Laura Benedetti: intervista sul “Paese di carta”

La copertina dell'e-book
La copertina dell’e-book

Del romanzo parlai sul blog qualche mese fa. Dopo aver letto il libro ho voluto anche riparlarne con l’autrice.
Laura Benedetti è aquilana e insegna letteratura Italiana alla Georgetown University, a Washington. È autrice di diversi saggi: “Un paese di carta” è la sua prima opera di narrativa.

Massimo Giuliani: Laura, scegli tu come riassumere in poche parole la storia, in modo da farci capire di che si tratta ma anche di non svelare troppo a chi la leggerà.

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Tutti abitanti di un paese di carta

Per cominciare dichiaro la mia totale inadeguatezza a scrivere una vera recensione di questo libro: troppe sono le cose passate e presenti (molte delle presenti sono in quelle pagine) che mi legano all’autrice e in vari modi alla storia che racconta. unpaeseNon è casuale, per esempio, che soltanto oggi riesca a raccontarvi del libro, dopo averlo smarrito e ritrovato, e poi smarrito ancora e ritrovato un’altra volta, nei miei spostamenti fra una città e un’altra. E non solo per deformazione professionale tendo a pensare che le vicissitudini del volume che ho avuto fra le mani per la prima volta poco più di un anno fa c’entrino con quello che lega me ad alcuni dei personaggi della storia, tesi fra due luoghi e fra appartenenze molteplici. Continua a leggere “Tutti abitanti di un paese di carta”

Il jazz a L’Aquila. Elogio della quantità

jazz4aqQualche giorno prima un amico aveva commentato su Facebook il logo di “Il jazz italiano per L’Aquila” più o meno in questo modo: “Perché la preposizione per?”.
Credo che in quel per – che rimanda a una lunga tradizione di musica benefica da “USA for Africa” in poi – il mio amico vedesse la persistenza di una pericolosa “storia unica”. La storia unica di una città distrutta “per” la quale fare qualcosa.
Che è una storia vera: L’Aquila è davvero una città provata gravemente, affaticata e con problemi importanti. Ma quella storia, da sola, non racconta tutta L’Aquila.

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Memorie di un traditore (2013)

Questo testo è pubblicato nel volume collettivo “I gigli della memoria”, curato da Patrizia Tocci (Tabula Fati, 2013), e viene da una nota pubblicata su Facebook nel primo anniversario del terremoto.
La versione del libro era leggermente ritoccata rispetto a questa. Ho ripristinato la citazione iniziale da Luisa Nardecchia: le sue “Cronache costiere” sono la ragione per cui ho scritto questo. Continua a leggere “Memorie di un traditore (2013)”

Torna “Mettiamoci una pezza”

Chi frequenta questo blog sa chi è Animammersa e in quanti modi è attiva dall’aprile del 2009, quello in cui L’Aquila venne giù.
Sta per finire il quinto anno da allora, e Animammersa torna con “Mettiamoci una pezza”, dopo l’edizione del 2012 che vide realizzare nel centro storico dell’Aquila un immenso esperimento di urban knitting.
Vi lascio alle parole di Animammersa: Continua a leggere “Torna “Mettiamoci una pezza””

Venerdì 4 aprile allo IULM: “Media digitali e disastri naturali”


Manuela Farinosi
e Alessandra Micalizzi sono le curatrici di “Netquake. Media digitali e disastri naturali” (Franco Angeli, 2013).
Il volume comprende dieci saggi e ricerche sul ruolo dei nuovi media e sui processi comunicativi nei disastri naturali. Mentre loro si occupavano della questione partendo dal terremoto dell’Aquila, io raccoglievo interviste e storie di blogger e autori aquilani e ne traevo alcune idee che sono confluite nel libro “Il primo terremoto di Internet”. Continua a leggere “Venerdì 4 aprile allo IULM: “Media digitali e disastri naturali””

Spaesamenti e riappaesamenti: un percorso di letture

Dunque siamo tornati da Pavia dove ho coordinato il simposio nella mattina della chiusura del IV Congresso CKBG (“Tecnologia e leggerezza”).
Un congresso bello ricco, parteciparvi ed essere parte del comitato scientifico è stato davvero un bella esperienza. Nel nostro simposio dal titolo “Atemporalità e assenza di radicamento in un luogo” abbiamo parlato di tempo, appartenenze, radicamenti, sradicamenti, leggerezza, pesantezza, virtuale e città (qui vi avevo postato gli abstract degli interventi).
Ancora grazie al CKBG e alla Presidente Stefania Manca, alla Prof.ssa Assunta Zanetti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia, alla sua collaboratrice e mia collega Valentina Percivalle e poi a Giulio Mozzi, a Giuliana Guazzaroni e a Luisa Nardecchia. Continua a leggere “Spaesamenti e riappaesamenti: un percorso di letture”

Articolo: “Strategie narrative di resistenza”

Psicologi per i PopoliÈ successo che alla Rivista di Psicologia dell’Emergenza abbiano mostrato interesse per il mio lavoro sulle narrazioni on line del terremoto, raccolto nel libro “Il primo terremoto di Internet”.
Mi hanno chiesto di tornare sull’argomento e ho scritto per il numero 11 del semestrale un lungo articolo dal titolo “Blog, social network e strategie narrative di resistenza nel post-terremoto dell’Aquila”.
La rivista è scaricabile dal sito di “Psicologi per i popoli”.
Il numero della rivista si trova qui, e l’articolo è a pagina 6.
Buona lettura.

Il librino su “La Provincia Pavese”

intervista_ppL’Aquila, il primo terremoto narrato attraverso Internet
(da “La Provincia Pavese”, 26 settembre 2013)

“Coltivare il paradosso di un’intelligenza collettiva composta non di anonimi, ma di voci con un’identità, non solo rende la rete più umana e rispettosa degli individui che la abitano, allontanando i rischi di totalitarismo digitale, ma realizza quella dimensione di equilibrio dinamico che Continua a leggere “Il librino su “La Provincia Pavese””

Francesco Paolucci: “Ho fatto un sogno” (video)

francescopaolucciMi è capitato in più occasioni di dire che i blog, i libri, i video, la musica prodotti a L’Aquila da quattro anni a questa parte sono parte di una una specie di grande strategia di resistenza, una reazione creativa alla ferita. Quello che lega insieme tante esperienze distanti è il tema del terremoto con tutta la gamma delle sfumature metaforiche della frattura e della discontinuità.
Francesco Paolucci, videomaker di cui vi ho già detto qui, e di cui ho postato un altro lavoro qui, ha appena messo on line il suo nuovo sito JuBlogger” ( Ju = “il”, articolo maschile singolare in dialetto aquilano; a Roma sarebbe Er Blogger e a Napoli ‘O Blogger). Sottotitolo: “Nuove ipotesi di narrazione”.
Lo inaugura con un video in bianco e nero di cui è regista e protagonista. “L’Aquila: ho fatto un sogno”. Continua a leggere “Francesco Paolucci: “Ho fatto un sogno” (video)”