Il cantautore, il web e Repubblica (e l’acqua calda)

Allora, partiamo dal presupposto che io a De Gregori gli voglio bene come a pochi altri cantanti italiani.
Dico di più: è uno dei pochissimi (ma proprio pochi: stanno veramente sulle dita della mano di uno spaccalegna distratto) che quando parlano in una intervista non mi viene da dire “ma perché non tace e non va a suonare, che è meglio?”. Nel senso che non c’è una volta che non dica cose di peso specifico cospicuo, o che parli tanto per parlare. Ai tempi della radio mi capitò di intervistarlo e fu uno dei momenti più alti della mia trascurabile carriera. Continua a leggere “Il cantautore, il web e Repubblica (e l’acqua calda)”

È che quando se ne va uno come Clarence Clemons, non se ne va da solo.

Ho amato alla follia quel suono e poi gli ho voltato le spalle sdegnosamente. Intendo quel suono ossuto e nervoso come il corpo di Bruce dei concerti del 1978 e massiccio come la figura di Clarence “Big Man” Clemons.
Ero a Milano, allo stadio Meazza, nel giugno del 1985, per quella serata che attendevamo da una vita e che in qualche momento eravamo arrivati a pensare di non meritarci più: un concerto di Springsteen e della E Street Band in Italia. Erano i giorni di Born in the U.S.A., l’album che dal titolo faceva il verso a Born to Run e che pure rappresentava il punto più distante dal lirismo del Boss degli anni Settanta. Continua a leggere “È che quando se ne va uno come Clarence Clemons, non se ne va da solo.”

Forum e L’Aquila: è solo fiction, dunque è vero

In una puntata di Forum, su Canale 5, una donna chiama in causa il marito, separato, e rivendica la somma di venticinquemila euro. Sono aquilana, dice, terremotata, ho bisogno di quei soldi per riaprire il mio negozio di abiti da sposa. Tutta la città è ricostruita, tutti hanno giardino e garage, ringrazio il governo, le imprese ricominciano a lavorare, manchiamo all’appello solo io e i miei abiti da sposa. Pensate che avevo capi pronti per delle coppie che poi sono morte, o hanno rinviato la cerimonia. Continua a leggere “Forum e L’Aquila: è solo fiction, dunque è vero”

Però suona bene

Certe espressioni finiscono per godere di una certa diffusione nel linguaggio dei giornali e dei politici, che sempre più sembra una catalogo di frasi standard sufficientemente compendiose e stringate da farci un titolo di due righe.
Se rispondono a certi requisiti, poi, risultano abbastanza convincenti da diventare categorie di osservazione della realtà. Tali requisiti sono svincolati da qualunque costrizione di senso e Continua a leggere “Però suona bene”

Reductio ad Berlusconium

Ringrazio l’amico che giorni fa, nel corso di una amena conversazione su Facebook sui tira e molla della ministra Carfagna, attribuendomi generosamente qualche competenza sui moti dell’animo umano, mi chiedeva di illuminarlo circa il fatto che un personaggio sbeffeggiato fino al giorno prima diventasse improvvisamente stimabile agli occhi degli stessi che lo avevano detestato. Continua a leggere “Reductio ad Berlusconium”

OUT Facebook: L’Aquila. Il terremoto raccontato dagli “status” (1)

Aggiornamento 30/7/09: la seconda parte del post è qui!

OUT Facebook è un’idea nata conversando con Maddalena Mapelli e altri amici vicini al blog Ibridamenti.
Nei messaggi pubblicati quotidianemente in Facebook c’è una quantità di informazione sparpagliata e pertanto inutilizzabile. È nato allora O.U.T. (Organizzatore Umano Tematico) per raccogliere e mettere a disposizione questa informazione “dal basso”.
Dopo il primo esperimento di OUT Facebook dedicato alle recenti elezioni europee, ho provato a raccogliere gli “status” di alcuni utenti Facebook per ricostruire una cronaca del terremoto della notte del 6 aprile attraverso le parole degli aquilani. Di materiale sul sisma in Facebook ce n’è in quantità, ma scorrere gli “status” è interessante perché proprio attraverso questi brevi messaggi – che potevano essere inviati anche via cellulare dalle tendopoli o comunque senza avere a disposizione un pc – si è tessuta sin dalle prime ore una rete di comunicazioni e di informazioni fra i terremotati e fra loro e il mondo esterno.

Questa è la prima parte del lavoro: ci sono messaggi pubblicati da gennaio fino al 10 aprile. Le scosse sempre più forti, gli allarmi, la paura, i dubbi sugli annunci rassicuranti delle istituzioni, le ore successive alla distruzione raccontati da sette amici con cui sono in contatto su Facebook (che ringrazio e a cui mando un saluto nell’attesa di incontrarli o riincontrarli).

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Dopo L’Aquila, parte III: A che serve l’informazione?

[Clicca qui per gli altri post della serie “Dopo L’Aquila”]

Sono tornato a tarda sera da L’Aquila (ultima tappa di un breve viaggio che ha toccato la costa adriatica, fra gli sfollati aquilani, e alcuni piccoli centri della Valle Subequana), e sto pensando allo scarto tragico fra quello che ho visto e sentito raccontare e quello che si capisce dai media.
Ora, scusa se la prendo alla lontana… Continua a leggere “Dopo L’Aquila, parte III: A che serve l’informazione?”