La Marzano, Tata Lucia e le “terribili semplificazioni” (prima parte)

Torno da alcuni giorni di discussioni on line a proposito della proposta di legge di cui è prima firmataria Michela Marzano, cui seguono Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, Paola Binetti, Pippo Civati e molti altri, per l'”introduzione dell’articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato di istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare”. Scopo della proposta, come spiegato nella premessa, è “contrastare in maniera efficace la diffusione esponenziale dei siti «pro-ana» e «pro-mia» che, attraverso blog e chat, incitano e diffondono comportamenti anoressici e bulimici esaltando l’anoressia e la bulimia come modalità di vita” (il corsivo ce l’ho messo io). Dunque la convinzione che ispira il provvedimento proposto è che determinati siti web “diffondano comportamenti anoressici e bulimici”: che si possa diventare anoressici/che o bulimici/che, insomma, per effetto della diffusione di comportamenti attraverso siti web.
Adesso, facciamo che questa premessa sia sensata. Facciamo che non sia una “terribile semplificazione” e che veramente, i “comportamenti anoressici” siano diffondibili via web. Mettiamoci cioè dalla parte di chi fa la proposta: noi vogliamo combattere i siti pro-ana perché sono pericolosi. Essi diffondono e “promuovono” comportamenti autolesionistici. Continue reading “La Marzano, Tata Lucia e le “terribili semplificazioni” (prima parte)”

Imagine all the iPhones

Ieri, lunedì 17 ottobre, la mia rubrica “Linguaggi della rete” su Bresciaoggi era dedicata alla dipartita di Steve Jobs. Dall’osservazione di quanto scritto nei giorni successivi e delle reazioni di una parte del pubblico emergono spunti interessanti di riflessione: a partire dall’assunzione ad oggetto di culto di un personaggio che non viene dal mondo dello spettacolo o dell’arte (una volta nella vita tocca citare l’Alberoni sociologo: nel cercare di dar conto di questo fenomeno, ho pagato il mio pegno). Ma, pure nel tesserne le lodi, le voci della rete son riuscite nel loro complesso a sfuggire alla tentazione dell’agiografia.
Il pezzo è uscito sul quotidiano col titolo “I blogger e Steve Jobs: tra gratitudine e realismo”: Continue reading “Imagine all the iPhones”