Memorie di un traditore (2013)

Questo testo è pubblicato nel volume collettivo “I gigli della memoria”, curato da Patrizia Tocci (Tabula Fati, 2013), e viene da una nota pubblicata su Facebook nel primo anniversario del terremoto.
La versione del libro era leggermente ritoccata rispetto a questa. Ho ripristinato la citazione iniziale da Luisa Nardecchia: le sue “Cronache costiere” sono la ragione per cui ho scritto questo. Continue reading “Memorie di un traditore (2013)”

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Irish coffee, ragazze innamorate e il flauto di Matt Molloy

[Per la rubrica “Le storie dei Mille”. Cos’è? È spiegato qua, e i primi centotrenta circa sono qua]

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Osservate l’angolo inferiore sinistro della copertina. In questo post è spiegato tutto.

Mi fermò per la strada G., aveva l’aria di cercarmi da un pezzo: “Avevo proprio bisogno di parlarti!”
Cosa le sarà preso? Non era mai capitato che avesse bisogno di qualcosa da me.
“Ti ho visto, l’altra sera al Sing Out: così sei amico del violinista?” mi fece.
“Oh, beh” feci io. “Diciamo che lo conosco abbastanza, sì. Perché?”
In realtà quella sera l’avevo visto per la prima volta, era venuto a suonare al locale con una formazione con flauti, arpa celtica, bodhran, violino. Capitava che intervistassi i musicisti per la radio e che mi intrattenessi con loro a bere una Guinness molto oltre lo spettacolo. Continue reading “Irish coffee, ragazze innamorate e il flauto di Matt Molloy”

Ha da accendere?

uomo-nella-nebbiaSono passati parecchi anni e un certo numero di metamorfosi. Per dirne una, all’epoca fumavo.
Ma, per quanto qualcuno possa trovare facile ipotizzare il contrario, il fatto che ho smesso è del tutto indipendente da questa storia.
Vivevo da poco al nord, e il desiderio di riuscire a campare me e la mia famiglia facendo solo il lavoro che mi piaceva e per cui avevo studiato mi induceva a passare serate in riunioni e iniziative culturali per frequentare il giro dei colleghi nelle mie condizioni, ma anche di quelli più anziani di me e più avviati. Questo accadeva perlopiù in coda a lunghe giornate in cui mi dividevo fra i libri e i due o tre lavori Continue reading “Ha da accendere?”

Intra moenia

rebibbia01Quando esci da lì, il mondo è quadrato e regolare.
Guardi verso destra, guardi verso sinistra e non riesci a vedere la fine del viale alberato, dritto e ordinato. Sei spuntato fuori da quel muro lungo quanto il viale, perfettamente grigio e squadrato, le cui linee sono interrotte solo dalla torre di vedetta blu. Ce n’è una anche là in fondo e una dalla parte opposta, che ti fanno intuire la fine del viale Continue reading “Intra moenia”

Gigli e traditori

Allora, ehm, sono un po’ emozionato.
Vi voglio dire che in questo libro di Patrizia Tocci che sta per uscire c’è un testo mio. Non so se è bello (il mio testo, dico), ma l’incipit è una delle cose migliori che abbia mai scritto. Di quello che viene dopo l’incipit non saprei dire con uguale certezza
Si chiama “Memorie di un traditore”, che è un titolo che si ricollega a un’altra storia. Qualcuno conosce il collegamento; qualcun altro, leggendo, farà: “ah, ecco!” e si batterà la mano sulla fronte.
E’ una cosa un po’ rock and roll, diciamo. Continue reading “Gigli e traditori”

Dentro e fuori le sbarre

Al Teatro alla Scala sabato 21 aprile abbiamo assistito alle “prove aperte” del concerto su George Gershwin della Filarmonica della Scala, diretta da Riccardo Chailly, con Stefano Bollani (“Catfish Row”, cioè la suite da “Porgy and Bess”, “An american in Paris” e il “Concerto in Fa” per pianoforte e orchestra): frutto di un progetto che da tempo vede il direttore e il pianista lavorare intorno al repertorio del compositore americano.
Bella idea quella delle prove aperte, già sperimentata al teatro milanese: Continue reading “Dentro e fuori le sbarre”

Suvvia, si facci picchiare.

Primo Uomo: – Sicuro che non le dispiace?

Secondo Uomo: – Ma le pare? Davvero, glielo direi.

Primo Uomo (sorride): – Grazie molte. Allora ha capito bene come funziona?

Secondo Uomo: – Caro giovanotto, pensa che sia la prima volta? Lei mi dica solo come vuole cominciare, il resto viene da sé.

Primo Uomo: – Mah, io starei sul semplice…

Secondo Uomo: – Inseguimento? Fuga con placcaggio? Continue reading “Suvvia, si facci picchiare.”

Forme di vita incontrollabili

Alla fine del post precedente ti avevo promesso che ti avrei raccontato qualcos’altro del mio ultimo viaggio aquilano (per farlo mi aiuta Francesco Orifici con le sue foto: si è preso la briga, dopo il terremoto, di tornare negli angoli che aveva fotografato in tempi migliori, per comporre questa galleria di “prima / dopo”; grazie Frank!). Ti avevo raccontato della riapertura un pezzetto alla volta del centro storico: fermo, in coma, silenzioso e lugubre ma restituito alla vista e alla manutenzione dei ricordi di quanti ci hanno vissuto. Continue reading “Forme di vita incontrollabili”

La manutenzione dei ricordi

Sì, è da un bel po’ che non ti racconto dei miei viaggi a L’Aquila. È che probabilmente non avevo niente da dire, o comunque niente di interessante per altri che non fossero il sottoscritto. Nel senso che quello che mi sono riportato a casa dagli ultimi giri ai confini (e spesso oltre i confini) della Zona Rossa in fin dei conti aveva solo a che fare, diciamo così, con una mia personale manutenzione dei ricordi: però non pensare a cose come spolverare le fotografie sulla mensola del caminetto o roba simile. Continue reading “La manutenzione dei ricordi”