Quanto c’entra Dylan con la letteratura (da uno a due)?

Al giudice saggio furono portati i due litiganti. Il primo disse “Dylan non è proprio letteratura, dargli il Nobel è inopportuno!”. Egli ascoltò molto attentamente e commentò: “Tu hai ragione”.
Poi ascoltò il secondo: “Dylan è il più letterario dei cantanti rock, il suo Nobel è dovuto”, e di nuovo commentò: “Tu hai ragione.”
A questo punto un osservatore esclamò: “Eccellenza, non possono avere ragione entrambi!”. Il giudice saggio ci pensò sopra un attimo e poi, serafico: “Hai ragione anche tu”.
(Citazione a memoria, forse non era proprio così)

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D’amore, di morte e di rock and roll

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Nel 1980 Jim Carroll pubblicò Catholic Boy, il primo album con la band che portava il suo nome.
Era uscito poco tempo prima Basketball Diaries, un libro sostanzialmente autobiografico – raccontava tre anni a cavallo fra il 1963 e il 1966 – del quale si sarebbe parlato di nuovo a metà degli anni Novanta per via della riduzione cinematografica con Leonardo Di Caprio, dove la faccia pulita dell’attore californiano provava a restituire l’adolescenza di Carroll – di famiglia irlandese e cattolica – ai tempi del basket e l’innocenza spazzata via per le strade di N.Y. da LSD, eroina e prostituzione. Continua a leggere “D’amore, di morte e di rock and roll”