O lo usi, o ti usa: ne parliamo mercoledì 8 maggio a Pavia (da Bresciaoggi)

fan

Per la rubrica “Linguaggi della rete” che curo sul quotidiano Bresciaoggi ho pubblicato lunedì 8 questo articolo.

Succede che l’8 di maggio alle cinque di pomeriggio sarò a Pavia in occasione di un incontro organizzato dal Comune in collaborazione con l’Università, il Centro Educazione Media e la Scuola secondaria di primo grado Casorati nel quadro delle Giornate dell’educazione. Hanno pensato a me per via di un librino che ho pubblicato l’anno scorso e che si chiama “Il primo terremoto di Internet” (su Amazon.it). È la storia di come i blog e i social network hanno raccontato, dal 2009 in poi, la storia del terremoto aquilano di come hanno svolto una funzione di connessione per una comunità disintegrata. Oltre ad essere grato a chi mi ha invitato a parlare, ho trovato interessante la proposta: parlare di educazione all’uso consapevole del web non attraverso consigli e raccomandazioni ai più giovani, ma attraverso il racconto dell’uso salutare che ne hanno fatto alcuni adulti.
Non c’è altro modo di insegnare ai ragazzi a proteggersi dal conformismo da web che quello di mostrar loro che in rete si può essere creativi e fare qualcosa di nuovo per sé e per chi ci legge. Così quella sera parleremo di come tanti cittadini, attraverso i blog e Facebook, hanno dato vita al più grande e affidabile racconto di un trauma collettivo; di come hanno provato a riconnettere una socialità perduta; di come, raccontando, si cono presi cura di sé e della comunità. Di come, in fondo, l’esperienza di un “sé stesso” oltre lo schermo, invece che un esercizio di finzione, può diventare una esperienza di autenticità.
Ecco, a Pavia ci incontreremo per ragionare su come educare i giovanissimi al rapporto con Internet, e a questo scopo racconteremo agli adulti che se hai uno strumento, il modo migliore per non farti usare da quello è usarlo. E questo riguarda tutti, grandi e piccoli.

(A proposito: qui trovate i quattro book trailer del libro)

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3 thoughts on “O lo usi, o ti usa: ne parliamo mercoledì 8 maggio a Pavia (da Bresciaoggi)

  1. ottimo articolo…lo sempre detto io (posso dirlo? daiii…) Facebook va usato e non bisogna farsi usare da lui. Io lo vedo come una specie di vetrina in cui fare pubblicità alle cose che faccio. anche hobby o comunque cose che un domani diventeranno un progetto di lavoro o lo sono già.
    Ho raccontato anche cose personali, ho espresso le mie opinioni, ma sono vigliacca, quando partono le critiche aspre e le offese verbali, io scappo…cancello tutto. Per paura? No, è che non ho voglia di crearmi altri problemi oltre a quelli che ho già. Non ne sento il bisogno.
    Bravo bel blog, sereno ed interessante. Ti seguirò. ciao – ho osato a darti del tu, perché ormai sono una vecchietta, digitale, ma sempre vecchietta. ;o)

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