Il post che non c’era

Oggi su Tarantula un post ha disintegrato tutti i record di accessi dalla nascita del blog. Ma quando dico disintegrato intendo superato di parecchie, ma parecchie volte i numeri abituali. È una bella soddisfazione.
Unico dettaglio spiacevole è che il post non è mai esistito. Continue reading “Il post che non c’era”

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Spaesamenti e riappaesamenti: un percorso di letture

Dunque siamo tornati da Pavia dove ho coordinato il simposio nella mattina della chiusura del IV Congresso CKBG (“Tecnologia e leggerezza”).
Un congresso bello ricco, parteciparvi ed essere parte del comitato scientifico è stato davvero un bella esperienza. Nel nostro simposio dal titolo “Atemporalità e assenza di radicamento in un luogo” abbiamo parlato di tempo, appartenenze, radicamenti, sradicamenti, leggerezza, pesantezza, virtuale e città (qui vi avevo postato gli abstract degli interventi).
Ancora grazie al CKBG e alla Presidente Stefania Manca, alla Prof.ssa Assunta Zanetti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia, alla sua collaboratrice e mia collega Valentina Percivalle e poi a Giulio Mozzi, a Giuliana Guazzaroni e a Luisa Nardecchia. Continue reading “Spaesamenti e riappaesamenti: un percorso di letture”

Su Pol-It.org: Potere, metafore e lupini

fiore_lupino“…per qualche ragione, le metafore della lotta ci suonano più familiari di quelle della collaborazione. I nostri assunti sulle relazioni prendono forma per lo più dalla centralità della competizione, a dispetto del ruolo che pure la cooperazione ha avuto nell’evoluzione. Racconta Robert B. Livingstone nella sua conversazione col Dalai Lama (1992) che i botanici, condizionati anch’essi da questa premessa, battezzarono lupino un fiore azzurro che cresceva spontaneamente su pendici montane che non ospitavano altri fiori. Lupino, dunque, per via della sua presunta natura di lupo solitario, che teneva lontane le altre piante contendendo loro il nutrimento. Ci vollero anni per comprendere che quel fiore aveva sviluppato la capacità di crescere in luoghi poveri di minerali, lasciando alla propria morte una concentrazione di sali che permetteva ad altre piante più deboli di svilupparsi nello stesso posto. La metafora della competizione aveva portato a una doppia calunnia: ai danni del lupino e del lupo stesso, anch’esso in realtà più incline alla cooperazione di quanto gli riconosca il luogo comune.”

Nella mia rubrica su Pol-It (Psychiatry on line) pubblico la mia relazione “Sistema gerarchico non piramidale: disordine, potere, autorganizzazione” tenuta ad Asolo il 21 giugno nel convegno “Sostare in territori di confine”, organizzato dal Servizio di Alcologia dell’Ulss 8 con i locali ACAT e ARCAT. Leggi l’intervento!

L’amore ai tempi dell’influenza

L’incidente recente di Massimo Gramellini sull’algoritmo è ormai consegnato agli archivi, e se lo recupero è perché mi serve da spunto per qualche pensiero più generale. Per chi l’avesse perso, faccio un riassunto; gli altri possono saltare dodici righe.
Massimo Gramellini pubblica il 6 novembre scorso sul suo giornale un “Buongiorno” dal titolo “Abbasso gli algoritmi”. Commenta una ricerca di cui non ha letto nulla se non gli echi sulla stampa e la riferisce come l’invenzione di “un algoritmo che consente di prevedere la durata di una coppia”. Coerentemente col suo personaggio di tutore dei buoni sentimenti contro il cinismo dei tempi, Continue reading “L’amore ai tempi dell’influenza”

Articolo: “Strategie narrative di resistenza”

Psicologi per i PopoliÈ successo che alla Rivista di Psicologia dell’Emergenza abbiano mostrato interesse per il mio lavoro sulle narrazioni on line del terremoto, raccolto nel libro “Il primo terremoto di Internet”.
Mi hanno chiesto di tornare sull’argomento e ho scritto per il numero 11 del semestrale un lungo articolo dal titolo “Blog, social network e strategie narrative di resistenza nel post-terremoto dell’Aquila”.
La rivista è scaricabile dal sito di “Psicologi per i popoli”.
Il numero della rivista si trova qui, e l’articolo è a pagina 6.
Buona lettura.

