Torna “Mettiamoci una pezza”

Chi frequenta questo blog sa chi è Animammersa e in quanti modi è attiva dall’aprile del 2009, quello in cui L’Aquila venne giù.
Sta per finire il quinto anno da allora, e Animammersa torna con “Mettiamoci una pezza”, dopo l’edizione del 2012 che vide realizzare nel centro storico dell’Aquila un immenso esperimento di urban knitting.
Vi lascio alle parole di Animammersa: Continua a leggere “Torna “Mettiamoci una pezza””

Il risveglio

È da un bel po’ che ho smesso di raccontarvi dei miei viaggi a L’Aquila perché a un certo punto è stato necessario, per molte ragioni, che quello che riportavo ogni volta con me tornasse ad essere una questione privata.
Sono passati più di quattro anni dal terremoto, e per la prima volta torno a casa con fotografie di cantieri aperti, di gru svettanti, Continua a leggere “Il risveglio”

Regalo di Natale

Ho passato alcune ore a L’Aquila dopo Natale. Ogni tanto mi capita di andare a occuparmi di cose di famiglia e di faccende da risolvere in quella città, e stavolta ho colto l’occasione di alcuni giorni di pausa dal lavoro per fare un salto. Avevo poco più di un’oretta libera dagli impegni che mi avevano portato lì, e ho pensato di utilizzarla per fare un salto in centro a comprarmi una piccola scorta di torrone. Fra parentesi: il torrone di lì è di una bontà smodata, e secondo me – anzi, non solo secondo me – batte di gran lunga le capitali riconosciute del torrone. Continua a leggere “Regalo di Natale”

Forme di vita incontrollabili

Alla fine del post precedente ti avevo promesso che ti avrei raccontato qualcos’altro del mio ultimo viaggio aquilano (per farlo mi aiuta Francesco Orifici con le sue foto: si è preso la briga, dopo il terremoto, di tornare negli angoli che aveva fotografato in tempi migliori, per comporre questa galleria di “prima / dopo”; grazie Frank!). Ti avevo raccontato della riapertura un pezzetto alla volta del centro storico: fermo, in coma, silenzioso e lugubre ma restituito alla vista e alla manutenzione dei ricordi di quanti ci hanno vissuto. Continua a leggere “Forme di vita incontrollabili”

Cento mercoledì

Arrivai a L’Aquila con mia moglie tre giorni dopo il terremoto di lunedì 6 aprile 2009. Era il giovedì prima di Pasqua. Raccontai qui quello che vedemmo e quello che sentimmo, ammesso che fosse qualcosa che si può raccontare: per quanto sia difficile rendere l’idea delle crepe e delle macerie, di una città in cui i soli esseri umani che si incontravano per strada erano quelli in divisa o gli ultimi abitanti che trascinavano i loro trolley verso la macchina per andarsene, non esiste la possibilità di raccontare il silenzio che circondava tutto. Continua a leggere “Cento mercoledì”

Cosa sarà

Ci sono migliaia di persone che ogni mattina si svegliano con un’idea fissa.
Fanno colazione, portano i bambini a scuola, si recano alle loro occupazioni quotidiane con la loro idea fissa.
E nel tragitto non abbandonano per un attimo quell’idea. La portano con sé dovunque vadano, ci pensano mentre lavorano e mentre si riposano, mentre guardano la tv, mentre navigano in internet e mentre leggono un libro. Mentre parlano fra di loro e prima di addormentarsi. Quando gli domandi come stai e quando gli parli d’altro, loro hanno la loro idea fissa e spesso hanno voglia di dirtela. Continua a leggere “Cosa sarà”

L’Aquila e i “minuti particolari”

Due psicologi di Baltimora condussero un curioso esperimento. Parcheggiarono ai lati della strada due auto identiche: una di esse aveva un finestrino rotto. Nel giro di pochi giorni quella col finestrino rotto era stata completamente distrutta dai vandali del quartiere, l’altra era rimasta integra.
Un finestrino rotto è un finestrino rotto. Ma se è rotto anche domani, e dopo domani, è un segno di abbandono. E allora poco male se rompo anche l’altro, e poi se sfondo il cofano, e se taglio le gomme. E così via. Continua a leggere “L’Aquila e i “minuti particolari””

Dopo L’Aquila, parte V: Resilienza

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La resilienza, in fisica, è quella capacità di certi materiali di resistere a sollecitazioni straordinarie.
In psicologia è diventata una metafora della capacità di individui o gruppi di reggere l’impatto di traumi di particolare severità, sviluppando risorse insospettate e addirittura creative.

Ci pensavo mentre giravo domenica mattina alle otto in quella parte (deserta, e non solo perché erano le otto della domenica) di Corso Vittorio Emanuele, a L’Aquila, nella quale hanno da poco aperto al passaggio pedonale un percorso fra due file di transenne di sicurezza. L’Aquila resiliente.

“Perché, c’è scelta?”, mi dice Manuela: “O la resilienza o la follia“. Continua a leggere “Dopo L’Aquila, parte V: Resilienza”

Dopo L’Aquila (IV), speciale G2: due notizie buone e una no.

Adriano Di Barba

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Dunque, ristabilito l’ordine momentaneamente turbato dalla conviviale rimpatriata dei capi di stato, abbiamo finalmente celebrato fra L’Aquila e Coppito l’atteso G2, l’incontro al vertice tra il sottoscritto e Adriano Di Barba da tempo auspicato, programmato, rinviato e finalmente avvenuto domenica 12 luglio.
Consiglio a tutti di farsi un giro per le zone disastrate accompagnati da un esperto che sa cosa guardare (Adriano è un ingegnere e per di più ha una lunga esperienza tra Friuli e Basilicata). Da domenica ne so di più su cose come i “giunti sismici” (così come nei giorni precedenti, osservando a fianco di un’altra guida alcuni crolli nei paesi, mi ero fatto una cultura Continua a leggere “Dopo L’Aquila (IV), speciale G2: due notizie buone e una no.”

Dopo L’Aquila, parte III: A che serve l’informazione?

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Sono tornato a tarda sera da L’Aquila (ultima tappa di un breve viaggio che ha toccato la costa adriatica, fra gli sfollati aquilani, e alcuni piccoli centri della Valle Subequana), e sto pensando allo scarto tragico fra quello che ho visto e sentito raccontare e quello che si capisce dai media.
Ora, scusa se la prendo alla lontana… Continua a leggere “Dopo L’Aquila, parte III: A che serve l’informazione?”