Da Bresciaoggi: “la mia cura open source”

Su Bresciaoggi del 17 settembre scorso, nella mia rubrica quindicinale “Linguaggi della rete”, ho scritto una breve nota sulla vicenda di Salvatore Iaconesi. Sul modo in cui la cultura della rete riconfigura le relazioni e le conoscenze (e le gerarchie basate sulle conoscenze) scrivo da anni. Questa storia mi ha colpito. Continua a leggere “Da Bresciaoggi: “la mia cura open source””

A che serve un libro

A che serve per chi lo scrive, intendo, non per chi se lo porta a casa per leggerlo o per metterlo nello scaffale in attesa di farlo prima o poi.
Per come la vedo io, scrivere un libro (parlo di quel genere di libri in cui metti l’idea, la teoria, la visione delle cose che hai coltivato per un po’ di tempo, per condividerla con una comunità di persone, di colleghi, nella speranza che sia utile anche a loro) Continua a leggere “A che serve un libro”

The magical mystery hypertextual tour

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Venerdì parto per un paio di giorni.
Vado in giro a presentare un libro che ho pubblicato ormai quasi due anni fa, scritto metà da me e metà da Flavio Nascimbene. Il libro (“La terapia come ipertesto”, Antigone Edizioni di Torino) parla di cura e di conversazione terapeutica guardando alla terapia e alla relazione come a una specie di ipertesto. C’è dentro la terapia, c’è un po’ di letteratura e di cinema, c’è musica, c’è la cultura ipertestuale, c’è la rete.
Per due anni ne abbiamo parlato in giro insieme a colleghi e al pubblico che è venuto ad ascoltarci. Continua a leggere “The magical mystery hypertextual tour”

Luca Casadio: una insolita conversazione sull’amore (e la letteratura, e la psicologia)

luca_microfonoTorno a parlare di (con) Luca Casadio dopo pochi giorni dalla recensione del suo “Tra Bateson e Bion”.
Il fatto è che quasi contemporaneamente a quello, Luca ha pubblicato per l’editore Giulio Perrone (nella collana Perronelab, dedicata ai nuovi autori) un singolare e affascinante libro di racconti: “Un assurdo studio sull’amore” (si compra on line e nelle serate di presentazione in giro per l’Italia).
Riassumiamo: Luca è psicologo, epistemologo,  narratore… e poi?

M. G.: …ecco, appunto: cosa sei e quante cose fai, oltre alla professione che condividiamo?

Luca Casadio: Ognuno è incognito a se stesso ed è sempre più di quello che concretamente fa.

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A me mi piace (aprile 2010)

Una sola segnalazione questo mese, ma relativa a una lunga serie di articoli: c’è da leggere fino a stancarsi!
“Doctor Blue & Sister Robinia” è il blog di Valter Binaghi. Se hai almeno quarant’anni e stai pensando “Binaghi, Binaghi… io questo nome lo conosco…” c’è una ragione. Anzi più d’una, e le trovi tutte in questa pagina.
Sul suo blog, dicevo, nel corso di aprile, sono usciti numerosi articoli di una serie che si chiama “Alle origini della narrazione” Continua a leggere “A me mi piace (aprile 2010)”

Vado a periodi

Sì, probabilmente vado a periodi.
Anni fa ero convinto che il libro che un terapeuta doveva assolutamente conoscere – certo, oltre quelli del suo mestiere e della sua “parrocchia” teorica – fosse “Il giovane Holden” di J. D. Salinger.
La curiosità candida del protagonista, che gli permetteva di vedere gli aspetti meno immediati delle cose mi sembrava una dote – una qualità cecchiniana – con cui un terapeuta dovesse confrontarsi.

Un giorno a una mia collega – una persona intelligente – dissi “Guarda qua, Il giovane Holden è un libro che quelli che fanno il nostro mestiere dovrebbero Continua a leggere “Vado a periodi”

In Treatment, anno secondo

Il collega Luigi D’Elia mi ha chiesto per il sito dell’Osservatorio sulla psicologia nei media un commento sulla serie TV “In Treatment”, di cui avevo parlato al termine della prima stagione. Ripubblico qui l’articolo uscito per l’Osservatorio, scritto durante la visione della seconda (grazie, Luigi!).

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Libri e terapeuti, II: Pietro Barbetta e l’America

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M.G.: Ciao Pietro Barbetta, psicoterapeuta a Bergamo, didatta presso il Centro Milanese di Terapia della famiglia e professore di Psicologia dinamica e Psicodinamica delle relazioni familiari presso l’Università di Bergamo. Grazie per essere tornato su queste pagine da quando parlammo del tuo libro dell’anno scorso, Lo schizofrenico della famiglia.
Parlando da lettore, q
ual è il libro che ti ha cambiato la vita?

Pietro BarbettaIl Castello di Kafka e The House of the Seven Gables di Hawthorne. Da leggersi Continua a leggere “Libri e terapeuti, II: Pietro Barbetta e l’America”

Libri e terapeuti, I: Umberta Telfener, “il libro più illuminante”

[Leggi tutte le puntate della rubrica “Libri e terapeuti”]
M.G.: Umberta Telfener
, psicologa clinica, didatta del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, docente alla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute dell’Università di Roma La Sapienza: qual è il libro che ricordi perché ti ha cambiato la vita, o ti ha illuminato o ti ha lasciato un segno?

Umberta Telfener: Quando ero abbastanza piccola ho preso dalla libreria del salotto di casa mia un libro che si chiamava Continua a leggere “Libri e terapeuti, I: Umberta Telfener, “il libro più illuminante””