La teoria delle finestre rotte

“Ve lo dico io che in buona parte sono un cazzaro come loro. E lo farò in modo molto diretto: i giovini sono incazzati al punto di sfasciare le madonne perché le scuole puzzano di merda, sopratutto al sud. Perché chi cresce in Calabria o in periferia a Roma o Napoli vede e fa cose che da Perugia in su sono inimmaginabili. Perché ai professori di mezz’età non frega niente di fare un buon lavoro per qualche spicciolo, gli basta di andare in pensione tra un paio d’anni. Continua a leggere “La teoria delle finestre rotte”

Cosa sarà

Ci sono migliaia di persone che ogni mattina si svegliano con un’idea fissa.
Fanno colazione, portano i bambini a scuola, si recano alle loro occupazioni quotidiane con la loro idea fissa.
E nel tragitto non abbandonano per un attimo quell’idea. La portano con sé dovunque vadano, ci pensano mentre lavorano e mentre si riposano, mentre guardano la tv, mentre navigano in internet e mentre leggono un libro. Mentre parlano fra di loro e prima di addormentarsi. Quando gli domandi come stai e quando gli parli d’altro, loro hanno la loro idea fissa e spesso hanno voglia di dirtela. Continua a leggere “Cosa sarà”

Ci si vede a L’Aquila

Il 20 novembre avrei dovuto presentare a L’Aquila (per la seconda volta) il mio libro recente. Abbiamo annullato l’appuntamento: quello stesso giorno in città si svolgerà la grande manifestazione nazionale “L’Aquila chiama Italia”, che vuole tenere accesa la luce sulla città del terremoto e sostenere la legge di iniziativa popolare sulla ricostruzione. Io ci sarò. Continua a leggere “Ci si vede a L’Aquila”