E insomma, sono sparito per un po’ anche per tenere questa relazione al Festival della Complessità, che quest’anno non si svolge in un posto solo, ma è diffuso e “a km zero”, e lo scorso 7 luglio passava per l’Università Milano Bicocca (che merita un grazie per questa opportunità, insieme a Aiems, a Dedalo97 e a CEP).
La presentazione della mia relazione (titolo: “Il bastone del cieco”), per ragioni di compatibilità che non sto a spiegarvi, non riesce a girare su questo blog: la trovate però nel mio sito “di lavoro”, in questa pagina.
C’è un autore che mi ispira da un po’ di tempo, come si vede anche da altri lavorini di cui vi ho parlato di volta in volta. Marshall McLuhan – lui, il “profeta dei media” – ha scritto cose che dovrebbero essere più note fra gli psicologi, e che per quanto mi riguarda fanno da ponte fra due dei campi che mi interessano, quello della comunicazione e quello della psicologia clinica. Il suo libro del 1964, “Understanding Media”, aveva come sottotitolo “The extensions of man”: le estensioni dell’uomo. La sua idea era che la tecnologia e i media fossero il modo che l’uomo ha trovato per espandere i propri confini, la propria membrana, la propria pelle.
 Marshall_McLuhanQuesto gli permetteva di scrivere, in pieni anni Sessanta – parecchio prima di poter vedere una rete alla quale ciascun abitante del mondo potesse avere un accesso dalla propria casa o dal proprio telefono portatile – “nell’era elettrica avremo come pelle l’intera umanità”.
Uno mica è profeta per niente. Pensare agli artefatti umani come “media”, con la funzione di espandere la pelle degli esseri umani, gli permetteva di vedere una continuità nella storia delle tecnologie. 
Si mettano pure il cuore in pace i catastrofisti e i teorici della rete come tomba delle relazioni umane: forse non c’è atto, non c’è sforzo creativo che non risponda a un antico, costante desiderio degli esseri viventi. Quello di superare lo spazio per sentire il contatto con la pelle di qualche suo simile. Che sia con l’aiuto della ruota, o attraverso la scrittura, o per mezzo di una connessione internet.

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