Parlando di virtuale e psicologia a Bergamo

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Clicca sull’immagine in basso per vedere il video del mio intervento “Le metafore del virtuale in psicologia” al BiDiEffe, il seminario permanente “Bateson, Deleuze, Foucault” a cura di Pietro Barbetta (era la sera di giovedì 26 gennaio).
Poco più giù trovi il Powerpoint.
Grazie agli amici e colleghi del BDF.
(L’immagine in apertura viene da qui)
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Sangue dalla terra, crepe sulla pelle

Rileggevo in questi giorni Patchwork Girl (1995), il romanzo ipertestuale di Shelley Jackson: una storia multilineare (navigabile su cd-rom) su una specie di Frankenstein donna realizzata con pezzi di corpi altrui. Una storia complessa che offre metafore sul sé, sull’identità ipertestuale e sui link (giunture, cicatrici) fra i vari “testi” che compongono quell’ipertesto.

Il corpo è spesso al centro dell’interesse di Shelley Jackson: come nel caso di “Skin”, un romanzo breve composto di 2095 parole – del quale ho parlato in questo frangente – tatuate sul corpo Continua a leggere “Sangue dalla terra, crepe sulla pelle”