Le metafore dell’integrazione

Vi sarà capitato di leggere la dichiarazione recente di Massimo D’Alema su attentati e immigrazione (è un po’ più articolata delle trascrizioni stringate che si trovano in giro, perciò è utile ascoltarsela nel podcast di Radio Anch’io: puntata del 24/3/2016, dal minuto 14 della parte I).
L’ex ministro degli esteri dice cose particolarmente istruttive nel dibattito sulla questione, perché secondo me sono l’esempio di come continuamente premesse fallaci neutralizzano delle buone idee. Sono anche un esempio di come, al di là della forma e qualche volta delle intenzioni, il discorso dei politici xenofobi e quello dei democratici su convivenza e immigrazione non si differenzi granché.
D’Alema dipinge un bel quadro ma lo mette dentro una cornice vecchia. E curiosamente non si accorge che quella cornice non è abbastanza grande da contenere il quadro: se vuoi quel quadro, tocca metterci una cornice adeguata; se invece vuoi tenerti quella a tutti i costi, allora forse dovresti ridimensionare le aspettative su cosa ci metti dentro. Continue reading “Le metafore dell’integrazione”

L’informazione e le metafore della paura

Apprendo da Martina Muratore (grazie!) di una ricerca i cui risultati sono stati presentati e discussi il 14 settembre a Padova nel convegno “Immigrazione, paura del crimine e i media: ruoli e responsabilità”. Condotta dal Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova, si è occupata dei pregiudizi degli italiani circa i legami tra flussi migratori e terrorismo (o crimine) e di come l’informazione alimenti tali pregiudizi. Continue reading “L’informazione e le metafore della paura”