Su Pol-It.org: Potere, metafore e lupini

fiore_lupino“…per qualche ragione, le metafore della lotta ci suonano più familiari di quelle della collaborazione. I nostri assunti sulle relazioni prendono forma per lo più dalla centralità della competizione, a dispetto del ruolo che pure la cooperazione ha avuto nell’evoluzione. Racconta Robert B. Livingstone nella sua conversazione col Dalai Lama (1992) che i botanici, condizionati anch’essi da questa premessa, battezzarono lupino un fiore azzurro che cresceva spontaneamente su pendici montane che non ospitavano altri fiori. Lupino, dunque, per via della sua presunta natura di lupo solitario, che teneva lontane le altre piante contendendo loro il nutrimento. Ci vollero anni per comprendere che quel fiore aveva sviluppato la capacità di crescere in luoghi poveri di minerali, lasciando alla propria morte una concentrazione di sali che permetteva ad altre piante più deboli di svilupparsi nello stesso posto. La metafora della competizione aveva portato a una doppia calunnia: ai danni del lupino e del lupo stesso, anch’esso in realtà più incline alla cooperazione di quanto gli riconosca il luogo comune.”

Nella mia rubrica su Pol-It (Psychiatry on line) pubblico la mia relazione “Sistema gerarchico non piramidale: disordine, potere, autorganizzazione” tenuta ad Asolo il 21 giugno nel convegno “Sostare in territori di confine”, organizzato dal Servizio di Alcologia dell’Ulss 8 con i locali ACAT e ARCAT. Leggi l’intervento!

Il primo terremoto di Internet

Grazie di cuore a Laura Benedetti, docente della Georgetown University di Washington, che ha reso possibile a L’Aquila – il 4 e il 5 giugno 2010 – il convegno “Dopo la caduta. Memoria e futuro”.
Quello che segue è il testo del mio intervento, tenuto il pomeriggio di sabato 5 giugno (che qui ricostruisco grazie agli appunti e alla memoria). Chi volesse, può sfogliare la presentazione in Power Point qui di seguito. Grazie a tutti quelli che c’erano e a quelli che vorranno leggerlo.
Continua a leggere “Il primo terremoto di Internet”

Il dittatore e gli ingrati: la rivoluzione discreta delle parole

Dunque a Parigi Berlusconi, nella conferenza stampa dell’OCSE, ha buttato lì un frase su Benito Mussolini per farci sapere, detto in breve, che chi ha il potere in realtà non ce l’ha (chi non sapesse di cosa parlo può vedersi proprio qui su il video dell’intervento). Ieri sera, intorno alle 22,00, ho pubblicato su Facebook uno “status” con un breve commento, al quale hanno risposto un po’ di amici, facendo seguire un piccolo dibattito. Così ho pensato di farci un articolo per il blog, sull’uso del linguaggio in politica, con particolare riferimento alla lingua del Presidente. Poi ho trovato (stamattina presto) l’articolo di Federica Sgaggio, “La legittimazione omeopatica della dittatura”: Continua a leggere “Il dittatore e gli ingrati: la rivoluzione discreta delle parole”

Open Rorschach

Venerdì alle 18,30 a Torino, dagli amici dell’Associazione Episteme, io e Flavio Nascimbene converseremo con Marco Bianciardi e Massimo Schinco a proposito del nostro recente libro “La terapia come ipertesto”, edito da Antigone.
È probabile che aprirò il mio intervento con una notizia che ho letto ieri (forse con qualche giorno di ritardo; per alcuni di voi non sarà così fresca): Continua a leggere “Open Rorschach”