L’informazione e le metafore della paura

Apprendo da Martina Muratore (grazie!) di una ricerca i cui risultati sono stati presentati e discussi il 14 settembre a Padova nel convegno “Immigrazione, paura del crimine e i media: ruoli e responsabilità”. Condotta dal Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova, si è occupata dei pregiudizi degli italiani circa i legami tra flussi migratori e terrorismo (o crimine) e di come l’informazione alimenti tali pregiudizi. Continue reading “L’informazione e le metafore della paura”

Poche storie (2): Le conseguenze della metafora

[leggi gli articoli della serie “Poche storie”]
Quando penso alle metafore non mi viene in mente solo la penna del poeta o le immagini delle canzoni, e guance che sono pesche e labbra come petali e cieli che piangono (per dire che piove). Mi viene in mente l’officina del fabbro, e il ferro incandescente, e le scintille e le martellate vigorose che danno forma al metallo, che cambiano la materia.
Nel “Postino” di Michael Radford, Philippe Noiret / Pablo Neruda spiega a Massimo Troisi / Mario Ruoppolo che la metafora è “quando parli di una cosa paragonandola a un’altra”. Con tutto il rispetto per Neruda, Noiret, Troisi e Radford: io oserei di più. Continue reading “Poche storie (2): Le conseguenze della metafora”

Intervallo

Vogliate scusare la prolungata interruzione delle trasmissioni, dovuta al fatto che il tenutario di questo blog ha impegni di lavoro che spesso lo portano lontano (e non sempre gli permettono di stare lì a domandarsi cosa scrivere oggi), e al fatto che fra un impegno e un commento su Facebook, se trova un attimo, ha anche una vita di cui occuparsi.
Vogliate gradire nell’attesa il cortometraggio “Piccole cose di valore non quantificabile”, Continue reading “Intervallo”