Che cos’è che sa chi sa e che cos’è che sa chi non sa (ma anche che cos’è che non sa chi sa e che non sa chi non sa)

Un paio di fatti a cavallo dell’inizio del 2017 hanno rinvigorito il dibattito sulla pretesa che qualunque punto di vista inesperto e improvvisato possa irrompere nelle discussioni “esperte” con la stessa dignità di chi è competente e titolare di un sapere consolidato.
C’è qualcosa che mi riguarda in tutta la questione, e vorrei provare a dirla. Premettendo un’avvertenza: qui si parlerà (per forza di cose sommariamente, senza essere troppo pedanti) di teorie della conoscenza e di qualche autore in particolare (entrato, suo malgrado, nel dibattito). La premessa è che quel che dirò avrà un valore piuttosto personale, dal momento che ciò che posso dire parte dall’uso che io ho fatto di quelle idee e da quello che esse hanno, nell’arco di venti e passa anni, suggerito a me.
La questione è piuttosto complicata, ma confido che la scansione che ho dato a questo scritto aiuti a mettere le cose in ordine. Parto, dunque.

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Beppe Grillo: come ha perso e perché vince

Adesso, seriamente, davvero qualcuno di voi pensa che il 21% del Movimento 5 Stelle sia un tracollo e segni un arretramento o addirittura l’inizio del tramonto politico di Grillo? Dai, per favore. È più di un voto su cinque, per una realtà politica quanto meno eccentrica. È un’enormità. Per quanto consistente, il calo alle europee fa parte del fisiologico assestamento, normale per un fenomeno appena esploso.
Dice: ma il 21 è molto meno delle percentuali che Grillo e i grillino auspicavano alla vigilia. E certo: prima delle elezioni tutti si gioca a fare i tromboni e a millantare cifre più vicine possibile al 100%. Non vi ha insegnato niente Berlusconi? Continua a leggere “Beppe Grillo: come ha perso e perché vince”

Ma guardate che lui l’aveva detto. L’aveva dettooooo!

Beppe Grillo attraversa a nuoto lo stretto di Messina, per iniziare la campagna elettorale per le elezioni regionaliDopo la cazzata a orologeria di una deputata 5 Stelle che, per informarci che è animalista e perdipiù uno spirito libero, commenta che l’orango non è mica brutto e che Calderoli – incompreso – intendeva certamente fare un complimento alla ministra Kyenge, ritorna l’eccitante dibattito sulla qualità dei rappresentanti del movimento figlio di Beppe Grillo. Anche Andrea Scanzi scrive su Facebook stamattina Continua a leggere “Ma guardate che lui l’aveva detto. L’aveva dettooooo!”

Grillo e l’occhio di Dio

grilloHanno praticamente vinto, sono l’ago della bilancia – e forse qualcosa di più – e non penso che sia una catastrofe. Penso che ogni sistema che arriva a un punto di rottura generi soluzioni strane e con un certo grado di approssimazione alla follia e che quello che sta succedendo ora non sia niente di diverso.
Lo premetto per dire che quello che scriverò non è un attacco prevenuto, ma una riflessione su una novità alla quale – proprio perché ha una senso ed è qualcosa con cui fare seriamente i conti – è utile accostarsi con vigile senso critico, per governarla anziché farsene travolgere.
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Usare la rete come la televisione? (da Bresciaoggi)

grillo_americaSu Bresciaoggi nella mia rubrica “Linguaggi della rete” ho pubblicato lunedì 4 marzo l’articolo che trovate riprodotto qui.
Ci tornerò presto su, perché le dichiarazioni di Beppe Grillo di cui mi occupo qui (Grillo si schermisce sul merito del successo del suo movimento, per accreditarlo alla “rete” che “modifica il modo di guardare il mondo”) meritano qualche altra riflessione. C’è parecchio che non mi convince nella retorica delle “elezioni vinte in rete”, e quel che dico qui è che la rete nell’avanzata grillina c’entra solo di striscio.
Ne riparleremo. Continua a leggere “Usare la rete come la televisione? (da Bresciaoggi)”