianza storica e somatica.
Roberto Salvatore è stato il padrone di casa del “Sing Out!” di cui vi ho raccontato qua. Prima di aprire il suo locale ha frequentato il Folkstudio di Roma, e Dave Van Ronk l’ha conosciuto.
Vi riposto qui i suoi ricordi legati al film e lo ringrazio per avermi messo a disposizione questo pezzo e le foto che vedete in calce (quello a destra, in piedi, è Roberto). Non vi so dire se emozionano più quelle o il suo racconto di quei giorni e delle persone che popolavano quell’incredibile esperienza che fu il Folkstudio di Giancarlo Cesaroni. Buona lettura. Continue reading “A proposito di Dave (di Roberto Salvatore)”

Todo cambia / 9: “Solo le pido a Dios”

bruce_gieco[Tutti i post della serie “todo cambia”]

È probabile che negli ultimi numeri di questa rubrichina abbia dato uno spazio spropositato a Bruce Springsteen, ma vi assicuro che è casuale. E comunque è meritato, e comunque in ultima analisi il blog è mio.
Oggi scopro grazie a Luca questa cover che il Boss ha cantato (in spagnolo!) qualche giorno fa in Argentina. La canzone è di León Gieco, un roquero di Santa Fè con una discografia sterminata e una storia di rapporti difficili col regime.
Per questa “Solo le pido a Dios” fu esiliato.
Qui l’ascoltate dall’autore e dal Boss. E più giù potete leggere il testo. Continue reading “Todo cambia / 9: “Solo le pido a Dios””

Irish coffee, ragazze innamorate e il flauto di Matt Molloy

[Per la rubrica “Le storie dei Mille”. Cos’è? È spiegato qua, e i primi centotrenta circa sono qua]

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Osservate l’angolo inferiore sinistro della copertina. In questo post è spiegato tutto.

Mi fermò per la strada G., aveva l’aria di cercarmi da un pezzo: “Avevo proprio bisogno di parlarti!”
Cosa le sarà preso? Non era mai capitato che avesse bisogno di qualcosa da me.
“Ti ho visto, l’altra sera al Sing Out: così sei amico del violinista?” mi fece.
“Oh, beh” feci io. “Diciamo che lo conosco abbastanza, sì. Perché?”
In realtà quella sera l’avevo visto per la prima volta, era venuto a suonare al locale con una formazione con flauti, arpa celtica, bodhran, violino. Capitava che intervistassi i musicisti per la radio e che mi intrattenessi con loro a bere una Guinness molto oltre lo spettacolo. Continue reading “Irish coffee, ragazze innamorate e il flauto di Matt Molloy”