Lucertole a New York


Per un periodo, dunque, ho scritto su questa rivista di musica che si chiama “Late for the Sky”. Un paio d’anni durante i quali firmavo a fianco ad alcuni dei miei giornalisti preferiti, e mi sono tolto lo sfizio di parlare di alcuni dei miei musicisti preferiti.
I Lounge Lizards sono un gruppo che ho amato fortemente, insieme ad altri musicisti che negli anni Ottanta consideravamo “avanguardia” e che insegnavano che i generi sono cornici dalle quali si può saltare fuori.
Negli anni successivi, quando cercavo di capire quella bestia strana che mi dicevano chiamarsi postmoderno, ho pensato spesso a loro e a tutti gli altri.
Questo è quello che scrissi sul numero 43 (1999) della rivista.

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