La Marzano, Tata Lucia e le “terribili semplificazioni” (seconda parte)

Riprendo il discorso iniziato qui, dove commentavo la notizia di una proposta di legge punitiva nei confronti di siti che esaltano i comportamenti anoressici, e spiegavo che le soluzioni indicate, sebbene di forte attrattiva per chi condivida l’indignazione verso certe comunicazioni, mi appaiono complicare il problema anziché risolverlo.
Ho preso a prestito l’espressione “terribili semplificatori” dello storico Jacob Burckhardt, che usava questa espressione per pronosticare l’avvento di personaggi che avrebbero offerto diagnosi e soluzioni e di facile consenso ai grandi problemi, con tanti saluti alla ragionevolezza e alla comprensione del mondo.
Io, per capirci, non penso che sia per forza una “terribile semplificazione” il cercare soluzioni rapide a problemi complessi, e non penso che la complessità coincida necessariamente con processi lunghi e laboriosi.
Per esempio, certe volte uno sguardo complesso ti porta a scoprire che un problema è insolubile perché nel tuo modo di guardarlo fai qualcosa che lo blinda dentro certi limiti. Nel momento in cui scopri che il problema è il modo in cui guardi, può accadere qualcosa che semplifica parecchio, e con una certa rapidità, il quadro della situazione. Continue reading “La Marzano, Tata Lucia e le “terribili semplificazioni” (seconda parte)”

La Marzano, Tata Lucia e le “terribili semplificazioni” (prima parte)

Torno da alcuni giorni di discussioni on line a proposito della proposta di legge di cui è prima firmataria Michela Marzano, cui seguono Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, Paola Binetti, Pippo Civati e molti altri, per l'”introduzione dell’articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato di istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare”. Scopo della proposta, come spiegato nella premessa, è “contrastare in maniera efficace la diffusione esponenziale dei siti «pro-ana» e «pro-mia» che, attraverso blog e chat, incitano e diffondono comportamenti anoressici e bulimici esaltando l’anoressia e la bulimia come modalità di vita” (il corsivo ce l’ho messo io). Dunque la convinzione che ispira il provvedimento proposto è che determinati siti web “diffondano comportamenti anoressici e bulimici”: che si possa diventare anoressici/che o bulimici/che, insomma, per effetto della diffusione di comportamenti attraverso siti web.
Adesso, facciamo che questa premessa sia sensata. Facciamo che non sia una “terribile semplificazione” e che veramente, i “comportamenti anoressici” siano diffondibili via web. Mettiamoci cioè dalla parte di chi fa la proposta: noi vogliamo combattere i siti pro-ana perché sono pericolosi. Essi diffondono e “promuovono” comportamenti autolesionistici. Continue reading “La Marzano, Tata Lucia e le “terribili semplificazioni” (prima parte)”

Narciso, signora mia.

waterhouse_narciso_ecoVenerdì scorso su Repubblica Eugenio Scalfari viene intervistato per celebrare la pubblicazione per Mondadori di una robusta collezione di suoi scritti.
L’intervista è di quelle in cui le domande sono intercalate alle parole dell’intervistato in modo da imprimere un ritmo da deficit di attenzione, col risultato di massacrare i pensieri e qualunque possibilità non solo di approfondimento decente, ma anche di connessione fra i concetti. Poco male, dato che il tono è quello della chiacchierata sulle scale del condominio, anche un po’ adulatoria (“Dotto’, c’è la posta, come sta? Sempre un bell’uomo, eh?, chissà quante donne ha avuto…”), e i pensieri sono del tipo: “l’odio è l’amore per il potere” oppure “Freud ha indicato tre figure psichiche: Continue reading “Narciso, signora mia.”

