La spia che mi taggava (da Bresciaoggi)

Facebook ha reso noto in che modo intende, d’ora in poi, coinvolgere gli iscritti nella discussione circa la normativa sull’utilizzo dei dati, che è una questione che sul social network suscita sempre le paure più irrazionali.
Ne ho parlato su Bresciaoggi di lunedì 26 novembre, nella mia rubrica “Linguaggi della rete”.

Poche cose generano allarme fra gli utenti dei social network come la questione della riservatezza dei dati. Abbiamo già detto come Facebook, nel quale è così dilettevole condividere pezzi della propria vita, finisca spesso proprio per questo per essere vissuto come

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Cani, porci & bufale. Su Bresciaoggi parliamo di “Facebook paranoia”

Lunedì scorso, 28 novembre, la mia rubrica Linguaggi della rete sul quotidiano Bresciaoggi parlava del nuovo allarme virale sull’ennesima presunta violazione della privacy ad opera di Facebook: “Aiuto, i miei post sono visibili su Google!”. Hai voglia a spiegare che sono visibili solo a quelli (amici, amici degli amici) a cui tu li rendi visibili. Se li vede tutto il mondo, è perché hai configurato il tuo livello di riservatezza nel modo più aperto possibile: ma l’hai scelto tu. Ma la “Facebook paranoia” è più tenace del buon senso e delle spiegazioni.

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Diaspora: Zuckerberg siamo noi?

“Diaspora” vuol dire letteralmente “spargere semi”, “disseminare”. E infatti il nuovo social network open source che si propone come alternativa a Facebook non si troverà su svariate di migliaia di server concentrati su alcuni ettari di spazio – come per la creatura di Mark Zuckerberg – ma sarà Continua a leggere “Diaspora: Zuckerberg siamo noi?”