Fate festa e smettetela di blaterare

È il periodo in cui da una parte vorrei usare i social network per fare gli auguri a più gente possibile, e nello stesso tempo preferirei staccare la connessione e tanti saluti.
È pieno di gente che non perde l’occasione di spiegarti come dovrebbe o non dovrebbe essere il “vero” Natale, e magari pretende di dirti come dovrebbe essere il tuo. “Il mio Natale è rigorosamente laico”, “il mio è rigorosamente cheap“, “se non sei credente non dovresti festeggiare”, “se sei credente dovresti festeggiare in un altro modo”. C’è sempre qualcuno che mette il becco nel tuo piacere, e non sempre è qualche genere di istituzione religiosa. Continue reading “Fate festa e smettetela di blaterare”

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Due milioni contro Godzilla

Adesso, dopo aver giustamente sghignazzato sulla faccenda dei due milioni di partecipanti, un pensiero un po’ più meditato ci sta (magari senza dimenticare che chi buttò là i numeri più inverosimili sul Circo Massimo fu la CGIL qualche anno fa: il fatto è che adesso, mentre stai ancora dicendo “siamo due milion…”, arriva l’articolo online che calcola base per altezza, sottrae la superficie del palco, moltiplica per quattro persone a metro quadrato e ti fa fare la figura del fesso in tempo reale).
Perché la bufala dei due milioni non è una questione a margine, e non è una scemenza pronunciata da un personaggio trascurabile e colta al volo da un giornalista malizioso. È stata il primo e il più rilevante messaggio che quella piazza, per bocca dei suoi organizzatori più autorevoli, ha voluto mandare: “Siamo tanti, anzi tantissimi”.

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La difficile eredità di Ivan Illich

lacecla_illich
Io e il libro (io sono quello dietro)

Ho cercato questo libro di Franco La Cecla su Illich perché avevo bisogno di sapere qualcosa in più di un autore che avevo letto al liceo e sul quale, per varie ragioni, sono tornato di recente. Di La Cecla (che è architetto e antropologo) avevo letto “Perdersi”, che è un libro importante per capire qualcosa del nostro rapporto con le città e con i luoghi, e l’ho ritrovato qui alle prese con l’amico e maestro Ivan Illich.
L’ho letto in breve tempo e ci ho trovato ben più di quello che cercavo. Perché senza nascondersi dietro il dito dell’oggettività e del distacco, l’autore scrive un libro che parla soprattutto di lui: che in quanto osservatore ha una storia e un punto di vista, dal quale raccontare un uomo che in quanto autore ha anche lui una storia e dunque ci consegna idee che non nascono nel vuoto, ma trovano ragione e fondamento dentro quella biografia. “Ogni cosa detta è detta da qualcuno”: e qualcuno è Ivan Illich, come qualcuno è l’allievo e amico fraterno che con lui ha condiviso, mangiato, viaggiato, discusso, pensato, litigato.
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È la complessità, baby.

foto di Teasn
Dice: “ma perché su questo blog mai una parola su quello che succede intorno, sull’attualità, sui temi del giorno, sulle questioni su cui devi prendere una posizione?”.
Beh, primo perché di psicoqualcosa che fanno gli opinionisti sono pieni già i teleschermi e la carta stampata. Non c’è talk show, non c’è programma per famiglie, non c’è giornale quotidiano che non abbia il suo elargitore di psicobuonsenso, il suo erogatore professionale di massime definitive.
Poi perché le cose che si possono dire a caldo sono sempre un po’ quelle due o tre: “sono favorevole”, “sono contrario” o al massimo, se sei un Ministro della Repubblica, “possono morire” Continue reading “È la complessità, baby.”