Aiuto, i nativi!

Il sito Genitoricrescono.com ha avuto l’idea di farmi delle domande su genitori, figli e internet, nella speranza di dare una mano a madri e padri alle prese con certe domande: dovrei temere quel mondo ignoto nel quale mio figli sopperisce ogni tanto? Dovrei metterlo in guardia dai rischi? E come? Continua a leggere “Aiuto, i nativi!”

Come pelle

E insomma, sono sparito per un po’ anche per tenere questa relazione al Festival della Complessità, che quest’anno non si svolge in un posto solo, ma è diffuso e “a km zero”, e lo scorso 7 luglio passava per l’Università Milano Bicocca (che merita un grazie per questa opportunità, insieme a Aiems, a Dedalo97 e a CEP).
La presentazione della mia relazione (titolo: “Il bastone del cieco”), per ragioni di compatibilità che non sto a spiegarvi, non riesce a girare su questo blog: la trovate però nel mio sito “di lavoro”, in questa pagina. Continua a leggere “Come pelle”

Venerdì 4 aprile allo IULM: “Media digitali e disastri naturali”


Manuela Farinosi
e Alessandra Micalizzi sono le curatrici di “Netquake. Media digitali e disastri naturali” (Franco Angeli, 2013).
Il volume comprende dieci saggi e ricerche sul ruolo dei nuovi media e sui processi comunicativi nei disastri naturali. Mentre loro si occupavano della questione partendo dal terremoto dell’Aquila, io raccoglievo interviste e storie di blogger e autori aquilani e ne traevo alcune idee che sono confluite nel libro “Il primo terremoto di Internet”. Continua a leggere “Venerdì 4 aprile allo IULM: “Media digitali e disastri naturali””

Spaesamenti e riappaesamenti: un percorso di letture

Dunque siamo tornati da Pavia dove ho coordinato il simposio nella mattina della chiusura del IV Congresso CKBG (“Tecnologia e leggerezza”).
Un congresso bello ricco, parteciparvi ed essere parte del comitato scientifico è stato davvero un bella esperienza. Nel nostro simposio dal titolo “Atemporalità e assenza di radicamento in un luogo” abbiamo parlato di tempo, appartenenze, radicamenti, sradicamenti, leggerezza, pesantezza, virtuale e città (qui vi avevo postato gli abstract degli interventi).
Ancora grazie al CKBG e alla Presidente Stefania Manca, alla Prof.ssa Assunta Zanetti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia, alla sua collaboratrice e mia collega Valentina Percivalle e poi a Giulio Mozzi, a Giuliana Guazzaroni e a Luisa Nardecchia. Continua a leggere “Spaesamenti e riappaesamenti: un percorso di letture”

Quando sprizzavamo cultura da tutti i pori (cioè prima di Internet, no?)

scalfariUn mese fa nel quiz di Carlo Conti i concorrenti si rovinano la reputazione collocando la nomina di Hitler a cancelliere nel 1948, poi nel 1964 e infine nel 1979 (erano le risposte proposte insieme a 1933). Richiesti poco dopo sulla visita di Ezra Pound a Mussolini, ipotizzano il 1964. Ovviamente non si tratta di sapere in che anno Mussolini abbia incontrato il poeta, ma semplicemente di escludere che il mascellone fosse in condizioni di ricevere chicchessia nel ’48, nel ’64 o nel ’79.
Chiaro che è una tragedia. Non si può derubricare l’episodio a seppur grave ignoranza delle nozioni scolastiche. È qualcosa di peggio. Se hai trent’anni oggi e pensi che Hitler sia salito al potere pochi anni prima della tua nascita, non hai alcuna idea di come sia fatto il mondo che abiti. Guardi le cose intorno e non trovi connessioni. Il mondo è sconnesso e inspiegabile. Continua a leggere “Quando sprizzavamo cultura da tutti i pori (cioè prima di Internet, no?)”

