L’improvvisazione e l’arte della resa

Stephen NachmanovitchParecchi anni fa cercavo di applicarmi sugli esercizi per chitarristi di Robert Fripp. Il più difficile prescriveva di imbracciare lo strumento come per suonare e di non fare assolutamente niente. Di restare lì sulla propria sedia per un quarto d’ora senza toccare le corde e di non pensare a nulla.
Credo che neanche una volta riuscii ad arrivare alla fine. Ho sempre pensato però che fosse un esercizio fondamentale di disciplina e di autocontrollo.
Non era proprio così, nel senso che quel genere di disciplina che si intendeva esercitare attraverso quel silenzio aveva a che fare, più che col controllo, col suo contrario. Agire, pensare alla cosa migliore da fare, cedere alla tentazione di mettere le mani sullo strumento per cavarne qualcosa, quello è controllo. Esitare, astenersi dalle aspettative, attendere, accettare di ascoltarsi senza agire, questo ha a che fare invece con una forma di resa ed è terribilmente difficile. Ma altrettanto necessario. Continue reading “L’improvvisazione e l’arte della resa”

Su Pol-It.org: Potere, metafore e lupini

fiore_lupino“…per qualche ragione, le metafore della lotta ci suonano più familiari di quelle della collaborazione. I nostri assunti sulle relazioni prendono forma per lo più dalla centralità della competizione, a dispetto del ruolo che pure la cooperazione ha avuto nell’evoluzione. Racconta Robert B. Livingstone nella sua conversazione col Dalai Lama (1992) che i botanici, condizionati anch’essi da questa premessa, battezzarono lupino un fiore azzurro che cresceva spontaneamente su pendici montane che non ospitavano altri fiori. Lupino, dunque, per via della sua presunta natura di lupo solitario, che teneva lontane le altre piante contendendo loro il nutrimento. Ci vollero anni per comprendere che quel fiore aveva sviluppato la capacità di crescere in luoghi poveri di minerali, lasciando alla propria morte una concentrazione di sali che permetteva ad altre piante più deboli di svilupparsi nello stesso posto. La metafora della competizione aveva portato a una doppia calunnia: ai danni del lupino e del lupo stesso, anch’esso in realtà più incline alla cooperazione di quanto gli riconosca il luogo comune.”

Nella mia rubrica su Pol-It (Psychiatry on line) pubblico la mia relazione “Sistema gerarchico non piramidale: disordine, potere, autorganizzazione” tenuta ad Asolo il 21 giugno nel convegno “Sostare in territori di confine”, organizzato dal Servizio di Alcologia dell’Ulss 8 con i locali ACAT e ARCAT. Leggi l’intervento!

Parlando di nativi digitali

Questa è la presentazione della relazione che ho portato sabato 3 novembre, al convegno del Laboratorio di Gruppoanalisi a Torino.
Il titolo che mi era stato assegnato era “Forme aggregative e codici comunicativi nei nativi digitali” e questo è il modo in cui ho cercato di svolgerlo.
Potete cliccare “play” oppure seguire il link e scaricare la presentazione nel formato che preferite.
Un grande grazie a Luigi D’Elia. Continue reading “Parlando di nativi digitali”

Ridere, ridere, ridere ancora

Edit 29 marzo 2016: Questo post mi fu chiesto per il sito Ilcapoluogo.it da Maria Cattini, che all’epoca lo dirigeva. Dopo avvicendamenti alla guida della rivista online, il post è scomparso. Lo ripubblico qui per intero.

L’Aquila, 23 nov 2011 – Torno da L’Aquila dove ho tenuto giovedì 17 una piccola conferenza – organizzata all’Auditorio Sericchi di via Strinella dall’Università per la Terza Età, che ringrazio ancora – sull’umorismo. “Penso dunque rido” era il titolo, preso a prestito da un librino, leggero ma sostanzioso, scritto da John Allen Paulos, professore di matematica di Filadelfia. Perché ridere è una cosa dannatamente seria, e non è strano che se ne occupino filosofi e intellettuali. Così, sono stato invitato a parlarne a L’Aquila in qualità di psicologo.

Dice: l’umorismo? Ma come? Gli psicologi non si occupavano di roba che fa piangere? Continue reading “Ridere, ridere, ridere ancora”

L’Aquila e i “minuti particolari”

Due psicologi di Baltimora condussero un curioso esperimento. Parcheggiarono ai lati della strada due auto identiche: una di esse aveva un finestrino rotto. Nel giro di pochi giorni quella col finestrino rotto era stata completamente distrutta dai vandali del quartiere, l’altra era rimasta integra.
Un finestrino rotto è un finestrino rotto. Ma se è rotto anche domani, e dopo domani, è un segno di abbandono. E allora poco male se rompo anche l’altro, e poi se sfondo il cofano, e se taglio le gomme. E così via. Continue reading “L’Aquila e i “minuti particolari””

Gregory Bateson: “Il mondo non è fatto per niente così”

Cominciamo l’anno col pensiero di un maestro a cui veniva più naturale connettere che separare.
Non era raro che Gregory Bateson se la prendesse con la scuola e con il sistema educativo in genere, colpevoli a suo avviso di assecondare e tramandare gli errori epistemologici di cui soffre la nostra epoca e di non insegnare le cose importanti.
Questo breve video (che ho scoperto grazie a Pietro Barbetta e che è disponibile sottotitolato grazie a Il Narratore) Continue reading “Gregory Bateson: “Il mondo non è fatto per niente così””

Ma le cose hanno contorni?

contornoScimmiotto il titolo di un bellissimo metalogo di Gregory Bateson perché, di ritorno da due giorni passati con parecchi colleghi psicoterapeuti a un convegno, mi viene in mente una vecchia interessante questione che in tempi di cultura digitale ritorna ancora più significativa.
Per spiegarla ho bisogno di fare tre passaggi… Continue reading “Ma le cose hanno contorni?”

Antipsichiatrico a chi? Pietro Barbetta e “Lo schizofrenico della famiglia”

– Ciao, Pietro, è un sacco di tempo che ti sento parlare della gestazione di questo libro. Come mai è rimasto in attesa così a lungo?

– Bella domanda, mi costringi a sbilanciarmi… Diciamo che questo libro mi ha mostrato la tendenza del mercato “psi” a non parlare di schizofrenia se non in relazione al trend che va di moda: neurotrasmettitori e “cervella” (uso il termine culinario per indicare “la materia”, “la natura”). Poi ho trovato Meltemi, un editore coraggioso e innovativo, Continue reading “Antipsichiatrico a chi? Pietro Barbetta e “Lo schizofrenico della famiglia””