Ventiquattro mesi in Alaska (son cose di donne)

campagnaIo questi pensieri finora me li ero tenuti per me, perché in fondo non sono fatti miei, e siccome stiamo parlando di un gioco privato fra un certo numero di donne che frequentano i social network, mi pareva di fare il guastafeste parlando del trucco a chi non lo conosceva (pochi peraltro: perché già parecchi siti l’hanno svelato). Cose di donne, insomma. Però adesso ci ha pensato Zauberei a farlo saltare in aria, e dunque non mi preoccupo più.
È cominciata qualche anno fa, con un messaggio privato circolato fra le utenti di Facebook  Continua a leggere “Ventiquattro mesi in Alaska (son cose di donne)”

Il genere, la violenza e le teorie / 1

batteredAllora, partiamo chiarendo il punto di osservazione dal quale guardo le cose che vedo. Un punto di osservazione è necessario per vedere e nello stesso tempo determina i limiti della porzione di realtà che si può vedere. Dunque:
– sono un maschio;
– sono un terapeuta relazionale, che vuol dire che fra le altre cose che faccio nella vita c’è lavorare con coppie e famiglie in crisi o in conflitto.
Quando ho letto l’articolo “Non è violenza di genere” dello psicoanalista Sarantis Thanopulos sul manifesto del 31 agosto, come altri sono rimasto perplesso per più di un passaggio, ma devo dire che i punti controversi mi parevano enormità tali che avevo deciso di attribuirli a una questione di incomprensioni linguistiche (non so in che lingua scriva Thanopulos) [1], o da parte dell’autore nei confronti dei concetti che ricavava dal dibattito in corso da noi, o da parte di chi aveva tradotto il suo articolo per il giornale. Continua a leggere “Il genere, la violenza e le teorie / 1”