La decisione incomprensibile del cosiddetto servizio pubblico di cancellare dal palinsesto di Rai5 il programma di Carlo Massarini lascia un vuoto che rimbomba. Le ragioni di rimpiangere quello spazio di informazione musicale sono ancora più convinte dopo un episodio recente: il passaggio sanremese di Ezio Bosso.

Bosso è un musicista interessante e dall’attività poliedrica, anche se dalla discografia esigua: a molti sarà capitato di ascoltare la sua musica senza sapere che si trattasse di lui. Dopo che Carlo Conti l’ha portato sul palco dell’Ariston parecchie persone ricorderanno certamente il suo nome (e ricorderanno la carezza del presentatore e la lacrima della violinista in primo piano, insomma). Peccato che nei giorni successivi, digitando in Google “Ezio Bosso Sanremo” quasi tutti i contenuti che si reperivano parlassero del “pianista che commuove l’Ariston”, di “fragilità che vince sulle difficoltà” e così via. Tutto, basta che non si parli di musica.

Qualche settimana prima, proprio nella puntata dei saluti (definitivi, pare al momento, nonostante una petizione che ha raccolto decine di migliaia di firme), Carlo Massarini aveva intervistato il pianista compositore a “Ghiaccio Bollente”.
Massarini introduce l’artista ripercorrendo tappe della sua vita, compresa la SLA: la malattia è nominata esplicitamente da subito, e sarà presente nella conversazione. Eppure non c’è niente di patetico e di sentimentale, niente lacrime, niente carezze e niente storie edificanti: la malattia emerge come parte della storia anche artistica di Ezio Bosso, e ne intuiamo persino l’influenza sul personalissimo rapporto fisico che ha col pianoforte. Vediamo un artista che fa il suo mestiere, e lo fa non nonostante o contro quel che gli è capitato nella vita, ma anche con quella roba là.

Ecco, senza questo rispetto e questa attenzione alla musica e alle persone che la fanno, la musica in tv rimane un puro fatto di costume, o al massimo un gioco di società che consiste nell’ascoltare in fretta una canzone e votarla entro l’ora stabilita. Che va benissimo, ma ci sono anche altre possibilità, alle quali la Rai con la sua decisione inspiegabile (e mai spiegata, in effetti) decide di rinunciare.

Se volete, ecco l’intervista di Massarini a Bosso. La pubblico grazie a Arvedos Piana, che l’ha condivisa pubblicamente sul proprio diario Facebook.

 

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