Su Ibridamenti: jihad e rivolta generazionale?

[Su IBridamenti ho pubblicato due giorni fa una riflessione sul terrorismo in un’ottica di cui si parla sempre di più in giro. Questa è un’anteprima, per leggere tutto l’articolo I figli degli ‘ostracizzati’: un’ipotesi su violenza e terrorismo seguite il collegamento alla fine. Grazie a Ranieri Salvadorini, per alcuni link e per il confronto su alcune questioni; grazie alla collega Ilaria Carosi per il confronto su altre]

Una ipotesi su violenza e terrorismo

Dall’inizio del 2015 è emersa una leva di jihadisti costituita da immigrati di seconda generazione, non più venuti da lontano ma nati nel paese europeo nel quale compiono atti terroristici. Diverse analisi sugli attentati di Parigi parlano del nuovo radicalismo come rivolta generazionale, come la guerra di una “seconda generazione in rivolta contro i loro padri” e con la loro religione troppo “morbida”. Mi pare una considerazione molto stimolante per chi lavora con le relazioni familiari, con gli adolescenti e con i loro genitori, e si trova ad osservare i modi in cui il conflitto generazionale si esprime anche attraverso la violenza, diretta all’interno della famiglia ma anche all’esterno.
Mi torna utile, per parlare di alcuni aspetti che mi interessano dei rapporti tra figli e genitori, e tra questi e il contesto sociale, un concetto che in questi ultimi anni ha focalizzato Adriano Zamperini, professore di psicologia sociale all’università di Padova: l’ostracismo. [continua a leggere l’articolo su Ibridamenti.com]

Due milioni contro Godzilla

Adesso, dopo aver giustamente sghignazzato sulla faccenda dei due milioni di partecipanti, un pensiero un po’ più meditato ci sta (magari senza dimenticare che chi buttò là i numeri più inverosimili sul Circo Massimo fu la CGIL qualche anno fa: il fatto è che adesso, mentre stai ancora dicendo “siamo due milion…”, arriva l’articolo online che calcola base per altezza, sottrae la superficie del palco, moltiplica per quattro persone a metro quadrato e ti fa fare la figura del fesso in tempo reale).
Perché la bufala dei due milioni non è una questione a margine, e non è una scemenza pronunciata da un personaggio trascurabile e colta al volo da un giornalista malizioso. È stata il primo e il più rilevante messaggio che quella piazza, per bocca dei suoi organizzatori più autorevoli, ha voluto mandare: “Siamo tanti, anzi tantissimi”.

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Aiuto, i nativi!

Il sito Genitoricrescono.com ha avuto l’idea di farmi delle domande su genitori, figli e internet, nella speranza di dare una mano a madri e padri alle prese con certe domande: dovrei temere quel mondo ignoto nel quale mio figli sopperisce ogni tanto? Dovrei metterlo in guardia dai rischi? E come? Continue reading “Aiuto, i nativi!”

Barbara Summa e la sua proposta del cavolo

rispostadelcavoloMi sa che quando Barbara Summa mi ha chiesto di scrivere la prefazione per il suo nuovo libro La risposta del cavolo. Guida semiseria per genitori disperati alle domande dei figli su sesso e società” ha pensato che la prefazione di uno psicologo avrebbe aggiunto al suo lavoro una specie di patente di “pedagogicamente corretto” o qualcosa del genere.
E invece è stato il contrario. Sono stato felice e grato della sua proposta perché chi fa il mio mestiere certe volte si domanda quanto le cose che scrive e pensa abbiano senso per chi le “usa” nella vita quotidiana. Continue reading “Barbara Summa e la sua proposta del cavolo”

Davide senza Golia

Vi capita mai di domandarvi perché un certo genere di notizie abbia una presa così forte in un certo momento e sia invece irrilevante in altri?
A me è capitato di domandarmelo nei giorni scorsi, mentre si discuteva del video sul bambino di Padova conteso dai genitori (ho evitato per un po’ di vederlo, poi l’ho cercato perché fra quel che leggevo in giro c’era qualcosa che non mi tornava; Continue reading “Davide senza Golia”

Inculcano (ovvero Berlusconi e l’imbuto)

Ho ascoltato ieri le parole del Presidente del Consiglio che, cercando di salvare i brandelli della sua inspiegabile credibilità di difensore della famiglia, ha gettato nel tritacarne le adozioni per i single, le coppie gay e la scuola pubblica, che ha accusato oltre che di “non insegnare”, di voler “inculcare princìpi che sono il contrario di quelli dei genitori”.
Come sa chiunque abbia voglia di saperlo, il pregiudizio per cui la scuola pubblica prepara peggio della privata è infondato almeno quanto è resistente nella testa di qualcuno. Ma non voglio discuterlo nel merito, ché altri lo stanno facendo con più competenza e passione di quanto non possa io.
Però c’è, alla sua base, un’idea piuttosto rozza di educazione e di cultura; rozza ma suggestiva, tanto da prestarsi per argomenti pretestuosi come quello di Berlusconi. Cioè l’idea che educare significhi “inculcare” e che gli studenti siano dei contenitori passivi da “riempire”, Continue reading “Inculcano (ovvero Berlusconi e l’imbuto)”

Il brutto, il bello, i bambini e la TV

Su “Linus” di luglio leggo un articolo di Fabio Geda sulla presa di posizione di Paolo Landi che – lui, direttore della pubblicità di United Colors of Benetton – un bel giorno ha deciso di far sparire il televisore dal soggiorno per proteggere il proprio figlio di quattro anni dall’esposizione continua a morti ammazzati, violenze, veline e altre minacce per la sua giovane coscienza. Oggi di figli ne ha tre e gli ultimi due sono nati in una casa senza tv.
Landi sull’argomento ha scritto anche due libri, “Volevo dirti che è lei che guarda te” (Bompiani, 2006) e “La pubblicità Continue reading “Il brutto, il bello, i bambini e la TV”