“Grazie Mr. Snowden”: ebook (gratis!) di Fabio Chiusi

cover-chiusi…uno dei messaggi principali da trarre dalla vicenda è una domanda seria e articolata sull’efficacia dell’idea che per tutelare la sicurezza dei propri cittadini si debba mettere sotto sorveglianza il mondo intero, per giunta senza badare alle regole (proprie o di altri paesi). Domanda che, tuttavia, discende da una ancora più radicale sull’opportunità del progetto dell’Nsa, sulla sua compatibilità stessa con l’idea di un paese libero nel senso in cui intendiamo la parola «libertà» nelle più avanzate democrazie occidentali. Perché scorrendo i documenti di Snowden ci si trova di fronte a un ecosistema composto da due gambe, una costituita da colossi privati, l’altra da programmi dell’intelligence, che reggono entrambe sullo stesso presupposto: la loro sussistenza si fonda su una raccolta sempre più bulimica e al contempo mirata di dati, il petrolio della nostra era. È un modo per conciliare l’equilibrio economico e quello politico. Ma ciò che entrambe queste gambe reggono è un sistema che non differisce di molto rispetto a quello in atto nei regimi autoritari che gli Stati Uniti, in questi anni, hanno condannato come «nemici del libero web» e delle libertà civili.

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L’amore ai tempi dell’influenza

L’incidente recente di Massimo Gramellini sull’algoritmo è ormai consegnato agli archivi, e se lo recupero è perché mi serve da spunto per qualche pensiero più generale. Per chi l’avesse perso, faccio un riassunto; gli altri possono saltare dodici righe.
Massimo Gramellini pubblica il 6 novembre scorso sul suo giornale un “Buongiorno” dal titolo “Abbasso gli algoritmi”. Commenta una ricerca di cui non ha letto nulla se non gli echi sulla stampa e la riferisce come l’invenzione di “un algoritmo che consente di prevedere la durata di una coppia”. Coerentemente col suo personaggio di tutore dei buoni sentimenti contro il cinismo dei tempi, Continua a leggere “L’amore ai tempi dell’influenza”

Il librino su “La Provincia Pavese”

intervista_ppL’Aquila, il primo terremoto narrato attraverso Internet
(da “La Provincia Pavese”, 26 settembre 2013)

“Coltivare il paradosso di un’intelligenza collettiva composta non di anonimi, ma di voci con un’identità, non solo rende la rete più umana e rispettosa degli individui che la abitano, allontanando i rischi di totalitarismo digitale, ma realizza quella dimensione di equilibrio dinamico che Continua a leggere “Il librino su “La Provincia Pavese””

Una donna, del sangue, un cantante e noialtri, di qua.

Allora, per orientarsi in mezzo a certe cose che succedono in rete, bisogna partire dalla televisione. Perché certe volte è la tv che entra nel web come il lupo cattivo entrava nel camicione da notte della nonna di Cappuccetto Rosso dopo essersela mangiata.
Spiega bene Mauro Doglio, qua, che quando c’è di mezzo la televisione si fa più facile una certa tendenza a confondere cornici. Racconta di quella volta che Larry Hagman, l’attore che impersonava Gei Ar, il carognone di Dallas, fu aggredito in strada da due donne intenzionate a dare una sonora lezione a quel prepotente. Solo che chi subì la punizione non fu il “vero” carognone, ma il suo credibile interprete. La cornice “realtà quotidiana” e la cornice “finzione” collassavano e la differenza di contesti sfumava fino a renderli indistinguibili. Continua a leggere “Una donna, del sangue, un cantante e noialtri, di qua.”

O lo usi, o ti usa: ne parliamo mercoledì 8 maggio a Pavia (da Bresciaoggi)

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Per la rubrica “Linguaggi della rete” che curo sul quotidiano Bresciaoggi ho pubblicato lunedì 8 questo articolo.

Succede che l’8 di maggio alle cinque di pomeriggio sarò a Pavia in occasione di un incontro organizzato dal Comune in collaborazione con l’Università, il Centro Educazione Media e la Scuola secondaria di primo grado Casorati nel quadro delle Giornate dell’educazione. Hanno pensato a me per via di un librino che ho pubblicato l’anno scorso e che si chiama “Il primo terremoto di Internet” (su Amazon.it). Continua a leggere “O lo usi, o ti usa: ne parliamo mercoledì 8 maggio a Pavia (da Bresciaoggi)”