Dicono di “Il primo terremoto” (2): Ibridamenti

Consigliamo la lettura del saggio Il primo terremoto di Internet [Formato Kindle] di Massimo Giuliani perchè è un testo che nasce, in parte, in rete – tra blog e Facebook – e perchè è una narrazione che va oltre il sisma che ha distrutto una città. Continue reading “Dicono di “Il primo terremoto” (2): Ibridamenti”

Parlando di virtuale e psicologia a Bergamo

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Clicca sull’immagine in basso per vedere il video del mio intervento “Le metafore del virtuale in psicologia” al BiDiEffe, il seminario permanente “Bateson, Deleuze, Foucault” a cura di Pietro Barbetta (era la sera di giovedì 26 gennaio).
Poco più giù trovi il Powerpoint.
Grazie agli amici e colleghi del BDF.
(L’immagine in apertura viene da qui)
Continue reading “Parlando di virtuale e psicologia a Bergamo”

Nuvole: Maddalena Mapelli, “Per una genealogia del virtuale”

Sarà tra breve nelle librerie “Per una genealogia del virtuale. Dallo specchio a Facebook” di Maddalena Mapelli (editrice Mimesis).
Mi sono trovato più di una volta, in questi anni, a conversare con Maddalena, in privato e in pubblico, sulla sua visione del virtuale: che dai convegni in cui l’abbiamo ascoltata e dagli articoli in cui l’abbiamo letta (e dal blog Ibridamenti!) approda in questo libro.
Qui Maddalena affronta il virtuale a partire dalla storia dello specchio come dispositivo che genera immagini virtuali. Che è una storia tutta veneziana, perché parte dalla Murano del 1400 e arriva Continue reading “Nuvole: Maddalena Mapelli, “Per una genealogia del virtuale””

Ibridamenti: oltre i limiti del dispositivo

Sto preparando la rubrica “Segnalibro” per il numero 23 della rivista “Connessioni”. Fra le segnalazioni di questo numero, quella di un libro su cui avevo promesso di tornare in un post di qualche tempo fa…

Maddalena Mapelli e Umberto Margiotta (a cura di)
Dai blog ai social network. Arti della connessione nel virtuale
Mimesis, Milano 2009

Se il lavoro del gruppo di Ibridamenti.com di tanto in tanto incrocia le strade di Connessioni è perché nello studio della rete e del virtuale (che sono il campo di esplorazione del gruppo interdisciplinare Continue reading “Ibridamenti: oltre i limiti del dispositivo”

Venezia, 23 ottobre: “Scrittori all’Arsenale”

Questa sera si è chiuso il VeneziaCamp ma io ho passato all’Arsenale la sola giornata di venerdì. In mattinata, nel programma di “I volti, le voci, i corpi dell’autore”, organizzata dalla Scuola di Dottorato in Scienze della Formazione e della Cognizione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ho tenuto la relazione “Il flusso delle voci: la sperimentazione OUT Facebook di Ibridamenti”.
Prima di me sono intervenuti (v. nella foto) Mario Galzigna (“Foucault e la parresìa“) e Maddalena Mapelli (che in “La violazione degli interdetti in rete” ha anticipato alcune questioni che avrebbe affrontato il pomeriggio e ha parlato di dispositivi che rendono possibile la creazione di immagini virtuali); dopo di me, in chiusura della mattinata, lo scrittore Tiziano Scarpa (“La parola singolare. Uno scandalo che dura da 2500 anni”).

Continue reading “Venezia, 23 ottobre: “Scrittori all’Arsenale””

Dai blog ai social network

Ci tornerò quando l’avrò letto, per approfondire il contenuto: nel frattempo vi annuncio l’uscita di Dal blog ai social network. Arte della connessione nel virtuale” curato da Maddalena Mapelli e Umberto Margiotta.
È il nuovo capitolo, dopo “Il blog e l’università”, della ricerca sul virtuale condotta dagli amici di Ibridamenti.com, laboratorio nato dalla Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Qui (sul blog di Maddalena Mapelli) trovate l’introduzione; qui lo acquistate; qui di seguito, invece, potete leggere l’indice: Continue reading “Dai blog ai social network”

Il blog e l’università: pensare in rete

Dalla quarta di “Nuovi modelli di ricerca universitaria. Pratiche collaborative in rete” (a cura di Maddalena Mapelli e Roberto Lo Jacono, Mimesis Edizioni 2008):

“In questo libro la community di Ibridamenti riflette su se stessa, dimostrando che è possibile e talvolta necessario sperimentare pratiche filosofiche nuove per fare ricerca universitaria in Italia; pratiche collaborative e innovative in quanto utilizzano la rete per co-generare contenuti a partire da approcci metodologici differenti (…)”.

Continue reading “Il blog e l’università: pensare in rete”