Parlando di sessismo su Facebook

Parto dal post di Costanza Jesurum e da uno status di Marco Tarantino che mi sembrano parlare di due aspetti opposti e complementari di questo dibattito recente, per cui entrambi necessari a un processo che vedo in corso. I social network hanno posto il problema dell’esistenza di un certo atteggiamento diffuso che chiamiamo “sessismo”: lo hanno fatto emergere non tanto perché hanno messo sotto il riflettore comportamenti e politiche, ma soprattutto perché hanno messo sotto il riflettore noi che scriviamo e pensiamo. Continue reading “Parlando di sessismo su Facebook”

Il zen outside: intervista con Folco Orselli e Claudio Sanfilippo

La scorsa settimana sul palco di AlParco di Verolanuova (BS), nello splendido Parco Nocivelli, avevo ascoltato Claudio Sanfilippo. Questa domenica ero pronto per il concerto di Folco Orselli e poco prima di partire sono venuto a sapere che ci sarebbe stato anche Claudio. Il concerto è stato ancora più emozionante seguito vicino a Claudio – che di Folco è amico da sempre – ascoltandolo commentare con emozione le canzoni del collega. Il quale gli ha anche lasciato il palco per il tempo di tre canzoni, per il piacere di chi, fra il pubblico, è riuscito a cogliere il valore di quello che stava accadendo.
Trovarli entrambi mi ha dato l’occasione di poter registrare, alla fine, questa lunga chiacchierata per il blog, seduti fino ben oltre la mezzanotte con qualche birra e l’odore del sigaro di Claudio.
Complimenti a Elena Panzera per il gran lavoro che fa per portare nella bassa ogni estate una grande quantità di eventi come questi. Grazie a Serena per la registrazione e per le foto.
E grazie a Claudio e a Folco per l’enorme regalo di questo tempo passato insieme a parlare di faccende che ci stanno a cuore. Sono due tra i musicisti che, per quanto mi riguarda, hanno fatto le cose più preziose di questi ultimi anni nella canzone d’autore italiana: poter condividere questo tempo con loro è stato un grande onore. Un altro motivo di gratitudine è nel fatto che questa conversazione mi ha chiarito ancora meglio alcune delle ragioni per cui la loro Milano, orami da parecchi anni, è una delle città in cui mi sento a casa.

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Meglio fuori che male accompagnati: Folco Orselli, “Outside is my Side”

Ascoltando Folco Orselli puoi goderti il senso di disorientamento che ti prende quando attraversi quella quantità di mondi che trova spazio nei suoi pezzi, oppure puoi cominciare a pensare a come diavolo si può chiamare quello che fa, a quale altro artista possa assomigliare, a cos’altro riferirti per descrivere la sua musica. Magari perché lo vuoi raccontare agli amici, o ci vuoi scrivere un pezzo sul blog, o solo perché la sua musica è di una ricchezza che un po’ ti sopraffà, e allora le devi mettere un’etichetta e de-finirla. Ma tanto non ci riesci e allora, fanculo, torni a goderti quel senso di disorientamento. Continue reading “Meglio fuori che male accompagnati: Folco Orselli, “Outside is my Side””

Su Ibridamenti: jihad e rivolta generazionale?

[Su IBridamenti ho pubblicato due giorni fa una riflessione sul terrorismo in un’ottica di cui si parla sempre di più in giro. Questa è un’anteprima, per leggere tutto l’articolo I figli degli ‘ostracizzati’: un’ipotesi su violenza e terrorismo seguite il collegamento alla fine. Grazie a Ranieri Salvadorini, per alcuni link e per il confronto su alcune questioni; grazie alla collega Ilaria Carosi per il confronto su altre]

Una ipotesi su violenza e terrorismo

Dall’inizio del 2015 è emersa una leva di jihadisti costituita da immigrati di seconda generazione, non più venuti da lontano ma nati nel paese europeo nel quale compiono atti terroristici. Diverse analisi sugli attentati di Parigi parlano del nuovo radicalismo come rivolta generazionale, come la guerra di una “seconda generazione in rivolta contro i loro padri” e con la loro religione troppo “morbida”. Mi pare una considerazione molto stimolante per chi lavora con le relazioni familiari, con gli adolescenti e con i loro genitori, e si trova ad osservare i modi in cui il conflitto generazionale si esprime anche attraverso la violenza, diretta all’interno della famiglia ma anche all’esterno.
Mi torna utile, per parlare di alcuni aspetti che mi interessano dei rapporti tra figli e genitori, e tra questi e il contesto sociale, un concetto che in questi ultimi anni ha focalizzato Adriano Zamperini, professore di psicologia sociale all’università di Padova: l’ostracismo. [continua a leggere l’articolo su Ibridamenti.com]

