Memorie di un traditore (2013)

Questo testo è pubblicato nel volume collettivo “I gigli della memoria”, curato da Patrizia Tocci (Tabula Fati, 2013), e viene da una nota pubblicata su Facebook nel primo anniversario del terremoto.
La versione del libro era leggermente ritoccata rispetto a questa. Ho ripristinato la citazione iniziale da Luisa Nardecchia: le sue “Cronache costiere” sono la ragione per cui ho scritto questo. Continue reading “Memorie di un traditore (2013)”

Atemporalità e radicamento: materiali dal simposio

Come promesso, a completamento dei post sull’esperienza al convegno del CKBG, vi posto i materiali proiettati nel nostro simposio “Atemporalità e assenza di radicamento in un luogo”.
Seguendo lo stesso ordine del programma, vi rendo conto del materiale proiettato da Giulio Mozzi, quello di Giuliana Guazzaroni e quelli dell’intervento comune di Luisa Nardecchia e mio. Continue reading “Atemporalità e radicamento: materiali dal simposio”

Spaesamenti e riappaesamenti: un percorso di letture

Dunque siamo tornati da Pavia dove ho coordinato il simposio nella mattina della chiusura del IV Congresso CKBG (“Tecnologia e leggerezza”).
Un congresso bello ricco, parteciparvi ed essere parte del comitato scientifico è stato davvero un bella esperienza. Nel nostro simposio dal titolo “Atemporalità e assenza di radicamento in un luogo” abbiamo parlato di tempo, appartenenze, radicamenti, sradicamenti, leggerezza, pesantezza, virtuale e città (qui vi avevo postato gli abstract degli interventi).
Ancora grazie al CKBG e alla Presidente Stefania Manca, alla Prof.ssa Assunta Zanetti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia, alla sua collaboratrice e mia collega Valentina Percivalle e poi a Giulio Mozzi, a Giuliana Guazzaroni e a Luisa Nardecchia. Continue reading “Spaesamenti e riappaesamenti: un percorso di letture”

Luoghi fisici e luoghi virtuali: a Pavia il 31/1 con Giulio Mozzi, Giuliana Guazzaroni e Luisa Nardecchia

Vi ho già detto che stavo organizzando un simposio sul tema “Atemporalità e assenza di radicamento a un luogo” nell’ambito del IV congresso del CKBG che si terrà dal 29 al 31 gennaio del 2014 all’Università di Pavia. Sarà possibile ascoltare gli interventi venerdì 31 gennaio alle 11 presso l’aula Foscolo (Corso Strada Nuova, 65). Nell’ordine:

  • photopicGiulio Mozzi: “Di alcune cose che si possono fare per percepire i luoghi, e del modo in cui l’uso astuto del web può permettere di conservare, condividere, connettere, organizzare, strutturare tali percezioni”
  • Giuliana Guazzaroni: “Realtà aumentata, arte e poesia lungo le vie aquilane”
  • Luisa Nardecchia e Massimo Giuliani: “Sotto il tetto di una storia. La parola e il legame coi luoghi”

Vi riporto dal sito http://www.ckbg.org (qui il libro degli abstract) la mia presentazione e gli abstract dei relatori. Continue reading “Luoghi fisici e luoghi virtuali: a Pavia il 31/1 con Giulio Mozzi, Giuliana Guazzaroni e Luisa Nardecchia”

Il librino su “La Provincia Pavese”

intervista_ppL’Aquila, il primo terremoto narrato attraverso Internet
(da “La Provincia Pavese”, 26 settembre 2013)

“Coltivare il paradosso di un’intelligenza collettiva composta non di anonimi, ma di voci con un’identità, non solo rende la rete più umana e rispettosa degli individui che la abitano, allontanando i rischi di totalitarismo digitale, ma realizza quella dimensione di equilibrio dinamico che Continue reading “Il librino su “La Provincia Pavese””

È uscito!

Disegno di Duccio Battistrada

Eccomi di ritorno al blog. Come vi dicevo al volo qui, è uscito su Amazon il mio ebook “Il primo terremoto di Internet”. Costa 4 euro e pochi cent. [Aggiornamento 19 settembre 2012: è uscito anche di carta!]
La storia di questo libro risale a quando tempo fa cominciai a pensare che sentivo la mancanza di un libro che parlasse di Internet non come un oggetto astratto ed esoterico ma come una rete di persone in carne ed ossa. Continue reading “È uscito!”

Il terremoto racconta la rete

Che il web abbia raccontato il terremoto dell’Aquila in maniera – diciamo – complementare ai media tradizionali, lo sappiamo. Che abbia dato dapprima un contributo di partecipazione emotiva alle cronache, perché raccontava “da dentro”, anche questo è noto. Che via via sia diventato il controllore dell’informazione mentre i “grandi” mezzi di comunicazione cianciavano di ricostruzioni e ritrovata serenità, l’abbiamo detto tante volte.
Ma se è ovvio che la rete ha raccontato il terremoto dell’Aquila, non è altrettanto evidente che L’Aquila e il suo terremoto costituiscono un’occasione per “capire” la rete. Continue reading “Il terremoto racconta la rete”

E non lo rividero più…

di Luisa Nardecchia da IlCapoluogo.it

E dire che era nato con la camicia. Ottima famiglia, buona condizione economica, laurea, dottorato, buon impiego, vita discreta, famigliola, giardino, cani, gatto, pesci e tartaruga. Ogni cosa era al suo posto quando L’Aquila, la sua città, andò in mille pezzi come il vetro di una finestra sfasciato da un pallone. Ed eccolo lì, con una borsa di stracci raccogliticci, in mezzo a una strada.
Che fare? La polvere dei crolli non si posava ancora, tutti erano attoniti e frastornati dalla tragedia, ma lui non ebbe alcun dubbio: l’unica soluzione era andarsene. “Non passerò neanche una notte in una tenda della Protezione Civile. Mai, neanche per idea”. Piuttosto avrebbe riesumato in qualche angolo del garage l’attrezzatura da montagna di quando era giovane.

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