The magical mystery hypertextual tour

terapiacome
Venerdì parto per un paio di giorni.
Vado in giro a presentare un libro che ho pubblicato ormai quasi due anni fa, scritto metà da me e metà da Flavio Nascimbene. Il libro (“La terapia come ipertesto”, Antigone Edizioni di Torino) parla di cura e di conversazione terapeutica guardando alla terapia e alla relazione come a una specie di ipertesto. C’è dentro la terapia, c’è un po’ di letteratura e di cinema, c’è musica, c’è la cultura ipertestuale, c’è la rete.
Per due anni ne abbiamo parlato in giro insieme a colleghi e al pubblico che è venuto ad ascoltarci.
Ora, per queste ultime tappe (dopo queste due serate sarò con Flavio a Brescia in dicembre, poi arriverà il momento di lasciare spazio ai prossimi progetti) ho voluto fare un esperimento, proprio per giocare con la natura ipertestuale di questo libro.
In due serate (ho scelto due città delle Marche: Macerata e Pesaro) presenterò il mio lavoro insieme ad amici che ho scelto come interlocutori in base a due criteri: uno, che facessero un mestiere diverso dal mio; due, che fossero amici conosciuti on line. Così converseremo sul filo che separa artificiosamente i campi del sapere, intesseremo discussioni senza curarci dei confini arbitrari con i quali siamo soliti distinguere pezzi della realtà, in cerca di somiglianze, differenze, assonanze, parentele nascoste.
magical
Dunque la sera di venerdì 10 giugno alle 18 sarò con Giuliana Guazzaroni a San Severino Marche, dalle parti di Macerata, alla Libreria Binario Zero (presso la stazione ferroviaria) a parlare di cura, narrazioni, ipertesti, virtuale. Giuliana si occupa di formazione e ricerca in e-Learning alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche.
Il giorno dopo, sabato 11, sempre alle 18, ci si vede all’Enoteca 075 di Pesaro (in via Rossini, Palazzo Gradari). A Pesaro sarò con Jacopo Nacci, autore di racconti, blogger e una serie di altre cose che scoprirò quella sera.
Perché c’è un criterio “due bis” in base al quale ho scelto gli amici con cui parlerò del libro: non ci siamo mai incontrati nel mondo reale. Così in quelle sere, al Binario Zero e all’Enoteca 075, accadrà qualcosa che avrà a che fare con la distanza che separa il virtuale e l’attuale.
Se ci siete, mi sa che ci divertiamo.

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