Il risveglio

È da un bel po’ che ho smesso di raccontarvi dei miei viaggi a L’Aquila perché a un certo punto è stato necessario, per molte ragioni, che quello che riportavo ogni volta con me tornasse ad essere una questione privata.
Sono passati più di quattro anni dal terremoto, e per la prima volta torno a casa con fotografie di cantieri aperti, di gru svettanti, Continue reading “Il risveglio”

Il terremoto racconta la rete

Che il web abbia raccontato il terremoto dell’Aquila in maniera – diciamo – complementare ai media tradizionali, lo sappiamo. Che abbia dato dapprima un contributo di partecipazione emotiva alle cronache, perché raccontava “da dentro”, anche questo è noto. Che via via sia diventato il controllore dell’informazione mentre i “grandi” mezzi di comunicazione cianciavano di ricostruzioni e ritrovata serenità, l’abbiamo detto tante volte.
Ma se è ovvio che la rete ha raccontato il terremoto dell’Aquila, non è altrettanto evidente che L’Aquila e il suo terremoto costituiscono un’occasione per “capire” la rete. Continue reading “Il terremoto racconta la rete”

Forum e L’Aquila: è solo fiction, dunque è vero

In una puntata di Forum, su Canale 5, una donna chiama in causa il marito, separato, e rivendica la somma di venticinquemila euro. Sono aquilana, dice, terremotata, ho bisogno di quei soldi per riaprire il mio negozio di abiti da sposa. Tutta la città è ricostruita, tutti hanno giardino e garage, ringrazio il governo, le imprese ricominciano a lavorare, manchiamo all’appello solo io e i miei abiti da sposa. Pensate che avevo capi pronti per delle coppie che poi sono morte, o hanno rinviato la cerimonia. Continue reading “Forum e L’Aquila: è solo fiction, dunque è vero”

Cento mercoledì

Arrivai a L’Aquila con mia moglie tre giorni dopo il terremoto di lunedì 6 aprile 2009. Era il giovedì prima di Pasqua. Raccontai qui quello che vedemmo e quello che sentimmo, ammesso che fosse qualcosa che si può raccontare: per quanto sia difficile rendere l’idea delle crepe e delle macerie, di una città in cui i soli esseri umani che si incontravano per strada erano quelli in divisa o gli ultimi abitanti che trascinavano i loro trolley verso la macchina per andarsene, non esiste la possibilità di raccontare il silenzio che circondava tutto. Continue reading “Cento mercoledì”

Borghezio (o quell’altro, là, coso).

Borghezio
Forse non mi sono spiegato bene.
Io non avverso Berlusconi perché è lui. O perché è più ricco che alto. O perché ce l’ho con quelli che cominciano con la esse e la bi.
Non trovo spregevole usare il denaro per procurarsi carne minorenne solo perché lo fa lui. Quello mi faceva schifo già da prima. Semmai è il contrario: trovo ancora meno desiderabile essere rappresentato da quell’uomo perché ho orrore del suo personale modo di procurare sollievo alle sue solitudini.
Hai capito? Non mi sta sull’anima perché è Silvio Berlusconi.
Non mi dà fastidio il suo disprezzo per la cultura perché viene da lui. Il contrario: Continue reading “Borghezio (o quell’altro, là, coso).”

“Mi manca. Varcherò le transenne…”

A proposito di raccontare il terremoto: dalla rete ho raccolto questo racconto di una persona che desidera restare anonima. Lo abbiamo rilanciato nei social network e ora lo posto anche qui perché resti a disposizione più a lungo.
Ci tengo che lo leggiate in tanti: da venti mesi tanti aquilani non possono avvicinarsi alle proprie case. Continue reading ““Mi manca. Varcherò le transenne…””

Ci si vede a L’Aquila

Il 20 novembre avrei dovuto presentare a L’Aquila (per la seconda volta) il mio libro recente. Abbiamo annullato l’appuntamento: quello stesso giorno in città si svolgerà la grande manifestazione nazionale “L’Aquila chiama Italia”, che vuole tenere accesa la luce sulla città del terremoto e sostenere la legge di iniziativa popolare sulla ricostruzione. Io ci sarò. Continue reading “Ci si vede a L’Aquila”

Tre domande a Vendola, Fini, Renzi, Bersani su L’Aquila: “Se lei fosse il Presidente del Consiglio…”

La cronaca politica dei giorni scorsi ha visto in primo piano la convention di Firenze con Renzi che vuole rottamare la vecchia classe dirigente democratica e quella di Perugia con Fini che vuole pensionare quella di casa sua.
Di qua e di là ci hanno detto quale Paese vorrebbero e in cosa è differente da quello che c’è.
Di qua e di là, la denuncia delle cause dello stallo italiano. Di qua e di là, Pompei come metafora del disfacimento culturale e valoriale.
Di qua e di là (e da altrove, e da tanto) silenzio su L’Aquila, Continue reading “Tre domande a Vendola, Fini, Renzi, Bersani su L’Aquila: “Se lei fosse il Presidente del Consiglio…””