“Tecnologia e leggerezza” (dal 29 al 31 gennaio 2014)

congresso-logo-1024x487La ragione per cui vi parlo qui del C.K.B.G. la capirete leggendomi fino alla fine. Prima devo spiegarvi che Il C.K.B.G. (Collaborative Knowledge Building Group) è una comunità di ricercatori interessati alla formazione e all’apprendimento collaborativo in ambienti online. È nato per creare scambio e collaborazione sia tra i ricercatori italiani che con i loro colleghi di comunità straniere, possibilmente con un occhio al sostegno allo sviluppo di quelle del sud del mondo. Continua a leggere ““Tecnologia e leggerezza” (dal 29 al 31 gennaio 2014)”

Nastri di Moebius / 2

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Il romanzo comincia in una stazione ferroviaria, sbuffa una locomotiva, uno sfiatare di stantuffo copre l’apertura del capitolo, una nuvola di fumo nasconde parte del primo capoverso. Nell’odore di stazione passa una ventata d’odore di buffet della stazione. C’è qualcuno che sta guardando attraverso i vetri appannati, apre la porta a vetri del bar, tutto è nebbioso, anche dentro, come visto da occhi di miope, Continua a leggere “Nastri di Moebius / 2”

Vado a periodi

Sì, probabilmente vado a periodi.
Anni fa ero convinto che il libro che un terapeuta doveva assolutamente conoscere – certo, oltre quelli del suo mestiere e della sua “parrocchia” teorica – fosse “Il giovane Holden” di J. D. Salinger.
La curiosità candida del protagonista, che gli permetteva di vedere gli aspetti meno immediati delle cose mi sembrava una dote – una qualità cecchiniana – con cui un terapeuta dovesse confrontarsi.

Un giorno a una mia collega – una persona intelligente – dissi “Guarda qua, Il giovane Holden è un libro che quelli che fanno il nostro mestiere dovrebbero Continua a leggere “Vado a periodi”

L’inferno

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abbiamo tutti i giorni, che formiano stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce fatale a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio”.
(Italo Calvino, “Le città invisibili”: grazie a Eliana!)

Come cambia il passato

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“…perché il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto, non diciamo il passato prossimo cui ogni giorno che passa aggiunge un giorno, ma il passato più remoto. Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti”.
(Italo Calvino, “Le città invisibili”)