Rèclame!

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Vi dissi che la ragione per cui il blog è aggiornato meno di frequente di prima è la nascita di Durango Edizioni, una creatura nata a giugno e per la quale io e Marisa abbiamo cominciato a lavorare ben prima. Intorno a noi un po’ di amici aggiungono le loro idee e ci aiutano a fare progetti.
Questo post è per annunciare che Durango va al suo primo festival letterario! Passeremo tre giorni (da venerdì 9 a domenica 11 ottobre) a Volta La Carta, l’appuntamento dell’Aquila con la letteratura e l’editoria indipendente, arrivato alla terza edizione: sebbene con la carta Durango c’entri poco, perché si dedica con passione a pubblicare libri digitali e lo fa seguendo dei princìpi che si è dato da subito.

Così, colgo l’occasione per raccontarvi cosa ha combinato Durango finora, e per ricordarvi di sostenere questa piccola realtà. Come si sostiene una casa editrice? Il primo modo che mi viene in mente è comprare il suo libri: e il fatto che quelli di Durango siano bellissimi, combinato col fatto che li trovate (sul sito di Durango ma anche in tutte le librerie online, grazie alla distribuzione capillare di Streetlib, un gruppo di lavoro straordinario con cui è molto bello lavorare) a un prezzo che non supera mai i 4,99, dovrebbe aiutare.

A Volta la Carta presenteremo venerdì 9 ottobre alle 18,15 il romanzo di Luca Casadio “1965 Utopia Parkway”, che ha inaugurato il catalogo degli e-book di Durango nello scorso giugno.
Seguivo da sempre l’attività di narratore di Luca Casadio, psicologo e appassionato di letteratura. Quando ha deciso di rischiare il suo libro più bello e più completo per l’esordio di Durango, ne sono stato molto felice.
Siccome Durango cerca di vivere a cavallo fra il mondo digitale e il mondo fisico, incontreremo ancora Luca anche dopo la presentazione a Volta La Carta: il 31 ottobre sarà a Brescia o a Milano – ci stiamo lavorando – non solo per presentare il romanzo ma anche per un incontro seminariale-laboratoriale (insomma, si pensa e si lavora) su storie e cura. State all’erta, dunque.

Insieme a quello di Luca, Durango ha pubblicato in giugno l’e-book di Massimo Schinco “Siamo sognati a nostra volta”.
copertina_mschinco2Massimo è un terapeuta di Cuneo e un musicista amatoriale (da violinista suona nell’Orchestra Sinfonica Amatoriale Italiana): il suo campo è compreso fra la relazione terapeutica, i sogni, la creatività.
Ho scoperto – ma non mi ha sorpreso – che il suo e-book è apprezzato anche da chi lo legge da non addetto ai lavori. Non solo per professionisti dell’aiuto, insomma.
Lo scorso 19 settembre Durango ha organizzato insieme a Fondazione Eris un workshop condotto da Art Funkhouser (analista junghiano, americano ma di casa a Berna) e Massimo Schinco dal titolo “Sogni e resilienza”. Un bellissimo incontro e, per tutti i partecipanti, un’esperienza molto forte.

Massimo Schinco e Art Funkhouser a Milano, 19 settembre 2015:
Massimo Schinco e Art Funkhouser a Milano, 19 settembre 2015: “Dreams and Resilience”

Terza pubblicazione, arrivata anch’essa prima dell’estate, è la nuova edizione dell’e-book “Il primo terremoto di Internet” che io stesso curai nel 2012.
copertina_giulianiÈ la storia di come la rete – i blog, i social network – raccontò il prima, il durante e il dopo del terremoto dell’Aquila e di come i media ufficiali distorcevano i fatti e inventavano una città ricostruita che non c’era.
La nuova edizione per Durango comprende anche una intervista a Ranieri Salvadorini, che aggiorna la storia raccontata nell’e-book al processo alla Commissione Grandi Rischi.

L’uscita di settembre ha una storia incredibile. Ero da tempo sulle tracce di Maurizio Angeletti, chitarrista acustico storico della scena milanese a cavallo fra gli anni 70 e 80. Sapevo che da molti anni si dedicava alla fabbricazione di aquiloni, e seguendo gli aquiloni su Google arrivai a un indirizzo di posta elettronica che poteva essere il suo. Nel 1983 aveva pubblicato un libro importante, “American Guitar”, che volevo assolutamente ripubblicare. Lo trovai a quell’indirizzo, ci parlammo, ci trovammo subito in sintonia e qualche ora dopo stavamo lavorando non solo su quel progetto ma su molti altri.
copertina_AngelettiSu “American Guitar”ci stiamo lavorando, e nel frattempo è uscito “Homecoming”: un libro autobiografico che parte dagli anni milanese di Maurizio, dagli incontri di quel periodo alla partecipazione alla Treves Blues Band fino ai concerti con i maestri della chitarra americana (Robbie Basho e John Fahey in particolare), per poi riflettere su questioni che hanno a che fare con la musica, il linguaggio e il mestiere del musicista.
È un libro straordinario, e per quanto mi riguarda è stata un’esperienza formidabile quella di lavorarci con Maurizio. Anche faticosa, perché abbiamo voluto fortemente che il supporto digitale non fosse soltanto un’alternativa più leggera alla carta: “Homecoming” è pieno di foto incredibili (per le quali un libro di carta vi sarebbe costato come una cena da Gualtiero Marchesi) e di link a file audio e video per l’occasione rispolverati e montati da Maurizio. Un’esperienza di lettura eccitante e la possibilità di rivedere al lavoro un musicista importante. Non avete idea di che orgoglio sia per Durango far parte di tutto questo.

alteridentità_coverMentre vi scrivo è agli sgoccioli il lavoro sul quinto titolo del catalogo: se tutto va bene, uscirà a giorni “Alteridentità” curato da Ada Piselli. Otto autori (psicologi, fotografi, architetti, ricercatori: più, naturalmente, Ada) scrivono di luoghi, tecnologie, identità. Ada cuce gli interventi con una chiave molto personale: quando ho visto il lavoro terminato l’ho trovato entusiasmante, e tutti noi di Durango aspettiamo di vedere che effetto farà a voi.

E dunque, Durango conta ormai quattro collane: “Romance in Durango” (la collana dedicata a storie, romanzi, racconti brevi), “Lavorare il mondo” (pratiche, riflessioni e conversazioni dal lavoro di professionisti delle scienze umane), “La città e la metropoli” (uno sguardo su macrosistemi, cultura, convivenza, appartenenze, luoghi e non luoghi) e “Blues in D” (la collana sulla musica e i musicisti).

Il sito sta qui e il blog con estratti, interviste, articoli e anticipazioni lo trovate qui.
Grazie a tutti e spero di rivedervi a Durango.

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