[Leggi tutte le puntate della rubrica “Libri e terapeuti”]
M.G.: Umberta Telfener
, psicologa clinica, didatta del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, docente alla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute dell’Università di Roma La Sapienza: qual è il libro che ricordi perché ti ha cambiato la vita, o ti ha illuminato o ti ha lasciato un segno?

Umberta Telfener: Quando ero abbastanza piccola ho preso dalla libreria del salotto di casa mia un libro che si chiamava La storia della storia del mondo, era molto vecchio, rilegato con una copertina rigida a fiorellini teneri e le pagine ingiallite e zigrinate come quelle che sono state tagliate a mano una per una. Si trattava della storia degli dei dell’Olimpo, dei loro intrallazzi, delle relazioni e dei giochi di potere tra loro e con gli umani. Intrigante, interessante, divertente! La mia prima entrata in modo esplicito nel mondo delle relazioni.
La prima volta me lo sono fatto leggere, poi ho continuato a leggerlo per conto mio, più e più volte. Questo libro mi ha seguito in ogni spostamento di casa finché l’ho imprestato ad una amica (quale?) e non è più tornato indietro. Per questo non posso fornire né l’autore né la casa editrice e neppure l’anno di pubblicazione, certamente i primi del 900.

M. G.: Perché scegli questo libro?

U. T.: Secondo me è lì che mi sono appassionata alle trame relazionali e alle storie degli altri, che ho gettato le basi per il mio futuro lavoro di psicoterapeuta, che continua a incuriosirmi e ad entusiasmarmi. Seconda ragione è il fatto che mi ha insegnato a pensare per storie, come poi Bateson riterrà necessario fare per parlare degli eventi quando sostiene che la descrizione genotipica è pensiero biologico, è pensare come pensa la natura, è, cioè, pensare per storie. Adesso poi noto anche il titolo: la storia della storia del mondo, una operazione di secondo ordine, che noi costruttivisti siamo abituati a mettere in atto costantemente nel fare terapia, diagnosi, valutazione degli interventi!
Ieri ho fatto una ricerca in Internet e ho trovato solo un libro che si chiama Storie della storia del mondo, pubblicato nel 2007, scritto da Laura Orvieto (Giunti editore): “una mamma che racconta ai suoi due bambini le avventure dei più grandi eroi dell’antica Grecia: Paride, Achille, Menelao, Agamennone… e poi i capricci e le azioni degli dèi, le storie di regine e palazzi, di viaggi e di guerre, di donne bellissime e di uomini che si fanno sedurre; di due grandi città, Sparta e Troia, di un cavallo di legno… Un mondo antico, lontano ma così intenso e appassionante che leggerlo (o farselo narrare) lascia senza fiato.”
Che anche lei avesse nella sua biblioteca il libro cui mi sto riferendo? Quasi quasi la contatto! Non mi ricordo se anche il mio, di libro, parlasse anche delle avventure dei grandi eroi, di regine e di palazzi. Mi ricordo però che ne ero affascinata, era come entrare nella vita di altri molto lontani e differenti da me, come vivere più vite contemporaneamente e questa è la sensazione che ho nel mio lavoro, quotidianamente. La ricerca della particolarità in ciascuna vita, del lato più diverso, straordinario, singolare. Questo faccio nel mio lavoro, vado a cercare ciò che è fuori dalla quotidianità e dalla norma per godere insieme all’altro di ciò che di straordinario ha la sua vita, qualunque essa sia.

M. G.: grazie Umberta!

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