I dieci del duemilasedici (tutti italiani)

Nessun motivo particolare per la scelta autarchica di quest’anno, se non il fatto che per ragioni varie mi è capitato di ascoltare più musica italiana che altro. Così ecco i migliori dieci album del 2016, a mio insindacabile giudizio (d’altra parte, chi avesse tempo ed energie per sindacare, potrebbe serenamente farsi un blog e la sua classifica). Più qualche menzione speciale. Una perché è un disco uscito un po’ prima del 2016 (anche se è entrato imperiosamente nella mia annata musicale). E un altro perché lasciarlo fuori mi dispiaceva.

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Il zen outside: intervista con Folco Orselli e Claudio Sanfilippo

La scorsa settimana sul palco di AlParco di Verolanuova (BS), nello splendido Parco Nocivelli, avevo ascoltato Claudio Sanfilippo. Questa domenica ero pronto per il concerto di Folco Orselli e poco prima di partire sono venuto a sapere che ci sarebbe stato anche Claudio. Il concerto è stato ancora più emozionante seguito vicino a Claudio – che di Folco è amico da sempre – ascoltandolo commentare con emozione le canzoni del collega. Il quale gli ha anche lasciato il palco per il tempo di tre canzoni, per il piacere di chi, fra il pubblico, è riuscito a cogliere il valore di quello che stava accadendo.
Trovarli entrambi mi ha dato l’occasione di poter registrare, alla fine, questa lunga chiacchierata per il blog, seduti fino ben oltre la mezzanotte con qualche birra e l’odore del sigaro di Claudio.
Complimenti a Elena Panzera per il gran lavoro che fa per portare nella bassa ogni estate una grande quantità di eventi come questi. Grazie a Serena per la registrazione e per le foto.
E grazie a Claudio e a Folco per l’enorme regalo di questo tempo passato insieme a parlare di faccende che ci stanno a cuore. Sono due tra i musicisti che, per quanto mi riguarda, hanno fatto le cose più preziose di questi ultimi anni nella canzone d’autore italiana: poter condividere questo tempo con loro è stato un grande onore. Un altro motivo di gratitudine è nel fatto che questa conversazione mi ha chiarito ancora meglio alcune delle ragioni per cui la loro Milano, orami da parecchi anni, è una delle città in cui mi sento a casa.

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Meglio fuori che male accompagnati: Folco Orselli, “Outside is my Side”

Ascoltando Folco Orselli puoi goderti il senso di disorientamento che ti prende quando attraversi quella quantità di mondi che trova spazio nei suoi pezzi, oppure puoi cominciare a pensare a come diavolo si può chiamare quello che fa, a quale altro artista possa assomigliare, a cos’altro riferirti per descrivere la sua musica. Magari perché lo vuoi raccontare agli amici, o ci vuoi scrivere un pezzo sul blog, o solo perché la sua musica è di una ricchezza che un po’ ti sopraffà, e allora le devi mettere un’etichetta e de-finirla. Ma tanto non ci riesci e allora, fanculo, torni a goderti quel senso di disorientamento. Continua a leggere “Meglio fuori che male accompagnati: Folco Orselli, “Outside is my Side””

Slowhand lo fa ancora

Che poi a un certo punto anche che palle, quel vezzo di ascoltare la musica per poi storcere il naso e sentenziare “niente di nuovo”, oppure “roba già sentita!”. Che la musica sia una continua rincorsa a superare se stessa, oggi possiamo dirlo, è una fregnaccia che ci ha sottratto diverse opportunità di godimento e ci ha fatto comprare dischi che tempo due settimane ci avrebbero definitivamente sfracellato le scatole. Ma insomma, c’è un momento della vita in cui evidentemente è necessario anche quello. Continua a leggere “Slowhand lo fa ancora”

Lo zen e l’arte dello swing (e del bluegrass, e del folk, e dello scrivere canzoni in milanese)

