La strada per Durango

Per quelli che erano preoccupati della lunga assenza del ragno: c’erano ragioni. Per le stesse ragioni forse non si farà vedere tanto in giro nemmeno nel prossimo futuro, ma non temete per la sua salute.
Quello che ora, come si vede dall’apertura, Tarantula vuole festeggiare, è un progetto in cui il sottoscritto è stato impegnato negli ultimi, densissimi mesi, e nel quale non vi sarà difficile vedere la continuità con questo blog e con molte altre cose fatte in questi anni: questo è il progetto, che due giorni fa ha avuto il suo battesimo ufficiale in rete.

Ecco, sai quelle idee a cui lavori tanto tempo e che quando si concretizzano dici “ma quando è cominciato tutto questo?”. Cioè: non ricordo precisamente il momento in alcuni mesi fa ho detto “è ora” e in cui abbiamo cominciato a lavorarci, ma so che l’idea di Durango Edizioni era lì ad aspettare da anni, anche se senza questo nome e senza molte altre cose che oggi ne fanno quello che è. Da parecchio raccoglievo informazioni e contatti perché prima o poi avrei messo insieme la mia passione per la scrittura, quella per certi temi e per la disciplina di cui mi occupo, e il fatto di vivere da quasi venti anni in mezzo ai media digitali. E forse un altro elemento che viene da ancora più lontano: l’attitudine coltivata in quegli anni in cui parlavamo dai microfoni delle radio e scrivevamo articoli che impaginavamo la notte per pubblicare le fanzine che vendevamo per corrispondenza.

Non ricordo precisamente in che giorno è cominciata, dicevo: forse perché un momento “x” non c’è; ma mi ricordo ogni passo della strada percorsa e tutto quello che c’è stato da fare e che ho scoperto strada facendo. So che è stata una fortuna che non avessi le idee chiare all’inizio, perché avrei detto “non posso farcela; nessuno può farcela”.
Ma intanto c’era l’entusiasmo degli autori, già reclutati e al lavoro: c’era Luca Casadio, che mi aveva sorpreso con la proposta di giocarsi con Durango 1965 Utopia Parkway, il suo ultimo romanzo al quale teneva particolarmente; c’era Massimo Schinco, che avrebbe ripubblicato per Durango un e-book (Siamo sognati a nostra volta) che insieme avevamo curato in un altro contesto e che non era più disponibile ai lettori. E c’era Marisa, che dall’inizio ha condiviso l’idea che fosse cosa buona e ha deciso di buttarcisi e di lavorare con me per Durango.

Dall’inizio hanno garantito il proprio supporto, hanno incoraggiato, hanno consigliato, Ada Piselli e lo stesso Massimo Schinco. Venivamo da alcune belle esperienze insieme, e anche qui hanno finito per avere un ruolo determinante. Alcune delle decisioni più importanti sono state prese con loro, o comunque hanno preso forma attraverso il confronto con loro. Se dico che senza di loro non ci sarebbe Durango, non esagero. Certamente non ci sarebbe oggi.

Altri amici (Marialuisa Menegatto e Felice Di Lernia) ne hanno accolto con tale coinvolgimento la nascita che ho chiesto anche a loro di star vicini alla creatura e di aiutarmi ad arrivare dove non riuscivo da solo. Soprattutto a scoprire autori e realtà che potrebbero piacere a Durango e alle quali Durango potrebbe essere utile. Trovate tutti nel “Board of advisors” di Durango. Con ciascuno sono già al lavoro su nuovi progetti.

Il “motto” del sito: “Libri digitali & eventi in carne e ossa” sta a significare che vorremmo superare la dicotomia fra digitale e “reale”, e fare in modo che i libri continuino con esperienze e incontri nel mondo fisico, e che questi abbiano un seguito “immateriale” negli e-book.

Durango Edizioni ha iniziato la propria attività venerdì 5 giugno, con la pubblicazione del romanzo di Luca Casadio (impreziosito da una serie di foto in bianco e nero e dalla copertina di Antonella Passani) e di quello di Massimo Schinco (si parla di psicoterapia, di sogni, di metafore: è un libro denso, ma vi assicuro che non esistono ragioni insuperabili per le quali possa essere letto solo da addetti ai lavori).

Qua sta il sito. Potete acquistare gli e-book dalle rispettive schede, oltre che dalle librerie online (che nel sito trovate indicate).
Qua sta il blog, dove trovate articoli e interviste sui titoli pubblicati.
Qua sta la pagina Facebook.
Qua sta il profilo Twitter.

Ultima cosa: ma perché “Durango”?
Questo lo trovate raccontato nel prossimo post.

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One thought on “La strada per Durango

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