“Non puoi improvvisare sul niente…”

45-cover-impro-def“…devi improvvisare su qualcosa”, ammoniva Charlie Mingus.
Ho scelto questa frase per aprire questa raccolta di scritti pubblicati online tra il 2007 e il 2016, perché certe questioni che sono rilevanti nella musica a volte lo sono anche nella psicoterapia: che – insisto – è una forma d’arte almeno quanto l’arte è una forma di terapia.
“Non puoi improvvisare sul niente” (già distribuito a luglio in anteprima agli iscritti alla newsletter del mio sito professionale) apre “I Quarantacinque”, una collana di materiali divulgativi sulla psicoterapia.
Si scarica (al momento gratis, poi vediamo) dal mio sito e dalla bancarella di psicologia di Tarantula: precisamente qui.

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Sui casi di bambini cosiddetti “dimenticati” in auto

Sulle discussioni seguite al nuovo caso di bambino morto in auto sotto il sole ho scritto questo sul mio blog “professionale”.

Ieri sera, uscito dalla metropolitana, ho realizzato che avevo viaggiato senza timbrare il biglietto all’ingresso. Me ne sono accorto perché alla mattina ho un certo numero di biglietti in tasca e, come ne timbro uno, lo trasferisco in un’altra tasca per non fare confusione. Ieri sera avevo un biglietto di troppo nella tasca di destra. Se fossi stato fermato da un controllore, avrei avuto fino all’ultimo la certezza di avere un biglietto in regola, e sarei rimasto molto sorpreso di non avere nella tasca di sinistra il biglietto giusto.
Avrei scoperto prima la disattenzione se fossi dovuto passare attraverso un tornello per prendere il mezzo, ma nella metro della mia città si entra e si esce liberamente.
Non ho “dimenticato” di regolarizzare il biglietto: piuttosto “ricordavo” erroneamente di averlo fatto. Com’è possibile? L’ho fatto migliaia di volte, e solo nella giornata di ieri l’avevo fatto altre cinque. Non c’era ragione per cui non lo avessi fatto la sesta.
Adesso molti di voi avranno capito dove vado a parare, sebbene la sproporzione tra il mio fatterello e quello di cui si parla sia scandalosa: come si può paragonare il mio biglietto al bambino “dimenticato” in auto? [leggi “Gli automatismi quotidiani che possono uccidere”]