Quanto c’entra Dylan con la letteratura (da uno a due)?

Al giudice saggio furono portati i due litiganti. Il primo disse “Dylan non è proprio letteratura, dargli il Nobel è inopportuno!”. Egli ascoltò molto attentamente e commentò: “Tu hai ragione”.
Poi ascoltò il secondo: “Dylan è il più letterario dei cantanti rock, il suo Nobel è dovuto”, e di nuovo commentò: “Tu hai ragione.”
A questo punto un osservatore esclamò: “Eccellenza, non possono avere ragione entrambi!”. Il giudice saggio ci pensò sopra un attimo e poi, serafico: “Hai ragione anche tu”.
(Citazione a memoria, forse non era proprio così)

Continua a leggere “Quanto c’entra Dylan con la letteratura (da uno a due)?”

Todo cambia / 10: “Romance in Durango”

Bob Dylan con Scarlet Rivera
Bob Dylan con Scarlet Rivera

[Leggi i post della serie “todo cambia”]
“Desire” è, per quanto mi riguarda, nella terna dei dischi più belli e necessari di Bob Dylan.
“Romance in Durango” è la settima traccia: una storia di sole, di peperoncini, di fuga e di morte, con un ritornello disperato cantato in spagnolo.
In Italia la riprese Fabrizio De Andrè per l’album “Rimini”. Continua a leggere “Todo cambia / 10: “Romance in Durango””

Dischi per quando fuori ci sono quarantacinque centimetri di neve: l’ultimo Bob Dylan

Erano previsti pressoché per gli stessi giorni il nuovo album di Bob Dylan e “Big Snow”.
Del primo si diceva che sarebbe stato un disco di cover di Frank Sinatra — e dunque giù con le scommesse su come la voce aspra di Dylan, sebbene fattasi più profonda e cavernosa negli anni, avrebbe retto il confronto col papà di tutti i crooner. Il secondo era stato annunciato come la nevicata definitiva, quella che avrebbe spazzato via il mondo come lo avevamo conosciuto.
Così non sapevamo quale dei due attendere con maggiore apprensione. Continua a leggere “Dischi per quando fuori ci sono quarantacinque centimetri di neve: l’ultimo Bob Dylan”

A proposito di Dave (di Roberto Salvatore)

“A proposito di Davis” è il recente film dei fratelli Coen. Il suo protagonista è un musicista spiantato, un perdente. Ispirato a Dave Van Ronk, gli assomiglia al di là della preoccupazione degli autori per la verosimiglianza storica e somatica.
Roberto Salvatore è stato il padrone di casa del “Sing Out!” di cui vi ho raccontato qua. Prima di aprire il suo locale ha frequentato il Folkstudio di Roma, e Dave Van Ronk l’ha conosciuto.
Vi riposto qui i suoi ricordi legati al film e lo ringrazio per avermi messo a disposizione questo pezzo e le foto che vedete in calce (quello a destra, in piedi, è Roberto). Non vi so dire se emozionano più quelle o il suo racconto di quei giorni e delle persone che popolavano quell’incredibile esperienza che fu il Folkstudio di Giancarlo Cesaroni. Buona lettura. Continua a leggere “A proposito di Dave (di Roberto Salvatore)”

I miei dieci del duemiladodici (e altre cosette)

Xmas rockNon è colpa mia se questa vi sembrerà una classifica con un marcato carattere, diciamo, generazionale. Magari sarò stato distratto io, ma mi è parso un anno dominato soprattutto soprattutto da alcuni grandi nomi di sempre. D’altra parte, trattandosi di passione, quel che è parso a me è del tutto insindacabile.

Beh: come che sia, propongo ai miei lettori – anche a quelli musicalmente renziani, sperando che trovino comunque pane per i loro giovani denti – una lista dei dieci cd che più mi sono sembrati rappresent… oh, no, insomma: che più mi sono piaciuti. Continua a leggere “I miei dieci del duemiladodici (e altre cosette)”

Ehi tu col tamburino

Ho scritto per qualche anno su riviste musicali: ai tempi scrissi questa recensione che, per una ragione o per l’altra, non trovò mai spazio sulla carta.

Tito Schipa Jr.: “Dylaniato” (IT, 1988 l.p.)
Non ricordo più chi disse, con deprecabile e rozzo maschilismo, che una traduzione è come una donna: se bella, infedele; se brutta, fedele. Per quanto di cattivo gusto, credo che tale considerazione centri (certo, schematizzandolo brutalmente) un problema capitale del lavoro di volgere da un idioma all’al tro un testo letterario: problema che dev’esser costato qualche ora di sonno a Schipa mentre si accingeva a tradurre Bob Dylan per realizzare questo disco. Continua a leggere “Ehi tu col tamburino”

Libri e terapeuti, V: Massimo Giuliani, Jack, Fernanda e tutti gli altri

[Leggi tutte le puntate della rubrica “Libri e terapeuti”]

M.G.: Massimo Giuliani, psicologo psicoterapeuta e tenutario di questo blog, ce l’hai anche tu un libro che ti ha cambiato la vita?

Massimo Giuliani: Io devo confessare che i libri sono una passione tardiva. È vero che da ragazzino avevo le serie complete dei Gialli dei Ragazzi Mondadori e anche in seguito la letteratura poliziesca mi ha appassionato assai. Continua a leggere “Libri e terapeuti, V: Massimo Giuliani, Jack, Fernanda e tutti gli altri”