Angelo Branduardi: le magie si fanno (almeno) in due

Angelo_Branduardi_e_Maurizio_Fabrizio_nel_1979[Per la rubrica “Le storie dei Mille”. Cos’è? È spiegato qua, e la lista, al momento incompleta, dei mille è qua]

Questa storia dimostra che nella musica il successo è sempre il prodotto di un incontro magico. Anche di tante altre cose, si capisce, ma se non capita uno di quegli incontri lì, non c’è niente da fare. Quando dico il successo non intendo per forza nel senso dei numeri, e del pubblico, e dei soldi, ma spesso se la magia è di quelle che funzionano veramente, arrivano anche quelli.
A dispetto dell’immagine comune del musicista che crea chiuso nella stanza col suo strumento, la musica è un fatto collettivo, mai individuale. Quel momento privato, quando c’è, fa comunque parte di una storia. Continua a leggere “Angelo Branduardi: le magie si fanno (almeno) in due”

Irish coffee, ragazze innamorate e il flauto di Matt Molloy

[Per la rubrica “Le storie dei Mille”. Cos’è? È spiegato qua, e i primi centotrenta circa sono qua]

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Osservate l’angolo inferiore sinistro della copertina. In questo post è spiegato tutto.

Mi fermò per la strada G., aveva l’aria di cercarmi da un pezzo: “Avevo proprio bisogno di parlarti!”
Cosa le sarà preso? Non era mai capitato che avesse bisogno di qualcosa da me.
“Ti ho visto, l’altra sera al Sing Out: così sei amico del violinista?” mi fece.
“Oh, beh” feci io. “Diciamo che lo conosco abbastanza, sì. Perché?”
In realtà quella sera l’avevo visto per la prima volta, era venuto a suonare al locale con una formazione con flauti, arpa celtica, bodhran, violino. Capitava che intervistassi i musicisti per la radio e che mi intrattenessi con loro a bere una Guinness molto oltre lo spettacolo. Continua a leggere “Irish coffee, ragazze innamorate e il flauto di Matt Molloy”