I Fireplaces: concerto e cd

Prologo: una storia che non ci credeva nemmeno lui.

Devo prenderla un po’ alla lontana, e chiedo scusa a chi conosce già la storia. La notte fra il 31 maggio e l’1 giugno del 2013 tornavo da Padova dopo il concerto di Bruce Springsteen. Era stata una serata fortunata, perché delle date del tour avevo scelto quella per ragioni di lavoro e di scuola (al concerto ci andai con la famiglia) senza immaginare che mi sarei portato a casa il ricordo della notte in cui la E Street Band ha suonato tutto “Born to Run”.
Non solo: fu la sera di quel tipo che si sbracciava sotto il palco perché voleva suonare il washboard con Bruce e che vinse la scommessa. Fecero Pay Me My Money Down, sullo stesso palco, senza aver mai provato insieme, Bruce e il tipo col washboard. Ma il primo è noto per il suo fiuto soprannaturale nello scegliere le persone di cui fidarsi; e il secondo si capì dai primi colpi di cucchiaio sulla tavola che è un musicista di razza. La canzone fu un trionfo di cui si parla ancora.

Andrea Scarso e Bruce Springsteen
L’assolo strepitoso di Caterino

Continue reading “I Fireplaces: concerto e cd”

Annunci

Dischi per quando fuori ci sono quarantacinque centimetri di neve: l’ultimo Bob Dylan

Erano previsti pressoché per gli stessi giorni il nuovo album di Bob Dylan e “Big Snow”.
Del primo si diceva che sarebbe stato un disco di cover di Frank Sinatra — e dunque giù con le scommesse su come la voce aspra di Dylan, sebbene fattasi più profonda e cavernosa negli anni, avrebbe retto il confronto col papà di tutti i crooner. Il secondo era stato annunciato come la nevicata definitiva, quella che avrebbe spazzato via il mondo come lo avevamo conosciuto.
Così non sapevamo quale dei due attendere con maggiore apprensione. Continue reading “Dischi per quando fuori ci sono quarantacinque centimetri di neve: l’ultimo Bob Dylan”

“Perché non lo facciamo per la strada?”. Un libro di Blue Bottazzi

Ripubblico la recensione già uscita qui.

“La musica si ascolta rigorosamente da soli. È il comunicarsi di una esperienza del cuore al cuore di un’altra esperienza. Altrimenti c’è sempre quello/a che salta fuori, «ma stasera poi ci facciamo ‘na birra o anche sei?». No, non va bene, non si spezza il flusso comunicativo. Il moto dei pianeti potrebbe rovesciarsi.”
(Dalla prefazione di Paolo Vites)

Per chiarezza: io adoro vivere in questo tempo. Se trent’anni fa mi avessero detto che sarebbe arrivato un momento in cui la musica — tanta musica — sarebbe stata così a portata di mano, che sarebbe stato possibile persino scambiarla istantaneamente e senza comprometterne tragicamente la qualità sonora, non ci avrei creduto. Continue reading ““Perché non lo facciamo per la strada?”. Un libro di Blue Bottazzi”

“Bruce” su macchiatoinchiostro.it

bruceUna mia recensione di “Bruce” apre la nuova rubrica di macchiatoinchiostro.it dedicata alle biografie:

“La felice scelta narrativa di Peter Ames Carlin — scrittore e giornalista di People, ora biografo di Bruce Springsteen — consiste nel far cominciare la storia in un pomeriggio del 1927 a Freehold, New Jersey. Bruce sarebbe nato parecchi anni dopo, ma quel che accadde quel giorno aprì nella storia degli Springsteen una ferita che avrebbe sanguinato a lungo (di che si tratta lo scoprirete leggendo il libro) segnando il contesto in cui il piccolo Bruce sarebbe cresciuto all’alba degli anni Cinquanta.
Così la biografia diventa la storia della lotta dei discendenti maschi contro i fantasmi di quella tragedia.
Per il Boss diventare un musicista è stato parte di quella lotta: e quando hai provato ad addentrarti in quella storia, può capitarti di sentire il grido del protagonista di Born to Run più necessario di quanto l’abbia mai sentito prima, o il saluto al padre in Independence Day più accorato di quanto non ricordassi.” [leggi il post completo su macchiatoinchiostro.it]

“High Hopes”, reinventare o snaturare? 7) Maurizio Montanari non ci sta

[Tutte le videorecensioni di High Hopes su Tarantula]
Non gli vanno giù gli argomenti di Luca Giudici, così Maurizio Montanari ci torna su. E ci spiega perché, dal suo punto di vista, va bene cambiare pelle alle canzoni ma ci sono dei limiti che non vanno superati.
L’impresa è ardua: qual è il confine che passa fra “reinventare” e “snaturare”? E d’altra parte, se una canzone si snatura, vuol dire che ha una “natura”: qual è precisamente?
Ecco come la vede lui. Continue reading ““High Hopes”, reinventare o snaturare? 7) Maurizio Montanari non ci sta”

