Beppe Grillo: come ha perso e perché vince

Adesso, seriamente, davvero qualcuno di voi pensa che il 21% del Movimento 5 Stelle sia un tracollo e segni un arretramento o addirittura l’inizio del tramonto politico di Grillo? Dai, per favore. È più di un voto su cinque, per una realtà politica quanto meno eccentrica. È un’enormità. Per quanto consistente, il calo alle europee fa parte del fisiologico assestamento, normale per un fenomeno appena esploso.
Dice: ma il 21 è molto meno delle percentuali che Grillo e i grillino auspicavano alla vigilia. E certo: prima delle elezioni tutti si gioca a fare i tromboni e a millantare cifre più vicine possibile al 100%. Non vi ha insegnato niente Berlusconi? Continua a leggere “Beppe Grillo: come ha perso e perché vince”

Grillo e l’occhio di Dio

grilloHanno praticamente vinto, sono l’ago della bilancia – e forse qualcosa di più – e non penso che sia una catastrofe. Penso che ogni sistema che arriva a un punto di rottura generi soluzioni strane e con un certo grado di approssimazione alla follia e che quello che sta succedendo ora non sia niente di diverso.
Lo premetto per dire che quello che scriverò non è un attacco prevenuto, ma una riflessione su una novità alla quale – proprio perché ha una senso ed è qualcosa con cui fare seriamente i conti – è utile accostarsi con vigile senso critico, per governarla anziché farsene travolgere.
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Usare la rete come la televisione? (da Bresciaoggi)

grillo_americaSu Bresciaoggi nella mia rubrica “Linguaggi della rete” ho pubblicato lunedì 4 marzo l’articolo che trovate riprodotto qui.
Ci tornerò presto su, perché le dichiarazioni di Beppe Grillo di cui mi occupo qui (Grillo si schermisce sul merito del successo del suo movimento, per accreditarlo alla “rete” che “modifica il modo di guardare il mondo”) meritano qualche altra riflessione. C’è parecchio che non mi convince nella retorica delle “elezioni vinte in rete”, e quel che dico qui è che la rete nell’avanzata grillina c’entra solo di striscio.
Ne riparleremo. Continua a leggere “Usare la rete come la televisione? (da Bresciaoggi)”

Dopo le primarie: che parte hanno i social media? (Da Bresciaoggi)

Questo articolo è uscito lunedì 10 dicembre nella mia rubrica “Linguaggi della rete” su Bresciaoggi.
È possibile, dopo le primarie del centrosinistra, trarre conclusioni sull’influenza dei social media sulla consultazione? Sì, se non ci si aspetta una relazione lineare causa-effetto.
[foto da qui]
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Da Bresciaoggi: silenzio, parla Twitter

Il 28 maggio 2012, pochi giorni dopo il ballottaggio per i sindaci di Parma e altre città, sul quotidiano Bresciaoggi è uscito questo mio articolo, per la rubrica quindicinale “Linguaggi della rete”. I social network dovrebbero partecipare al “silenzio elettorale”? Alcune riflessioni e due storie divertenti… Continua a leggere “Da Bresciaoggi: silenzio, parla Twitter”

Obama, Pisapia e la spina nel fianco

Anche ieri (lunedì 27 giugno), sulla pagina “Internet & Hi-Tech” del quotidiano Bresciaoggi, è uscita la mia rubrica quindicinale Linguaggi della rete. Il titolo di questo numero era “La politica e la rete da Obama ai referendum”.
Alcune riflessioni sulle ultime consultazioni italiane, con l’aiuto ancora una volta di un bel libro (Sono le news, bellezza, di Michele Mezza). La Rete ha contribuito a salvare i referendum e all’elezione di candidati sindaci: e adesso? Che fine fa quel patrimonio di persone e di passioni che è stato la novità di questi mesi?

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Pisapia è l’Anticristo (ma non c’entrano i #morattiquotes)

Come tutte le mattine, anche domenica dopo colazione butto un’occhiata alla rete per sapere cosa succede in giro. Trovo una notizia che mi era sfuggita: una nota organizzazione cattolica accusa Pisapia di essere l’Anticristo. A tutta prima mi dico “è uno scherzo di Spinoza“, poi penso che è una tale enormità che qualcuno l’avrà detta di sicuro. Se è possibile pensarla, qualcuno l’avrà detta.
Così mi attacco a Google (“pisapia” + “anticristo”) e trovo un articolo di giovedì 19 sul sito di “Tempi”, la rivista settimanale di Comunione e Liberazione (1). Continua a leggere “Pisapia è l’Anticristo (ma non c’entrano i #morattiquotes)”

Due (un nuovo caso di Timothy Blaise)

Due.
Per quanto si facesse fumare le cervella, non riusciva a trovarne un terzo. Sempre due.
Continuava a camminare per la stanza e a contare fra sé e sé. Camminava e contava. Contava e camminava. Uno, due… due. Niente da fare: non ce n’era un altro.
Tornò verso la scrivania. Guardò la donna seduta e scosse il capo.
“Ma, signora… è proprio convinta?”.
“Le dico che c’è, Blaise. Mi creda. Deve aiutarmi a trovarlo, ne ho bisogno”. Continua a leggere “Due (un nuovo caso di Timothy Blaise)”

Le elezioni e la fisica quantistica (si fa per dire)

Il fatto è che ciascuno di noi è tante cose contemporaneamente. Non è un solo desiderio, un solo progetto, un solo punto di vista, una sola storia.

Foto di Dorian Tireli da www.massj.com
Foto di Dorian Tireli da http://www.massj.com

Ognuno è mille possibilità, mille idee, spesso anche contraddittorie. Ognuno è una impressionante molteplicità di stati, posizioni, prospettive, scopi. Tutti più o meno nello stesso momento.
Poi incontri le persone, entri in relazione, e nel momento cruciale dell’incontro con l’altro accade che quella molteplicità improvvisamente diventi unità: tutte quelle possibilità svaniscono per lasciare il posto a una sola, irriducibile realtà.
Più o meno come accade a una particella subatomica al sopraggiungere dell’osservatore, se la metafora può aiutare.

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