Siamo su Facebook. Cosa mi racconti oggi?

Grazie a Huffington Post che l’ha tradotto e ripubblicato (e a Daniela Carchen che lo segnala sul social network) scopro questo articolo dal blog “Wait But Why” sui “7 modi per rendersi insopportabili su Facebook”. Cioè: che differenza c’è fra gli status che leggiamo volentieri e quelli che troviamo molesti, eccessivi, odiosi?
L’autore dell’articolo traccia una distinzione interessante: Continue reading “Siamo su Facebook. Cosa mi racconti oggi?”

Chi serve in tavola? (Il genere, la violenza e le teorie / 2)

dadostar[Qui c’è la prima parte]

Per quanto anch’io abbia trovato a volte avventate e semplicistiche certe affermazioni di Laura Boldrini (ai tempi in cui il suo bersaglio era la cosiddetta “anarchia in Internet”, ad esempio), mi ha sorpreso la violenza della reazione, immediata come un riflesso condizionato, al suo breve accenno alla questione dell’immagine della donna nella pubblicità: che sia la moglie che serve in tavola mentre il marito aspetta o che sia la donna che rende sexy uno yogurt, un viaggio, un computer. Non c’è niente di così rivoluzionario, a ben vedere, in quel che ha detto. Piuttosto – diciamo – una di quelle cose che sappiamo ma che ogni tanto è bene che qualcuno ci ricordi. Continue reading “Chi serve in tavola? (Il genere, la violenza e le teorie / 2)”

Ventiquattro mesi in Alaska (son cose di donne)

campagnaIo questi pensieri finora me li ero tenuti per me, perché in fondo non sono fatti miei, e siccome stiamo parlando di un gioco privato fra un certo numero di donne che frequentano i social network, mi pareva di fare il guastafeste parlando del trucco a chi non lo conosceva (pochi peraltro: perché già parecchi siti l’hanno svelato). Cose di donne, insomma. Però adesso ci ha pensato Zauberei a farlo saltare in aria, e dunque non mi preoccupo più.
È cominciata qualche anno fa, con un messaggio privato circolato fra le utenti di Facebook  Continue reading “Ventiquattro mesi in Alaska (son cose di donne)”

O lo usi, o ti usa: ne parliamo mercoledì 8 maggio a Pavia (da Bresciaoggi)

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Per la rubrica “Linguaggi della rete” che curo sul quotidiano Bresciaoggi ho pubblicato lunedì 8 questo articolo.

Succede che l’8 di maggio alle cinque di pomeriggio sarò a Pavia in occasione di un incontro organizzato dal Comune in collaborazione con l’Università, il Centro Educazione Media e la Scuola secondaria di primo grado Casorati nel quadro delle Giornate dell’educazione. Hanno pensato a me per via di un librino che ho pubblicato l’anno scorso e che si chiama “Il primo terremoto di Internet” (su Amazon.it). Continue reading “O lo usi, o ti usa: ne parliamo mercoledì 8 maggio a Pavia (da Bresciaoggi)”

Twitterremoto (da Bresciaoggi)

Twitter-954x1024Lunedì scorso, 4 febbraio, ho pubblicato nella mia rubrica su Bresciaoggi quest’articolo. Erano i giorni delle scosse in Garfagnana, dell’allarme via Twitter e delle polemiche conseguenti.

Twitter sempre più al centro delle discussioni: prima a proposito dell’account di Benedetto XVI, poi di quello – invero ingessato e un po’ glaciale – di Mario Monti.
Continue reading “Twitterremoto (da Bresciaoggi)”