Gli orari dei professori (di Claudia Boscolo)

La commissione bilancio approva l’emendamento della norma inserita nella legge stabilità, riguardante l’aumento dell’orario lavorativo dei docenti da 18 a 24 ore settimanali. Improvvisamente i soldi sono stati trovati, quindi non c’è più bisogno di vessare gli insegnanti. Ci si chiede se il governo davvero non fosse a conoscenza del fatto che esistevano altri fondi a cui attingere. Per quale motivo creare un tale scompiglio, inserendo una norma umiliante per il corpo docente e destabilizzante per il sistema scuola, se c’erano altre vie praticabili? Davvero il governo davvero pensava che gli insegnanti sarebbero rimasti in silenzio a guardare il proprio lavoro avvilito a una questione di computo di ore, come se si trattasse di una mansione amministrativa della Pubblica Amministrazione e non di un ruolo sociale della massima rilevanza con ripercussioni vitali sulla società civile, non quantificabili in ore lavorate?
Leggi “Orario dei prof: troppi eroi nel pollaio elettorale” di Claudia Boscolo sul blog La Furia dei Cervelli

Inculcano (ovvero Berlusconi e l’imbuto)

Ho ascoltato ieri le parole del Presidente del Consiglio che, cercando di salvare i brandelli della sua inspiegabile credibilità di difensore della famiglia, ha gettato nel tritacarne le adozioni per i single, le coppie gay e la scuola pubblica, che ha accusato oltre che di “non insegnare”, di voler “inculcare princìpi che sono il contrario di quelli dei genitori”.
Come sa chiunque abbia voglia di saperlo, il pregiudizio per cui la scuola pubblica prepara peggio della privata è infondato almeno quanto è resistente nella testa di qualcuno. Ma non voglio discuterlo nel merito, ché altri lo stanno facendo con più competenza e passione di quanto non possa io.
Però c’è, alla sua base, un’idea piuttosto rozza di educazione e di cultura; rozza ma suggestiva, tanto da prestarsi per argomenti pretestuosi come quello di Berlusconi. Cioè l’idea che educare significhi “inculcare” e che gli studenti siano dei contenitori passivi da “riempire”, Continua a leggere “Inculcano (ovvero Berlusconi e l’imbuto)”

È la complessità, baby.

foto di Teasn
Dice: “ma perché su questo blog mai una parola su quello che succede intorno, sull’attualità, sui temi del giorno, sulle questioni su cui devi prendere una posizione?”.
Beh, primo perché di psicoqualcosa che fanno gli opinionisti sono pieni già i teleschermi e la carta stampata. Non c’è talk show, non c’è programma per famiglie, non c’è giornale quotidiano che non abbia il suo elargitore di psicobuonsenso, il suo erogatore professionale di massime definitive.
Poi perché le cose che si possono dire a caldo sono sempre un po’ quelle due o tre: “sono favorevole”, “sono contrario” o al massimo, se sei un Ministro della Repubblica, “possono morire” Continua a leggere “È la complessità, baby.”