L’Aquila e le fratture del tempo

Ho scritto questa nota su Facebook la sera di venerdì 2, è stata ripresa poco dopo da IlCapoluogo.it. Grazie al quotidiano on line e grazie al suo Direttore, Maria Cattini.
Un terremoto ferisce non solo gli spazi ma anche il tempo. In questo articolo ho provato a spiegare perché questo a L’Aquila è vero più che in altre occasioni analoghe, e perché il non tenerne conto porta a mettere le une contro le altre le poche cellule sane che rinascono anziché far sì che ricrescano insieme. Continua a leggere “L’Aquila e le fratture del tempo”

Forme di vita incontrollabili

Alla fine del post precedente ti avevo promesso che ti avrei raccontato qualcos’altro del mio ultimo viaggio aquilano (per farlo mi aiuta Francesco Orifici con le sue foto: si è preso la briga, dopo il terremoto, di tornare negli angoli che aveva fotografato in tempi migliori, per comporre questa galleria di “prima / dopo”; grazie Frank!). Ti avevo raccontato della riapertura un pezzetto alla volta del centro storico: fermo, in coma, silenzioso e lugubre ma restituito alla vista e alla manutenzione dei ricordi di quanti ci hanno vissuto. Continua a leggere “Forme di vita incontrollabili”

Due passi in centro

A L’Aquila, nella città del miracolo, fare due passi in centro è reato. Fare i miracoli così son capace anch’io.
Fatto sta che a oltre due anni dal terremoto, dieci aquilani sono indagati perché hanno camminato per le strade della loro città. Quei dieci e la misura presa contro di loro sono la testimonianza definitiva del fallimento di un’idea di intervento post sismico: occhio non vede, cuore non duole. Continua a leggere “Due passi in centro”