Su Ibridamenti: jihad e rivolta generazionale?

[Su IBridamenti ho pubblicato due giorni fa una riflessione sul terrorismo in un’ottica di cui si parla sempre di più in giro. Questa è un’anteprima, per leggere tutto l’articolo I figli degli ‘ostracizzati’: un’ipotesi su violenza e terrorismo seguite il collegamento alla fine. Grazie a Ranieri Salvadorini, per alcuni link e per il confronto su alcune questioni; grazie alla collega Ilaria Carosi per il confronto su altre]

Una ipotesi su violenza e terrorismo

Dall’inizio del 2015 è emersa una leva di jihadisti costituita da immigrati di seconda generazione, non più venuti da lontano ma nati nel paese europeo nel quale compiono atti terroristici. Diverse analisi sugli attentati di Parigi parlano del nuovo radicalismo come rivolta generazionale, come la guerra di una “seconda generazione in rivolta contro i loro padri” e con la loro religione troppo “morbida”. Mi pare una considerazione molto stimolante per chi lavora con le relazioni familiari, con gli adolescenti e con i loro genitori, e si trova ad osservare i modi in cui il conflitto generazionale si esprime anche attraverso la violenza, diretta all’interno della famiglia ma anche all’esterno.
Mi torna utile, per parlare di alcuni aspetti che mi interessano dei rapporti tra figli e genitori, e tra questi e il contesto sociale, un concetto che in questi ultimi anni ha focalizzato Adriano Zamperini, professore di psicologia sociale all’università di Padova: l’ostracismo. [continua a leggere l’articolo su Ibridamenti.com]

Il complottismo e la “sindrome di Notorius”

lLa sera di giovedì 14, dunque, un camion si lancia sulla folla che a Nizza festeggia l’anniversario della presa della Bastiglia e uccide parecchie decine di persone. Il mezzo è guidato da un franco-tunisino di 31 anni e a tutti viene in mente l’ISIS e l’ennesimo attentato. Il punto non è se l’ipotesi sia azzeccata o no: il punto è che per parecchie ore mancano notizie (vi scrivo nel pomeriggio di sabato 16 e mi pare che al momento nessuno sia in grado di giocarsi una mano sulla matrice islamica e terroristica della strage), per cui le conversazioni online si nutrono di quel poco che c’è.
Alcune, però, prendono un’altra piega, e già poco dopo il fatto un noto scettico dei social network pubblica la sua versione: a Nizza non c’è stato nessun terrorista, e la finta strage ha avuto come scopo quello di protrarre di altri tre mesi lo stato d’emergenza in Francia (avrebbe dovuto finire il prossimo 26 luglio). Continua a leggere “Il complottismo e la “sindrome di Notorius””