It’s only rock’n’roll (forse). “High Hopes”: 6) ancora Luca Giudici

[Tutte le videorecensioni di High Hopes su Tarantula]
“High Hopes” e Bruce nell’era della riproducibilità tecnica dell’arte: Luca Giudici, dopo la sua videorecensione dell’altro giorno, torna serio e affronta la questione posta da Maurizio Montanari a proposito della versione di “The Ghost of Tom Joad” partendo da Walter Benjamin e Andy Warhol.
Perché nel frattempo, nel Jimmy Fallon Show del 14 gennaio, Bruce ha commesso un nuovo sacrilegio ai danni di un suo classico, parodiando “Born To Run” per raccontare uno scandalo politico del New Jersey. Continue reading “It’s only rock’n’roll (forse). “High Hopes”: 6) ancora Luca Giudici”

Bruce e “High Hopes”, parla un musicista: 5) Caterino “Washboard” Riccardi!

[Tutte le videorecensioni di High Hopes su Tarantula]
Ha detto la sua Maurizio Montanari, poi io, poi di nuovo Maurizio, poi Luca Giudici e ora parla uno che nella vita suona. Da musicista – da musicista legato alla tradizione della musica USA – Caterino parte da come “High Hopes” suona.
Caterino Riccardi è il nome d’arte del chitarrista e suonatore di washboard del gruppo roots veneto The Fireplaces. È l’uomo che è riuscito nell’impresa di salire sul palco di Padova per suonare la sua tavola da bucato insieme a Bruce e alla band in “Pay Me My Money Down” (di quel concerto vi parlai qui; c’è anche il video di quel momento fantastico).
(foto da qui) Continue reading “Bruce e “High Hopes”, parla un musicista: 5) Caterino “Washboard” Riccardi!”

Bruce, Morello e “High Hopes”: 4) come la vede Luca Giudici

[Tutte le videorecensioni di High Hopes su Tarantula]
E insomma, doveva succedere. Alla questione posta da Maurizio Montanari (che strano oggetto è questo “High Hopes”, e soprattutto era necessaria quella tempesta di chitarre distorte su “The Ghost of Tom Joad?), dopo la mia risposta e la replica di Maurizio, aggiunge la sua voce Luca Giudici, amico di bit e da tempo interlocutore su un sacco di cose belle e dal 2012 in particolare sulla musica del Boss.
Ho domandato a Luca cosa dire di lui per presentarlo ai pochi di voi che non lo conoscono. Continue reading “Bruce, Morello e “High Hopes”: 4) come la vede Luca Giudici”

Non si placa il dibattito su “High Hopes”: 3) la replica di Maurizio Montanari

[Tutte le recensioni di High Hopes su Tarantula]
Dopo la mia risposta al suo intervento, ecco la replica di Maurizio Montanari.
Maurizio torna sulla questione prendendo la storia alla lontana: come fu che negli anni Ottanta ci guardammo tutti nelle palle degli occhi e pensammo che Bruce sarebbe finito sepolto da quei suoni sintetici (e come fu che qualche anno dopo tirammo tutti un sospiro di sollievo).
Seguite il dibattito e se vi va dite la vostra (nei commenti o contattandomi sulla pagina Facebook per farmi avere un testo o, meglio ancora, un video). Continue reading “Non si placa il dibattito su “High Hopes”: 3) la replica di Maurizio Montanari”

Ancora due parole su “High Hopes” di Bruce Springsteen: 2) la mia videorecensione

[Tutte le recensioni di High Hopes su Tarantula]
Dopo la critica puntuale di Maurizio Montarari sugli aspetti di “High Hopes” che gli sono piaciuti meno, ci torno su anch’io. I suoi dubbi sono i miei, o forse dovrei dire sono stati: perché ho il sospetto che stavolta si debba ascoltare questo album con un approccio un po’ diverso dal solito.
O forse la mia è solo eccessiva benevolenza nei confronti del Boss; forse in questo momento sono abbastanza ben disposto nei suoi confronti da tendere a perdonarlo di quasi tutto: però ammettetelo, un suo disco così così farebbe la fortuna di mille altri cantanti. E il punto non è se questo sia un disco bello o brutto: il punto è che posto abbia in una storia iniziata quarant’anni fa.
Altre voci stanno per aggregarsi, e se qualcun altro volesse dire la propria mi contatti su Facebook.
La foto di Bruce con Tom Morello viene da Rollingstone.com. Continue reading “Ancora due parole su “High Hopes” di Bruce Springsteen: 2) la mia videorecensione”