6 aprile al container di Animammersa. 1: “Una storia vera” di David Lynch

[Leggi tutti i miei commenti ai film di “Luoghi, Ritorni, Appartenenze”]

Nel 2012 con Animammersa feci un’esperienza a cui avevamo dato il nome di “Officina futuro”. Avevamo pensato che nelle storie dell’Aquila e sull’Aquila ci fosse tanto passato e tanto presente, e che quello che mancava fosse la dimensione del futuro. L’idea che il futuro si costruisce raccontandolo la rendemmo proprio nell’immagine dell'”officina”. Il gruppo di donne che partecipò inventò delle storie che dovevano ambientarsi nel futuro. Scegliemmo di proiettarle cinque anni più avanti: nel 2017.
E guardacaso nel 2017 ci siamo ritrovati a parlare di storie. Allora intorno a una panchina virtuale, oggi nel conteiner che ospita la nuova sede di Animammersa.
Come quella distanza temporale ci permetteva di parlare di noi, così oggi la distanza che abbiamo cercato è quella fra noi e lo schermo: abbiamo scelto tre storie che parlano di luoghi – o almeno di quello che c’è fra i luoghi, cioè le strade che li uniscono. E parlano di luoghi perché parlano di persone e legami. O parlano di persone e legami perché parlano di luoghi.
Al termine di ciascun film, per innescare la discussione, ho fatto un mio breve commento. Il testo che segue viene dai miei appunti sul primo dei tre film (“Una storia vera”, cioè “The Straight Story”, di David Lynch).

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Torna “Mettiamoci una pezza”

Chi frequenta questo blog sa chi è Animammersa e in quanti modi è attiva dall’aprile del 2009, quello in cui L’Aquila venne giù.
Sta per finire il quinto anno da allora, e Animammersa torna con “Mettiamoci una pezza”, dopo l’edizione del 2012 che vide realizzare nel centro storico dell’Aquila un immenso esperimento di urban knitting.
Vi lascio alle parole di Animammersa: Continua a leggere “Torna “Mettiamoci una pezza””

Urban knitting: dal 6 aprile all’Emilia

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Vi avevo parlato l’anno scorso dell’azione di urban knitting di Animammersa a L’Aquila. Quest’anno, in vista del quarto anniversario del terremoto, Mettiamociunapezza torna per sferruzzare un ponte di lana dal capoluogo abruzzese fino in Emilia. Prossima destinazione: ovunque ci sia una “zona rossa”.
Dal blog Mettiamociunapezza:

Noi non “sferruzziamo” perché è un’azione di genere. Certo, la lana è un’arte prettamente femminile. Ma, a parte che ci siamo rese conto di quanta parte dell’universo maschile Continua a leggere “Urban knitting: dal 6 aprile all’Emilia”

È uscito!

Disegno di Duccio Battistrada

Eccomi di ritorno al blog. Come vi dicevo al volo qui, è uscito su Amazon il mio ebook “Il primo terremoto di Internet”. Costa 4 euro e pochi cent. [Aggiornamento 19 settembre 2012: è uscito anche di carta!]
La storia di questo libro risale a quando tempo fa cominciai a pensare che sentivo la mancanza di un libro che parlasse di Internet non come un oggetto astratto ed esoterico ma come una rete di persone in carne ed ossa. Continua a leggere “È uscito!”

Metti la maglia di lana (urban knitting a L’Aquila)

Urban knitting
Urban knitting di peterned, su Flickr

Se siete amici del ragno, di Animammersa ormai sapete molte cose.
Quello che forse non sapete ancora è che in questi giorni sta animando “Mettiamoci una pezza”, un’azione di urban knitting (dicesi anche “yarn bombing”: come dei graffiti, ma di lana; per rivestire piazze, angoli di città con migliaia di quadrati colorati cuciti insieme) in previsione del 6 aprile, terzo anniversario del terremoto. Continua a leggere “Metti la maglia di lana (urban knitting a L’Aquila)”