Via dal pensiero magico

montecitorioCome si è sparsa la notizia della sparatoria avvenuta stamattina a pochi passi da Palazzo Chigi, i commenti sui social network si sono polarizzati fra l’ipotesi dello “squilibrato” e quella del disegno occulto e normalizzatore.
Avrete notato come la teoria del disegno occulto funzioni bene Continue reading “Via dal pensiero magico”

Grillo e l’occhio di Dio

grilloHanno praticamente vinto, sono l’ago della bilancia – e forse qualcosa di più – e non penso che sia una catastrofe. Penso che ogni sistema che arriva a un punto di rottura generi soluzioni strane e con un certo grado di approssimazione alla follia e che quello che sta succedendo ora non sia niente di diverso.
Lo premetto per dire che quello che scriverò non è un attacco prevenuto, ma una riflessione su una novità alla quale – proprio perché ha una senso ed è qualcosa con cui fare seriamente i conti – è utile accostarsi con vigile senso critico, per governarla anziché farsene travolgere.
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Usare la rete come la televisione? (da Bresciaoggi)

grillo_americaSu Bresciaoggi nella mia rubrica “Linguaggi della rete” ho pubblicato lunedì 4 marzo l’articolo che trovate riprodotto qui.
Ci tornerò presto su, perché le dichiarazioni di Beppe Grillo di cui mi occupo qui (Grillo si schermisce sul merito del successo del suo movimento, per accreditarlo alla “rete” che “modifica il modo di guardare il mondo”) meritano qualche altra riflessione. C’è parecchio che non mi convince nella retorica delle “elezioni vinte in rete”, e quel che dico qui è che la rete nell’avanzata grillina c’entra solo di striscio.
Ne riparleremo. Continue reading “Usare la rete come la televisione? (da Bresciaoggi)”

Dopo le primarie: che parte hanno i social media? (Da Bresciaoggi)

Questo articolo è uscito lunedì 10 dicembre nella mia rubrica “Linguaggi della rete” su Bresciaoggi.
È possibile, dopo le primarie del centrosinistra, trarre conclusioni sull’influenza dei social media sulla consultazione? Sì, se non ci si aspetta una relazione lineare causa-effetto.
[foto da qui]
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Non chiamatelo assessore

Lo sapete: nel linguaggio di quella peculiare branca dello show televisivo che è la politica, conta, più di quel che si dice, come ci si pone. Il linguaggio non verbale, insomma.
Il che crea problemi quasi insormontabili in un momento in cui il dibattito è invelenito e scorbutico. Infatti il linguaggio non verbale non contempla la negazione: non puoi dire “non mi piace quello”, “non sopporto quell’altro”, “non mi piace la tua faccia”,  Continue reading “Non chiamatelo assessore”

Da Bresciaoggi: butta la casta!

Il 23 luglio scorso nella mia rubrica “Linguaggi della rete”, sulla pagina “Internet & Hi Tech” del quotidiano Bresciaoggi, ho pubblicato questo pezzo. Erano i giorni in cui spopolava la raccolta di firme per il referendum – organizzato dall’Unione Popolare – “per abbassare gli stipendi della casta”.

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Di qua, una campagna per un referendum da fare (sui rimborsi spese dei parlamentari); di là, un pugno di articoli che gettano sospetti sull’utilità dell’iniziativa. Il primo dei due messaggi si diffonde viralmente in rete; l’altro si limita a circolare sulle bacheche di pochi scettici. Continue reading “Da Bresciaoggi: butta la casta!”

Poche storie (2): Le conseguenze della metafora

[leggi gli articoli della serie “Poche storie”]
Quando penso alle metafore non mi viene in mente solo la penna del poeta o le immagini delle canzoni, e guance che sono pesche e labbra come petali e cieli che piangono (per dire che piove). Mi viene in mente l’officina del fabbro, e il ferro incandescente, e le scintille e le martellate vigorose che danno forma al metallo, che cambiano la materia.
Nel “Postino” di Michael Radford, Philippe Noiret / Pablo Neruda spiega a Massimo Troisi / Mario Ruoppolo che la metafora è “quando parli di una cosa paragonandola a un’altra”. Con tutto il rispetto per Neruda, Noiret, Troisi e Radford: io oserei di più. Continue reading “Poche storie (2): Le conseguenze della metafora”

“Avvicinarsi alla complessità”. Intervista a Federica Sgaggio su buoni e cattivi

Del libro “Il paese dei buoni e dei cattivi” di Federica Sgaggio – giornalista, scrittrice, blogger di Verona – si è parlato in rete abbastanza da permettere di farsi un’idea del contenuto.
Il libro è bello e ve lo consiglio. Se vi capita di provare quel senso di asfissia davanti alle categorie binarie del bipolarismo nostrano, le pagine di Federica sono utili a farsi qualche idea su come quell’idea spaccata del mondo sia diventata per gran parte del pubblico il modo più ovvio e a portata di mano di percepire e descrivere la realtà; e su come ciò ha avuto conseguenze sulla nostra convivenza e su quel delicato e prezioso strumento di manutenzione della democrazia che è il giornalismo.
Non ripeto cose già dette e piuttosto vi segnalo articoli utili ad approfondire: su Valigia Blu ne parla Matteo Pascoletti; su Scrittori Precari Jacopo Nacci; su Carmilla Roberto Sturm.
Io avevo qualche domanda da rivolgere a Federica Sgaggio e le ho chiesto di fare una chiacchierata: ne è venuto fuori quello che potete leggere qui di seguito… Continue reading ““Avvicinarsi alla complessità”. Intervista a Federica Sgaggio su buoni e cattivi”

L’Aquila è case, strade, mattoni, ma anche relazioni, senso, tempo. Se non lo si capisce, non si riparte (video).

Ieri sera alle sei nel tendone che in Piazza Duomo a L’Aquila ospita le attività dell’Assemblea Cittadina si è tenuto un incontro pubblico per parlare con gli amministratori locali della situazione di degrado e di abbandono della città. Nell’attesa di una ricostruzione che procede lentamente e in modo parziale, quel che resta dell’Aquila e del suo centro è assediato da erbacce e sporcizia e abbandonato a sé stesso. Quel che si potrebbe salvare ancora dei luoghi simbolo della memoria aquilana marcisce ogni giorno di più.

Mi hanno chiesto di partecipare con un contributo a distanza. Ne sono stato molto felice e ho mandato il video che vedete in questa pagina. Continue reading “L’Aquila è case, strade, mattoni, ma anche relazioni, senso, tempo. Se non lo si capisce, non si riparte (video).”