Ilzendelswing di Claudio Sanfilippo è un album che viene da lontano, e lo fa passando per tante strade diverse. Tutte, suppergiù, attraversano Milano.
homesanfiPer cominciare, bisogna dire che Sanfilippo – chitarrista a proprio agio con la canzone americana e con la musica brasiliana – scrive canzoni e incide da tanto tempo e ha avuto modo di farsi rispettare anche sul palco del Premio Tenco. Una sua canzone sul calcio, che diventò inno delle dirette dei mondiali del Brasile con la voce di Mina, gli fruttò un momento di popolarità un po’ più ampia e, si suppone, quel po’ di respiro che ti permette di pensare alla tua musica e all’abum successivo senza grandi preoccupazioni per l’affitto. Perché si diceva di Milano, appunto, e fra i numi che ispirano la sua penna c’è Gianni Brera di San Zenone Po, cantore dell’epica del fùtbol e ideologo del catenaccio. Continua a leggere “Lo zen e l’arte dello swing (e del bluegrass, e del folk, e dello scrivere canzoni in milanese)”

“La pazza gioia” secondo me (alert spoilerone!)

Perché nessuno abbia da ridire: questo post svela parecchio su “La pazza gioia” di Paolo Virzì, cose che magari vi piacerebbe scoprire da soli. Se non vi va di rovinarvi la sorpresa, facciamo che andate al cinema e ci vediamo qui quando tornate.
Se invece avete già visto il film, o non avete intenzione di andare a vederlo, o ci andrete ma non avete la preoccupazione di mantenervi ignari della trama, allora buona lettura.

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Todo cambia / 13: “Bella ciao”

[Leggi i post della serie “todo cambia”]

“Bella ciao” è il canto popolare che più di ogni altro rimanda alla Resistenza e alla lotta di liberazione dal nazifascismo.

Si porta dietro una storia affascinante e qualche equivoco: per esempio, che discenda dal canto delle mondine dallo stesso titolo. Ma la “Bella ciao” delle mondine è certamente di epoca post bellica (trovo su Wikipedia che fu composta dal mondino Vasco Scansani di Gualtieri). Eccone una versione recente: Continua a leggere “Todo cambia / 13: “Bella ciao””

Todo cambia / 12: “Donna lombarda”

[Leggi i post della serie “todo cambia”]

(Edit 4 aprile 2016: integro il post di due giorni fa con delle informazioni che devo a Giampaolo Bartalozzi e che evidenzierò di volta in volta) 

Grazie a Giampaolo Bartalozzi apprendo su Facebook che oggi sarebbe stato il settantatreesimo compleanno di Caterina Bueno. La ricorda col video di una delle canzoni più belle che conosciamo grazie al suo lavoro di ricerca (Caterina Bueno è stata etnomusicologa oltre che cantante). Continua a leggere “Todo cambia / 12: “Donna lombarda””

Una delle ragioni per cui ci mancherà “Ghiaccio Bollente”

La decisione incomprensibile del cosiddetto servizio pubblico di cancellare dal palinsesto di Rai5 il programma di Carlo Massarini lascia un vuoto che rimbomba. Le ragioni di rimpiangere quello spazio di informazione musicale sono ancora più convinte dopo un episodio recente: il passaggio sanremese di Ezio Bosso.

Bosso è un musicista interessante e dall’attività poliedrica, anche se dalla discografia esigua: a molti sarà capitato di ascoltare la sua musica senza sapere che si trattasse di lui. Dopo che Carlo Conti l’ha portato sul palco dell’Ariston parecchie persone ricorderanno certamente il suo nome (e ricorderanno la carezza del presentatore e la lacrima della violinista in primo piano, insomma). Peccato che nei giorni successivi, digitando in Google “Ezio Bosso Sanremo” quasi tutti i contenuti che si reperivano parlassero del “pianista che commuove l’Ariston”, di “fragilità che vince sulle difficoltà” e così via. Tutto, basta che non si parli di musica.

Qualche settimana prima, proprio nella puntata dei saluti (definitivi, pare al momento, nonostante una petizione che ha raccolto decine di migliaia di firme), Carlo Massarini aveva intervistato il pianista compositore a “Ghiaccio Bollente”. Continua a leggere “Una delle ragioni per cui ci mancherà “Ghiaccio Bollente””