Todo cambia / 12: “Donna lombarda”

[Leggi i post della serie “todo cambia”]

(Edit 4 aprile 2016: integro il post di due giorni fa con delle informazioni che devo a Giampaolo Bartalozzi e che evidenzierò di volta in volta) 

Grazie a Giampaolo Bartalozzi apprendo su Facebook che oggi sarebbe stato il settantatreesimo compleanno di Caterina Bueno. La ricorda col video di una delle canzoni più belle che conosciamo grazie al suo lavoro di ricerca (Caterina Bueno è stata etnomusicologa oltre che cantante). Continua a leggere “Todo cambia / 12: “Donna lombarda””

De Gregori, Ligabue e il mistero del Do minore

[L’articolo “Tutto questo Alice non lo sa (ha fatto notte al Bar Mario)” è sul mio Medium.com]
Alice è una canzone che sa più di Leonard Cohen che di Dylan, al quale pure De Gregori assomiglia sempre di più da un disco all’altro e da un concerto all’altro, e che cita di continuo come suo unico maestro e ispiratore. Di Cohen il primo De Gregori ha calpestato le orme, anche nel suo modo di affrancarsi dalle gabbie formali del folk americano, e questa canzone del 1973 — da Alice non lo sa, il suo vero album d’esordio dopo quello in coppia con Venditti — ne è un esempio piuttosto efficace. Continua a leggere “De Gregori, Ligabue e il mistero del Do minore”

Il mito della coerenza e il diritto di dire una str**zata

Per chiamare le cose col loro nome, l’intervista che Francesco De Gregori ha rilasciato giovedì ad Aldo Cazzullo del Corriere contiene alcune ovvietà (che il PD è un partito litigioso e che non è più in grado di rappresentare nessuno, per esempio), alcune prese di posizione non precisamente originali (dal prossimo giro non voterà più) e qualche dichiarazione dalla logica pericolante Continua a leggere “Il mito della coerenza e il diritto di dire una str**zata”

I miei dieci del duemilaundici

Ci sono tanti modi per scandire il tempo. Uno di quei modi ha a che fare con la musica. Per esempio, il 1969 è stato l’anno in cui sono andato alle elementari, ma anche l’anno di Volunteers dei Jefferson Airplane (l’ho ascoltato un po’ dopo, naturalmente); il 1981 debutta il pentapartito, ma esce anche The Man with the Horn di Miles Davis; l’anno prima in America Reagan era entrato alla Casa Bianca: ma soprattutto, Bruce Springsteen ci aveva dato The River. Continua a leggere “I miei dieci del duemilaundici”

Cinquecento catenelle

tesigeriIeri sera sono stato a un concerto. Non ricordo quanto tempo sia passato dall’ultima volta che sono uscito la sera per ascoltare della musica dal vivo, è che il più delle volte all’ora in cui cominciano i concerti io sto arrivando alla stazione da chissà dove, oppure sto rientrando a casa disfatto e non ci sono proprio le condizioni per uscire.
Oddio, non è che proprio sono ridotto così male, capita anche che certe sere siano giuste per andare ad ascoltare cose in giro, ma di solito sono le sere in cui non si trova niente di bello. Ad ogni modo, per farla breve ieri sera sono andato ad ascoltare un bel concerto e di questi tempi per quanto mi riguarda è praticamente un evento.
Ma non è proprio di questo che volevo parlarti, questa è solo la premessa. Continua a leggere “Cinquecento catenelle”

Il cantautore, il web e Repubblica (e l’acqua calda)

Allora, partiamo dal presupposto che io a De Gregori gli voglio bene come a pochi altri cantanti italiani.
Dico di più: è uno dei pochissimi (ma proprio pochi: stanno veramente sulle dita della mano di uno spaccalegna distratto) che quando parlano in una intervista non mi viene da dire “ma perché non tace e non va a suonare, che è meglio?”. Nel senso che non c’è una volta che non dica cose di peso specifico cospicuo, o che parli tanto per parlare. Ai tempi della radio mi capitò di intervistarlo e fu uno dei momenti più alti della mia trascurabile carriera. Continua a leggere “Il cantautore, il web e Repubblica (e l’acqua calda)”