Cinque (più una) bancarelle di e-book su Tarantula! (In collaborazione con Streetlib.com)

Sta succedendo una cosa importante che fa saltare sulla sedia quanti hanno a cuore i libri e in particolare l’editoria digitale (che, ricordo, non significa soltanto e-book ma anche tutte quelle possibilità che si aprono con la stampa digitale: ne parleremo).

Grazie a Streetlib.com, partner di Durango Edizioni (e di altre imprese digitali che mi coinvolgono) per la distribuzione nelle librerie online, Tarantula diventa anche un punto vendita di e-book. Continua a leggere “Cinque (più una) bancarelle di e-book su Tarantula! (In collaborazione con Streetlib.com)”

“È nuovo, dunque è buono” (ti piace vincere facile, eh?)

Non è che non mi accorga che da una delle due parti è pieno di gente che intossica la discussione con argomenti infami e che preferisce al confronto l’attacco ad personam. Mi è evidente eccome. Però nemmeno dall’altra parte mi aiutano a nutrire la speranza che fra tanti anni non ricorderò questa campagna referendaria come la più tossica alla quale abbia assistito.
Trovo insopportabili e, se usati deliberamente, poco corretti alcuni degli argomenti che vanno per la maggiore in queste settimane. Anch’io preferisco le buone maniere alla bava alla bocca di tanti che hanno in antipatia il governo e gli autori della riforma: ma, per fare un  esempio, chiedere all’avversario di rispondere del fatto che dalla sua parte voteranno un sacco di persone deplorevoli – mettendo nella categoria neofascisti, grillini, Berlusconi e non so chi altro – non è molto ragionevole. Per la precisione, è un modo di procedere che chi si occupa di retorica chiama falso dilemma. Continua a leggere ““È nuovo, dunque è buono” (ti piace vincere facile, eh?)”

Quanto c’entra Dylan con la letteratura (da uno a due)?

Al giudice saggio furono portati i due litiganti. Il primo disse “Dylan non è proprio letteratura, dargli il Nobel è inopportuno!”. Egli ascoltò molto attentamente e commentò: “Tu hai ragione”.
Poi ascoltò il secondo: “Dylan è il più letterario dei cantanti rock, il suo Nobel è dovuto”, e di nuovo commentò: “Tu hai ragione.”
A questo punto un osservatore esclamò: “Eccellenza, non possono avere ragione entrambi!”. Il giudice saggio ci pensò sopra un attimo e poi, serafico: “Hai ragione anche tu”.
(Citazione a memoria, forse non era proprio così)

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Tutti abitanti di un paese di carta

Per cominciare dichiaro la mia totale inadeguatezza a scrivere una vera recensione di questo libro: troppe sono le cose passate e presenti (molte delle presenti sono in quelle pagine) che mi legano all’autrice e in vari modi alla storia che racconta. unpaeseNon è casuale, per esempio, che soltanto oggi riesca a raccontarvi del libro, dopo averlo smarrito e ritrovato, e poi smarrito ancora e ritrovato un’altra volta, nei miei spostamenti fra una città e un’altra. E non solo per deformazione professionale tendo a pensare che le vicissitudini del volume che ho avuto fra le mani per la prima volta poco più di un anno fa c’entrino con quello che lega me ad alcuni dei personaggi della storia, tesi fra due luoghi e fra appartenenze molteplici. Continua a leggere “Tutti abitanti di un paese di carta”

Parlando di sessismo su Facebook

Parto dal post di Costanza Jesurum e da uno status di Marco Tarantino che mi sembrano parlare di due aspetti opposti e complementari di questo dibattito recente, per cui entrambi necessari a un processo che vedo in corso. I social network hanno posto il problema dell’esistenza di un certo atteggiamento diffuso che chiamiamo “sessismo”: lo hanno fatto emergere non tanto perché hanno messo sotto il riflettore comportamenti e politiche, ma soprattutto perché hanno messo sotto il riflettore noi che scriviamo e pensiamo. Continua a leggere “Parlando di sessismo su Facebook”

Il zen outside: intervista con Folco Orselli e Claudio Sanfilippo

La scorsa settimana sul palco di AlParco di Verolanuova (BS), nello splendido Parco Nocivelli, avevo ascoltato Claudio Sanfilippo. Questa domenica ero pronto per il concerto di Folco Orselli e poco prima di partire sono venuto a sapere che ci sarebbe stato anche Claudio. Il concerto è stato ancora più emozionante seguito vicino a Claudio – che di Folco è amico da sempre – ascoltandolo commentare con emozione le canzoni del collega. Il quale gli ha anche lasciato il palco per il tempo di tre canzoni, per il piacere di chi, fra il pubblico, è riuscito a cogliere il valore di quello che stava accadendo.
Trovarli entrambi mi ha dato l’occasione di poter registrare, alla fine, questa lunga chiacchierata per il blog, seduti fino ben oltre la mezzanotte con qualche birra e l’odore del sigaro di Claudio.
Complimenti a Elena Panzera per il gran lavoro che fa per portare nella bassa ogni estate una grande quantità di eventi come questi. Grazie a Serena per la registrazione e per le foto.
E grazie a Claudio e a Folco per l’enorme regalo di questo tempo passato insieme a parlare di faccende che ci stanno a cuore. Sono due tra i musicisti che, per quanto mi riguarda, hanno fatto le cose più preziose di questi ultimi anni nella canzone d’autore italiana: poter condividere questo tempo con loro è stato un grande onore. Un altro motivo di gratitudine è nel fatto che questa conversazione mi ha chiarito ancora meglio alcune delle ragioni per cui la loro Milano, orami da parecchi anni, è una delle città in cui mi sento a casa.

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