Laura Benedetti: intervista sul “Paese di carta”

La copertina dell'e-book
La copertina dell’e-book

Del romanzo parlai sul blog qualche mese fa. Dopo aver letto il libro ho voluto anche riparlarne con l’autrice.
Laura Benedetti è aquilana e insegna letteratura Italiana alla Georgetown University, a Washington. È autrice di diversi saggi: “Un paese di carta” è la sua prima opera di narrativa.

Massimo Giuliani: Laura, scegli tu come riassumere in poche parole la storia, in modo da farci capire di che si tratta ma anche di non svelare troppo a chi la leggerà.

Continue reading “Laura Benedetti: intervista sul “Paese di carta””

Annunci

Quasi al traguardo! #1000e1storia

tumblr_1000e1Il progetto interattivo narrativo “Le mille e una storia da…” dedicato ad Alex Schwazer, di cui vi ho parlato anche qui, è in dirittura d’arrivo.
Otto autori più un ospite più un illustratore (più Barbara Gozzi che cura il progetto insieme al sottoscritto) proveranno a restituire, diciamo così, profondità e prospettiva a una storia che i giornali e i dibattiti da social network hanno appiattito sulla dimensione “colpevole o innocente”, “eroe o rinnegato”.

Allora la storia sarà rinarrata da Martina Uras, Alessandro Busi, Caterina Morgantini, Luca Casadio, Andrea Ferrari, Francesco Giubilei, Valentina Caselli e dalla stessa Barbara Gozzi. Partecipa il Prof. Roberto Gambari (Ordinario di Biochimica, Università di Ferrara, intervistato su cose di doping e di eritropoietina), illustra Francesco Cattani.
Apre un mio breve scritto, chiude Barbara Gozzi.

Manca davvero poco.
Ma dove si troverà? Si scarica, si acquista, si sfoglia, si clicca, si naviga, si legge, che si fa?
Portate pazienza (anche se qualche dettaglio è svelato qui)…

Contro gli stereotipi

“Il problema degli stereotipi non è che non siano veritieri, ma che sono incompleti”: la scrittrice nigeriana Chimamanda Adichie tenne nel 2009 una relazione dal titolo “I pericoli di una storia unica” alle TED Conference. Raccontò della propria esperienza di bambina cresciuta nella propria cultura e poi giovane donna africana a contatto col mondo anglosassone, e delle conseguenze del fatto che su un popolo si racconti, di solito, una storia standard: non falsa, ma semplicemente parziale.
Le sue parole mi ha fatto tornare in mente, per associazione, un video realizzato nel 2012 da un gruppo di musicisti africani: una campagna umanitaria inventata, Radi-Aid (“Africa for Norway”), che aveva lo scopo di raccogliere caloriferi per i norvegesi in vista del vicino, gelido, Natale. Giocavano in maniera geniale coi modi e i linguaggi di altre iniziative, per inventare una nuova storia in cui erano soggetto, e non più oggetto.
Ecco i due video, ve li consiglio caldamente. Continue reading “Contro gli stereotipi”