Il complottismo e la “sindrome di Notorius”

lLa sera di giovedì 14, dunque, un camion si lancia sulla folla che a Nizza festeggia l’anniversario della presa della Bastiglia e uccide parecchie decine di persone. Il mezzo è guidato da un franco-tunisino di 31 anni e a tutti viene in mente l’ISIS e l’ennesimo attentato. Il punto non è se l’ipotesi sia azzeccata o no: il punto è che per parecchie ore mancano notizie (vi scrivo nel pomeriggio di sabato 16 e mi pare che al momento nessuno sia in grado di giocarsi una mano sulla matrice islamica e terroristica della strage), per cui le conversazioni online si nutrono di quel poco che c’è.
Alcune, però, prendono un’altra piega, e già poco dopo il fatto un noto scettico dei social network pubblica la sua versione: a Nizza non c’è stato nessun terrorista, e la finta strage ha avuto come scopo quello di protrarre di altri tre mesi lo stato d’emergenza in Francia (avrebbe dovuto finire il prossimo 26 luglio). Continue reading “Il complottismo e la “sindrome di Notorius””

“Io non sono razzista, ma…”. L’intollerante egodistonico

Rilassatevi: nessuno di noi può ritenersi libero dalla paura e dal pregiudizio.
La prima, nei millenni, ha avuto un ruolo insostituibile nel conservare la pellaccia ai nostri progenitori, e ce l’ha oggi nel salvarla a noi guidandoci nel rapporto con tutto quello che ci è sconosciuto e che ci si presenta per la prima volta. Il secondo è ineliminabile (come si fa a non avere un pre-giudizio, un’aspettativa, anche se un po’ rigida, di quello che non abbiamo mai visto e che stiamo per conoscere?) e tutto sommato ha una sua utilità nell’aiutarci a costruire mappe della realtà per trovare sollievo da un grado eccessivo di disorientamento. Continue reading ““Io non sono razzista, ma…”. L’intollerante egodistonico”

Slowhand lo fa ancora

Che poi a un certo punto anche che palle, quel vezzo di ascoltare la musica per poi storcere il naso e sentenziare “niente di nuovo”, oppure “roba già sentita!”. Che la musica sia una continua rincorsa a superare se stessa, oggi possiamo dirlo, è una fregnaccia che ci ha sottratto diverse opportunità di godimento e ci ha fatto comprare dischi che tempo due settimane ci avrebbero definitivamente sfracellato le scatole. Ma insomma, c’è un momento della vita in cui evidentemente è necessario anche quello. Continue reading “Slowhand lo fa ancora”

Lo zen e l’arte dello swing (e del bluegrass, e del folk, e dello scrivere canzoni in milanese)

Ilzendelswing di Claudio Sanfilippo è un album che viene da lontano, e lo fa passando per tante strade diverse. Tutte, suppergiù, attraversano Milano.
homesanfiPer cominciare, bisogna dire che Sanfilippo – chitarrista a proprio agio con la canzone americana e con la musica brasiliana – scrive canzoni e incide da tanto tempo e ha avuto modo di farsi rispettare anche sul palco del Premio Tenco. Una sua canzone sul calcio, che diventò inno delle dirette dei mondiali del Brasile con la voce di Mina, gli fruttò un momento di popolarità un po’ più ampia e, si suppone, quel po’ di respiro che ti permette di pensare alla tua musica e all’abum successivo senza grandi preoccupazioni per l’affitto. Perché si diceva di Milano, appunto, e fra i numi che ispirano la sua penna c’è Gianni Brera di San Zenone Po, cantore dell’epica del fùtbol e ideologo del catenaccio. Continue reading “Lo zen e l’arte dello swing (e del bluegrass, e del folk, e dello scrivere canzoni in milanese)”

“La pazza gioia” secondo me (alert spoilerone!)

Perché nessuno abbia da ridire: questo post svela parecchio su “La pazza gioia” di Paolo Virzì, cose che magari vi piacerebbe scoprire da soli. Se non vi va di rovinarvi la sorpresa, facciamo che andate al cinema e ci vediamo qui quando tornate.
Se invece avete già visto il film, o non avete intenzione di andare a vederlo, o ci andrete ma non avete la preoccupazione di mantenervi ignari della trama, allora buona lettura.

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Todo cambia / 13: “Bella ciao”

[Leggi i post della serie “todo cambia”]

“Bella ciao” è il canto popolare che più di ogni altro rimanda alla Resistenza e alla lotta di liberazione dal nazifascismo.

Si porta dietro una storia affascinante e qualche equivoco: per esempio, che discenda dal canto delle mondine dallo stesso titolo. Ma la “Bella ciao” delle mondine è certamente di epoca post bellica (trovo su Wikipedia che fu composta dal mondino Vasco Scansani di Gualtieri). Eccone una versione recente: Continue reading “Todo cambia / 13: “Bella ciao””